Sonno

Bruxismo nel sonno: perché il bambino digrigna i denti di notte

Non sono i vermi. Digrignare i denti di notte riguarda fino a un bambino su tre, e nella maggior parte dei casi passa — ma a volte è la spia di come si respira mentre dorme.

Dott. Giovanni Vitale

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile

Settembre 20266 min di lettura

Passi davanti alla sua camera e senti quel rumore: uno stridore secco, ritmico, che va avanti per minuti. La prima volta fa impressione. Poi scopri che è tutte le notti, e cominci a chiederti se gli sta rovinando i denti — o se è il segno che qualcosa non va.

Il bruxismo del sonno — digrignare o serrare i denti mentre si dorme — riguarda una quota molto ampia di bambini: le stime vanno dal 15% al 40% in età prescolare e scolare, con un picco tra i 3 e i 6 anni. Nella maggioranza dei casi si riduce spontaneamente con la crescita e non lascia conseguenze.

Prima cosa: non sono i vermi

È la convinzione popolare più diffusa e va tolta di mezzo subito, perché manda le famiglie a curare la cosa sbagliata: non esiste alcuna relazione dimostrata tra parassitosi intestinale e bruxismo. Non serve un antiparassitario, e non serve l'esame delle feci se non c'è un altro motivo per farlo.

Il bruxismo del sonno non è nemmeno un'abitudine nervosa come mangiarsi le unghie: quello è un comportamento da sveglio, questo accade durante il sonno, generato da un'attivazione automatica che il bambino non controlla e di cui al mattino non ha memoria. È classificato tra i disturbi del movimento correlati al sonno.

Perché succede

Le cause riconosciute sono più d'una, e spesso convivono.

  • Microrisvegli e respirazione notturna. È l'associazione più solida e la più importante da conoscere: il bruxismo si accompagna con notevole frequenza a respirazione orale, russamento e apnee ostruttive, spesso da adenoidi e tonsille ingrossate. Qui il digrignamento non è il problema: è la spia.
  • Fattori emotivi. Periodi di tensione, cambiamenti, ansia: aumentano la frequenza degli episodi, anche se non li spiegano da soli.
  • Familiarità. Chi ha genitori che bruxano ha una probabilità nettamente maggiore di farlo.
  • Condizioni associate. È più frequente nei bambini con ADHD, nei disturbi del neurosviluppo e in presenza di reflusso gastroesofageo; alcuni farmaci possono aumentarlo.

Il ruolo del disallineamento dentale, a lungo dato per scontato, è oggi considerato molto minore di quanto si credeva.

Quando è solo rumore e quando bisogna guardarci dentro

Nella maggior parte dei bambini piccoli il bruxismo non richiede alcun trattamento: si osserva e passa. Merita invece un approfondimento quando compare almeno uno di questi elementi.

  • Segni sui denti visibili al dentista: smalto consumato, denti sensibili al freddo, bordi appiattiti. Sui denti da latte l'usura ha meno peso; sui permanenti va valutata.
  • Dolore al mattino: mandibola indolenzita, mal di testa alle tempie al risveglio, difficoltà o schiocchi nell'aprire la bocca.
  • Segnali respiratori notturni: russamento abituale, pause nel respiro, respiro con la bocca aperta, sudorazione, posizioni strane per dormire. Questo è il gruppo che va indagato per primo.
  • Sonno non ristoratore: si sveglia stanco, è irritabile o disattento di giorno. Nei bambini la carenza di sonno non produce sonnolenza, produce iperattività — ed è uno dei motivi per cui certi quadri vengono scambiati per ADHD.

Cosa fare, in ordine

Il primo passo è quasi sempre lo stesso: far valutare la respirazione notturna. Se ci sono russamento o apnee, l'intervento su adenoidi e tonsille, quando indicato, riduce spesso il bruxismo insieme al resto — ed è l'unico caso in cui si risolve la causa e non il sintomo.

In parallelo si lavora sull'igiene del sonno, che nel bruxismo conta più di quanto sembri: orari regolari, ultima ora senza schermi, una routine breve e prevedibile, e nessuna cena pesante appena prima di dormire. Se il periodo è di tensione, vale la pena occuparsi di quella: non farà sparire il digrignamento, ma ne abbassa la frequenza.

Il bite ha un ruolo limitato in età evolutiva. Non fa smettere di bruxare: al massimo protegge i denti, e va costruito e controllato spesso perché la bocca sta crescendo. È il dentista o l'ortodontista a decidere se serve, e nella maggior parte dei bambini piccoli non serve.

Non ci sono farmaci indicati per il bruxismo del bambino, e non ci sono integratori con efficacia dimostrata — il magnesio, chiesto spessissimo, non ha prove a sostegno in questa indicazione.

Digrignare di giorno è un'altra cosa

Esiste anche il bruxismo da veglia, ed è bene non confonderlo con quello notturno: il bambino serra i denti — più spesso li stringe che li digrigna — mentre è concentrato, teso o arrabbiato, e quasi sempre non se ne accorge.

Qui il meccanismo è quello delle abitudini da sveglio, e infatti risponde alle stesse strategie: accorgersene, un promemoria concordato, un gesto alternativo, e attenzione a cosa succede nei momenti in cui compare. Se il bambino serra i denti di giorno e digrigna di notte, sono due cose da affrontare separatamente, con strumenti diversi.

Quanto dura

La domanda che fanno quasi tutti i genitori ha una risposta rassicurante e onesta insieme: nella maggior parte dei bambini il bruxismo del sonno si riduce spontaneamente con l'età, in particolare durante il ricambio dei denti, e una quota consistente smette del tutto prima dell'adolescenza.

Non è però garantito, e chi bruxa da bambino ha una probabilità maggiore di bruxare da adulto. È un altro motivo per non limitarsi ad aspettare quando ci sono segnali respiratori notturni: quelli non passano da soli, e sono la parte che conta.

Il quadro completo

Guardare al bruxismo da solo è quasi sempre poco produttivo. Guardato dentro la notte intera — insieme a russamento, pavor nocturnus, sonnambulismo, risvegli e pipì a letto — racconta molto di più: sono tutti fenomeni che condividono i microrisvegli come meccanismo, e spesso migliorano insieme quando si sistema ciò che li provoca.

Due settimane di diario — a che ora si addormenta, quando lo senti digrignare, se russa, come si sveglia — valgono più di qualunque descrizione a memoria, e sono la cosa più utile da portare alla prima visita.

Dott. Giovanni Vitale — Neuropsichiatra Infantile

L'autore

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile specializzato in ADHD, disturbi dello spettro autistico, DSA e disturbi del comportamento in bambini e adolescenti. Fondatore di BrainGas — Difficoltà in Abilità. Valutazioni diagnostiche, percorsi di trattamento personalizzati e supporto diretto alle famiglie in Campania e Lazio.

!

Avviso importante

Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce una consulenza medica professionale, una diagnosi clinica o una prescrizione terapeutica. Per qualsiasi preoccupazione relativa alla salute di tuo figlio, rivolgiti a un medico specialista qualificato.

Domande frequenti

Perché il bambino digrigna i denti di notte?
Le cause riconosciute sono più d'una e spesso convivono: microrisvegli legati alla respirazione notturna — russamento e apnee da adenoidi e tonsille ingrossate, l'associazione più solida — periodi di tensione emotiva, familiarità, e alcune condizioni associate come ADHD, disturbi del neurosviluppo e reflusso. Il ruolo del disallineamento dentale è oggi considerato molto minore di quanto si credeva.
Il bruxismo dipende dai vermi?
No. Non esiste alcuna relazione dimostrata tra parassitosi intestinale e bruxismo. È la convinzione popolare più diffusa e manda le famiglie a curare la cosa sbagliata: non serve un antiparassitario, e non serve l'esame delle feci se non c'è un altro motivo per farlo.
Quanti bambini digrignano i denti?
Le stime vanno dal 15% al 40% in età prescolare e scolare, con un picco tra i 3 e i 6 anni. È quindi molto comune, e nella maggioranza dei casi si riduce spontaneamente con la crescita, in particolare durante il ricambio dei denti.
Quando bisogna preoccuparsi?
Quando compaiono segni sui denti visibili al dentista — smalto consumato, bordi appiattiti, sensibilità al freddo; quando c'è dolore al mattino alla mandibola o mal di testa alle tempie; quando ci sono segnali respiratori notturni come russamento abituale, pause nel respiro o bocca aperta; e quando il sonno non ristora e il bambino di giorno è irritabile o disattento.
Serve il bite?
Ha un ruolo limitato in età evolutiva. Non fa smettere di bruxare: al massimo protegge i denti, e va costruito e controllato spesso perché la bocca sta crescendo. Decide il dentista o l'ortodontista, e nella maggior parte dei bambini piccoli non serve.
Quali rimedi funzionano?
Il primo passo è far valutare la respirazione notturna: se ci sono russamento o apnee, l'intervento su adenoidi e tonsille, quando indicato, riduce spesso il bruxismo insieme al resto. In parallelo contano l'igiene del sonno — orari regolari, ultima ora senza schermi, routine breve e prevedibile — e occuparsi di un eventuale periodo di tensione. Non ci sono farmaci indicati né integratori con efficacia dimostrata: il magnesio, chiesto spessissimo, non ha prove a sostegno.
Il bruxismo può essere scambiato per ADHD?
Può contribuire a un equivoco. Nei bambini la carenza di sonno non produce sonnolenza, produce iperattività e disattenzione: un bambino che russa e digrigna tutta la notte può apparire di giorno come un bambino iperattivo. È uno dei motivi per cui, prima di una diagnosi di ADHD, vale la pena guardare come dorme.
Digrignare i denti di giorno è la stessa cosa?
No. Il bruxismo da veglia — più spesso serrare che digrignare — accade mentre il bambino è concentrato, teso o arrabbiato, e segue il meccanismo delle abitudini da sveglio: accorgersene, un promemoria concordato, un gesto alternativo. Se il bambino serra di giorno e digrigna di notte, sono due cose da affrontare separatamente.

Hai dei dubbi su tuo figlio?

Una valutazione diretta vale più di mille letture. Contattami — rispondo personalmente.

Prenota un primo colloquio