Sindrome di Tourette: molto più dei tic
Tic motori e vocali presenti da almeno un anno, che di solito cominciano verso i sei anni e calano con l'adolescenza. Le parolacce riguardano una minoranza; ADHD, DOC e ansia sono frequenti, e le linee guida partono dallo spiegare.
Neuropsichiatra Infantile

Da qualche mese sbatte gli occhi più del solito. Poi arriva un colpo di tosse che con il raffreddore non c'entra. Per tre settimane sembra sparito, e ricomincia. A volte è una smorfia, a volte un suono con la gola. Lui quasi non se ne accorge. I nonni sì. E tu ti chiedi se è la Tourette, quella che tutti immaginano con le parolacce gridate. E che cosa succederà adesso.
La sindrome di Tourette è il disturbo da tic in cui ci sono più tic motori e almeno un tic vocale, da almeno un anno. Comincia nell'infanzia, va e viene a ondate e per la maggior parte dei ragazzi si attenua con l'adolescenza. Le parolacce riguardano una minoranza. Questa pagina mette in fila quello che dicono gli studi: quanti bambini, come evolve, che cosa le sta spesso accanto e che cosa propongono le linee guida.
Che cos'è, e come si riconosce
Si parla di Tourette quando ci sono più tic motori e almeno un tic vocale, presenti da almeno un anno, comparsi prima dei 18 anni e senza un'altra causa che li spieghi. È la definizione delle linee guida francesi del 2024. I tic motori si vedono, come lo sbattere degli occhi. Quelli vocali si sentono, come il colpo di tosse che non è tosse.
La diagnosi è clinica. Il medico guarda quali tic ci sono, da quanto tempo e da quando sono comparsi, e ne ricostruisce la storia insieme a te. Nessun esame la conferma. Gli esami servono, quando il medico li ritiene utili, a escludere altre diagnosi.
- Tic provvisorio
- Il primo tic risale a meno di un anno prima. È il disturbo da tic più comune nei bambini.
- Tic persistente
- Da più di un anno, solo motorio oppure solo vocale. È un'etichetta distinta dalla Tourette.
- Sindrome di Tourette
- Più tic motori e almeno uno vocale, da almeno un anno, comparsi prima dei 18 anni.
Il confine fra le etichette pesa meno di quanto sembri. In uno studio canadese su 341 ragazzi con tic cronici, chi aveva tic persistenti di un solo tipo aveva tic gravi quanto chi aveva la Tourette. Cambiavano due cose: l'esordio, più tardivo, e le condizioni associate, come ADHD e DOC, meno frequenti. I tic compaiono di rado dopo i 12 anni. Se quelli di tuo figlio sono cominciati da poco, leggi la pagina sui tic nervosi nei bambini.
Quanti bambini
Le stime più prudenti dicono fra tre e nove bambini su mille. Il dato viene da una meta-analisi che ha raccolto 21 studi di popolazione: nei bambini l'intervallo va dallo 0,3 allo 0,9 per cento, e gli autori scrivono che il valore vero sta probabilmente verso l'alto. Una seconda meta-analisi, su 13 studi, arriva allo 0,77 per cento.
Tutte e due stanno sotto l'uno per cento. La cifra tonda dell'uno per cento, che si legge in molte pagine italiane, è più alta di entrambe.
- Nei maschi la Tourette è più frequente: 1,06 per cento contro 0,25 per cento nelle femmine, nella meta-analisi che dà lo 0,77.
- Fra tutti i disturbi da tic il più comune è il tic provvisorio, che nella stessa meta-analisi riguarda il 2,99 per cento dei bambini.
Molti ragazzi con la Tourette non arrivano mai a una diagnosi. Lo si capisce mettendo a confronto due tipi di ricerca. Gli studi che contano i casi arrivati in clinica trovano meno ragazzi di quelli che li cercano nella popolazione generale. La differenza sono i ragazzi che nessuno ha mai visitato per i tic.
Comincia verso i sei anni, e va a ondate
I primi tic compaiono di solito intorno ai sei o sette anni. Da lì l'andamento procede per periodi: i tic crescono, poi calano, poi tornano. Le linee guida francesi lo descrivono proprio così, a ondate.
Il momento peggiore, verso i dieci anni
Uno studio di Yale ha seguito 46 bambini valutati prima dei 14 anni e li ha rivisti in media 7,6 anni dopo. Il periodo più intenso dei tic cadeva in media a 10,6 anni, cioè intorno ai dieci anni. Dopo, per la maggior parte, la curva scendeva.
Questo andamento ti riguarda da vicino. Un periodo in cui i tic aumentano sembra un peggioramento, e un periodo in cui spariscono fa pensare che sia tutto finito. Sono due fasi dello stesso andamento. Anche quando cambi qualcosa e i tic calano, può darsi che sarebbero calati comunque. Tienilo a mente quando qualcuno ti propone un rimedio.
Crescendo, per la maggior parte calano
Con l'adolescenza la gravità dei tic cala, anno dopo anno. Nello studio di Yale l'85 per cento dei ragazzi riferiva una riduzione. Una riduzione può lasciare qualche tic più leggero. Quanti restano senza tic lo misura uno studio danese: 314 ragazzi di 5-19 anni seguiti dalla clinica nazionale per la Tourette, e rivisti sei anni dopo.
Il dato · Oltre i 16 anni
- Nessun tic
- 17,7%
- Tic minimi o lievi
- 59,5%
- Tic moderati o gravi
- 22,8%
Oltre i 16 anni, quindi, quasi otto ragazzi su dieci non avevano più tic o li avevano minimi o lievi. Circa uno su cinque li aveva ancora moderati o gravi. Sono ragazzi seguiti da un centro specialistico nazionale, che riceve i casi più impegnativi. Da adulti, secondo le linee guida francesi, circa un terzo ha ancora sintomi.
Un dato aiuta a guardare avanti. Nello studio di Yale l'unica cosa legata alla gravità dei tic da grandi era la gravità dei tic da bambini. Se tuo figlio ha tic lievi, di solito restano lievi anche dopo.
Le parolacce: una minoranza
Il nome tecnico è coprolalia: dire parolacce o frasi oscene senza volerlo. È il tratto che quasi tutti associano alla Tourette. Riguarda fra uno su dieci e uno su cinque fra le persone che ce l'hanno.
Le due cifre vengono da misure diverse. Il 10 per cento è la stima delle linee guida francesi. Quella più alta viene da 597 pazienti visti in 15 centri specialistici di sette paesi: nel corso della vita la coprolalia compariva nel 19,3 per cento dei maschi e nel 14,6 per cento delle femmine, circa uno su cinque. Chi arriva a un centro specialistico ha spesso una forma più impegnativa.
- La diagnosi non la richiede, e la sua assenza non la esclude.
- Quando compare, arriva in media verso gli 11 anni, circa cinque anni dopo i primi tic.
- Il gesto osceno, che si chiama copropraxia, è circa tre volte meno frequente della parola.
Se il tuo primo pensiero è andato alle parolacce, questo è il dato da tenere. La maggior parte dei ragazzi con la Tourette non le ha mai. Lo sbattere d'occhi e il colpo di tosse che vedi a casa sono la Tourette comune.
L'impulso prima del tic, e il trattenerlo
Molti ragazzi grandi e adulti con tic descrivono una sensazione interna che viene prima del tic, come un bisogno di farlo. Si chiama impulso premonitorio. In uno studio su 122 ragazzi grandi e adulti la maggior parte lo descriveva. La maggior parte riferiva anche un certo sollievo dopo il tic, e la capacità di fermare i tic per un tempo.
Sotto i dieci anni manca una misura. È comunque la sensazione su cui lavora la terapia comportamentale.
Trattenerli per un po'
Tanti genitori temono che un tic trattenuto esploda dopo, più forte. Uno studio su 12 ragazzi di 10-17 anni lo ha controllato. Quando trattenere i tic veniva premiato, i tic calavano del 72 per cento per 40 minuti. Finito il periodo tornavano al livello di partenza, e l'impulso non cresceva. Il rimbalzo non c'è stato.
Sono dodici ragazzi e uno studio solo, abbastanza per ridimensionare la paura del rimbalzo. Chiedere a tuo figlio di trattenersi a tavola o in classe è una cosa diversa da una terapia. La terapia comportamentale gli insegna a riconoscere l'impulso e a rispondergli in un altro modo, e la si sceglie con chi lo segue.
Quasi sempre in compagnia: ADHD, DOC, ansia
Nella maggior parte dei ragazzi con la Tourette i tic non restano soli. ADHD, disturbo ossessivo-compulsivo, ansia e disturbi dell'umore la accompagnano spesso, al punto che le condizioni associate sono la regola. Nello studio danese, sei anni dopo la prima visita, i ragazzi con un'altra condizione erano più di quelli con la sola Tourette.
Il dato · Sei anni dopo la prima visita
- Anche un'altra condizione
- 63,0%
- Solo la Tourette
- 37,0%
Un secondo studio dà cifre più alte. Ha intervistato una volta sola 1374 persone con Tourette, venute da famiglie arruolate per la ricerca genetica: nel corso della vita l'85,7 per cento aveva almeno un disturbo associato, e il 72,1 per cento DOC o ADHD. Umore, ansia e comportamento dirompente comparivano ciascuno in circa il 30 per cento. Essendo famiglie scelte per la ricerca, la cifra danese resta la più prudente.
Quando compaiono, e il DOC che arriva dopo
Per la maggior parte di questi disturbi l'età di maggior rischio va dai 4 ai 10 anni. Il DOC ha un calendario suo. Nello studio di Yale il 41 per cento dei ragazzi aveva avuto sintomi ossessivo-compulsivi almeno moderati, il momento peggiore del DOC arrivava circa due anni dopo quello dei tic, e il DOC durava più spesso dei tic.
Ognuna di queste condizioni ha una pagina sua: l'ADHD nei bambini, il DOC nei bambini, l'ansia e le crisi di rabbia.
Spesso pesa di più quello che sta accanto ai tic
Una revisione sistematica ha guardato che cosa pesa sulla qualità della vita, fascia d'età per fascia d'età. Nei bambini la qualità della vita riflette spesso i sintomi dell'ADHD associato, che tendono a migliorare con l'età. Negli adulti pesano di più la depressione e l'ansia. La revisione non dà cifre.
Per te il messaggio è semplice. Il periodo in cui i tic calano è un buon periodo, e il controllo continua lo stesso. Con l'adolescenza l'umore, l'ansia e la rabbia contano quanto i tic, e il DOC, se c'è, tende a durare di più. Tenerli d'occhio fa parte della cura quanto guardare i tic.
La linea guida americana chiede anche di rivalutare nel tempo se una terapia serve ancora. Un aiuto cominciato in un anno difficile può non servire più, e una difficoltà nuova può farsi avanti quando i tic sono ormai lievi.
A scuola
Sulla scuola gli studi dicono due cose. I tic sono più frequenti fra gli alunni con il sostegno: lo trovavano tutti gli studi della meta-analisi fatti fra gli alunni dell'educazione speciale. E in Svezia, fra 2.115.554 nati dal 1976 al 1998, le 3590 persone con una diagnosi specialistica di Tourette o tic cronico finivano meno spesso le superiori e l'università, e cominciavano meno spesso un corso universitario.
Togliendo dal conto chi aveva anche ADHD o un disturbo pervasivo dello sviluppo, la differenza si attenuava e restava. È una media su oltre due milioni di persone, e sul singolo bambino tace. Spiega perché le linee guida chiedono di occuparsi della scuola presto.
- spiegare i tic agli insegnanti e ai compagni;
- ottenere gli adattamenti di cui il ragazzo ha bisogno in classe;
- contrastare la stigmatizzazione, in famiglia e fra gli amici.
Le linee guida francesi danno un compito anche al medico di famiglia: seguire la terapia, aiutare contro la stigmatizzazione e fare in modo che la scuola si adatti al ragazzo.
Per il primo colloquio con i docenti c'è la pagina su come comunicare la diagnosi agli insegnanti. Per gli adattamenti c'è quella su come funziona il PDP. Se i compagni prendono in giro tuo figlio per i tic, leggi quella sul bullismo.
Prima di tutto, spiegare
Per le linee guida europee il primo intervento, qualunque sia la gravità, è la psicoeducazione: spiegare al ragazzo e alla famiglia che cosa sono i tic e come vanno di solito. È una raccomandazione di consenso clinico, e le linee guida lo dichiarano. La linea guida dell'American Academy of Neurology, scritta da nove medici, due psicologi e due rappresentanti dei pazienti, chiede lo stesso e lo estende a insegnanti e compagni. Fra le sue raccomandazioni c'è proprio questa: dire alla famiglia come evolvono di solito i tic.
La stessa linea guida mette fra le opzioni l'attesa vigile: seguire i tic nel tempo e rivalutare, senza partire subito con una terapia. Le scelte si fanno insieme, ragazzo, famiglia e medico, e si riguardano periodicamente. Nelle forme lievi le linee guida francesi raccomandano di solito l'educazione del ragazzo, dei genitori e dei fratelli, con un accompagnamento psicologico.
Educazione ed esposizione a confronto
Uno studio svedese ha messo a confronto due percorsi via internet di dieci settimane, entrambi con un terapeuta. Il primo era l'esposizione con prevenzione della risposta, una delle terapie comportamentali. L'altro era un programma di sola educazione sui tic. Hanno partecipato 221 ragazzi di 9-17 anni.
La gravità dei tic è migliorata in modo simile nei due gruppi. Tre mesi dopo i ragazzi con una risposta netta erano il 47,2 per cento con l'esposizione e il 28,7 per cento con l'educazione. Sono migliorati entrambi i gruppi. Lo studio non aveva un gruppo senza intervento, e una parte del miglioramento può venire dall'andamento a ondate. Resta un dato utile: capire i tic è già un pezzo del lavoro.
La terapia comportamentale
Quando spiegare non basta, la prima scelta è la terapia comportamentale. Le linee guida europee ne indicano due forme, entrambe di prima linea. L'inversione dell'abitudine, soprattutto nella versione estesa chiamata CBIT, ha più prove. L'esposizione con prevenzione della risposta ne ha meno, perché gli studi sono meno. Tutte e due partono dall'impulso: insegnano al ragazzo a riconoscerlo e a rispondergli in un altro modo.
Il dato più chiaro viene da uno studio controllato su 126 ragazzi di 9-17 anni con Tourette o tic cronico. Una parte ha fatto otto sedute di terapia comportamentale in dieci settimane. L'altra ha ricevuto sostegno ed educazione.
Il dato · Molto migliorati dopo dieci settimane
- Terapia comportamentale
- 52,5%
- Sostegno ed educazione
- 18,5%
Bastava trattare tre ragazzi per averne uno in più molto migliorato. Il 4 per cento ha riferito un peggioramento dei tic. Sei mesi dopo, l'87 per cento dei ragazzi migliorati che si è riusciti a ricontattare manteneva il beneficio. Oltre i sei mesi lo studio non arriva.
Il gruppo di confronto riceveva comunque sostegno ed educazione, quindi la differenza misura quello che la terapia aggiunge. Se vicino a te non c'è chi la fa, sappi che fra le forme a distanza la videochiamata è quella con più prove.
Le stesse linee guida europee non raccomandano per i tic gli interventi cognitivi e quelli di terza generazione usati da soli. Se ti propongono un percorso, chiedi se si tratta di inversione dell'abitudine o di esposizione.
I farmaci, quando servono
I farmaci entrano quando i tic danno un disagio vero, nella vita di tutti i giorni o con gli altri, e la terapia comportamentale non funziona, non è disponibile o non si può fare. Si usano da soli o insieme alla terapia. Le linee guida francesi li riservano alle forme da moderate a gravi.
Le prove maggiori riguardano i farmaci che bloccano la dopamina, che hanno l'effetto più forte sui tic e pesano di più per gli effetti collaterali. Fra questi le linee guida europee preferiscono l'aripiprazolo, per il profilo di effetti avversi. Accanto si possono considerare altre molecole. Ecco come stanno oggi in Italia quelle che le linee guida nominano.
- Aripiprazolo, risperidone e tiapride sono in commercio in Italia.
- La clonidina, indicata soprattutto quando c'è anche l'ADHD, in Italia c'è solo in cerotto.
- La guanfacina, indicata nello stesso caso, è stata autorizzata nel 2025 e non risulta in commercio.
- La tossina botulinica, con un'iniezione, serve per alcuni tic isolati.
Nei casi che non rispondono ci sono altre molecole, con prove più deboli o con più effetti collaterali. Le linee guida chiedono che la scelta sia fatta sulla persona e secondo le norme di ogni paese. La fa il medico che segue il ragazzo, insieme a voi. Qui non trovi dosi né nomi commerciali, perché sono decisioni sue.
Quanto migliora chi prende il placebo
Gli studi su farmaci nuovi per i tic spesso non riescono a dimostrare un effetto. Una meta-analisi di 24 studi, con 2222 partecipanti, ha guardato chi riceveva il placebo. Anche loro miglioravano molto. E il 44 per cento di chi prendeva pillole inerti riferiva effetti avversi.
Messo accanto all'andamento a ondate, questo dato ti è utile. Un rimedio che sembra funzionare per qualche settimana può coincidere con un periodo in cui i tic sarebbero calati da soli. Davanti a una promessa grande, chiedi su che cosa si basa.
Se c'è anche l'ADHD: i farmaci stimolanti e i tic
Quando la Tourette arriva insieme all'ADHD, molti genitori temono che il farmaco per l'attenzione faccia salire i tic. Una meta-analisi di 22 studi controllati, con 2385 bambini con ADHD, ha contato i tic nuovi o peggiorati. Comparivano nel 5,7 per cento dei bambini con lo stimolante e nel 6,5 per cento di quelli con la pillola finta. Tipo di stimolante, dose, durata ed età non cambiavano il risultato.
Il dato ha un limite, e gli autori lo scrivono: negli studi crossover, dove lo stesso bambino prova prima una cosa e poi l'altra, il rischio misurato era più alto. Resta un dato sugli studi. La scelta per tuo figlio spetta al medico che lo segue. Le pagine sul metilfenidato e sui farmaci per l'ADHD raccontano il resto.
Che cosa puoi fare tu, adesso
Se i tic sono più d'uno, durano da più di un anno e almeno uno è un suono, chiedi una valutazione neuropsichiatrica. Serve soprattutto a guardare ADHD, DOC, ansia e umore, che contano quanto i tic. Per arrivarci preparato leggi la pagina sulla prima visita neuropsichiatrica.
Non chiedergli di trattenerli come regola. Può farlo per un po', e nello studio che l'ha misurato il rimbalzo non c'è stato. Trattenere su richiesta resta una cosa diversa da una terapia.
Parla con la scuola, e chiedi che i tic siano spiegati agli insegnanti e ai compagni.
Da guardare
Continua a guardare l'umore, l'ansia, la rabbia e le ossessioni anche quando i tic calano. Una frase sul farsi del male o sul non voler vivere, anche detta in un momento di rabbia, riferiscila subito a chi segue il ragazzo.
Davanti a un rimedio che promette molto, chiedi su che cosa si basa. I tic calano da soli a periodi, e negli studi anche la pillola finta dà un miglioramento ampio.
Se c'è anche l'ADHD e il timore dei tic ti frena, porta al medico il dato degli studi controllati: tic nuovi o più forti con la stessa frequenza, col farmaco e con la pillola finta.
Se i tic sono cominciati da poco, leggi la pagina sui tic nervosi nei bambini. Se hai sentito parlare di PANDAS, c'è quella su PANS e PANDAS, e per le abitudini nervose ce n'è una a parte. Per scegliere a chi rivolgerti, leggi come scegliere il neuropsichiatra giusto.
Fonti
Quello che c'è scritto qui sopra poggia sui lavori elencati sotto. I link portano agli articoli originali; per ciascuno è indicato se il testo completo è liberamente accessibile.
Letteratura scientifica
- Hartmann A., Ansquer S., Brefel-Courbon C., Burbaud P., Castrioto A., Czernecki V., et al. (2024). French guidelines for the diagnosis and management of Tourette syndrome. Revue Neurologique, 180(8), 818-827. Linea guida nazionale francese. La sindrome è definita da più tic motori e almeno un tic vocale, presenti da almeno un anno e comparsi prima dei 18 anni; comincia intorno ai 6-7 anni e va a ondate. La diagnosi è clinica, la coprolalia c'è nel 10% dei casi, e nelle forme lievi si raccomandano l'educazione del ragazzo e della famiglia e un accompagnamento psicologico. Testo completo a pagamento, riassunto libero.
- Black K. J., Black E. R., Greene D. J., Schlaggar B. L. (2016). Provisional Tic Disorder: What to tell parents when their child first starts ticcing. F1000Research, 5, 696. Sintesi non sistematica. Se il primo tic risale a meno di un anno prima, la diagnosi è di solito disturbo da tic provvisorio; gli autori osservano che i pochi dati esistenti potrebbero non sostenere la prognosi indicata dagli esperti. Accesso aperto (copia anche in PubMed Central, PMC4850871).
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- Andrén P., Holmsved M., Ringberg H., Wachtmeister V., Isomura K., Aspvall K., et al. (2022). Therapist-Supported Internet-Delivered Exposure and Response Prevention for Children and Adolescents With Tourette Syndrome. JAMA Network Open, 5(8), e2225614. Studio randomizzato a Stoccolma, con ragazzi da tutta la Svezia: 221 ragazzi di 9-17 anni, dieci settimane di esposizione via internet oppure di educazione sui tic via internet, entrambe con un terapeuta. La gravità dei tic è migliorata in modo simile nei due gruppi; a tre mesi i ragazzi con una risposta netta erano il 47,2% con l'esposizione e il 28,7% con l'educazione. Accesso aperto (copia anche in PubMed Central, PMC9379743).
- Wang S., Xiong Z., Cui Y., Fan F., Zhang S., Jia R., et al. (2024). Placebo and Nocebo Responses in Pharmacological Trials of Tic Disorders: A Meta-Analysis. Movement Disorders, 39(3), 585-595. Meta-analisi di 24 studi sui farmaci per i tic, con 2222 partecipanti. Con il placebo i sintomi miglioravano molto (effetto combinato -0,79, con eterogeneità fra gli studi: I2 67%), e il 44% di chi prendeva pillole inerti riferiva effetti avversi. Accesso aperto.
- Roessner V., Eichele H., Stern J. S., Skov L., Rizzo R., Debes N. M., et al. (2022). European clinical guidelines for Tourette syndrome and other tic disorders—version 2.0. Part III: pharmacological treatment. European Child & Adolescent Psychiatry, 31(3), 425-441. Linee guida europee (ESSTS), parte sui farmaci. La prima preferenza va alla psicoeducazione e agli approcci comportamentali; quando non sono efficaci, disponibili o praticabili, i farmaci sono indicati. Le prove maggiori sono per i farmaci che bloccano la dopamina, preferibilmente l'aripiprazolo per il profilo di effetti avversi, e la scelta va fatta sulla persona e secondo le norme locali. Accesso aperto (copia anche in PubMed Central, PMC8940878).
- Cohen S. C., Mulqueen J. M., Ferracioli-Oda E., Stuckelman Z. D., Coughlin C. G., Leckman J. F., et al. (2015). Meta-Analysis: Risk of Tics Associated With Psychostimulant Use in Randomized, Placebo-Controlled Trials. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 54(9), 728-736. Meta-analisi di 22 studi controllati con 2385 bambini con ADHD. Tic nuovi o peggiorati comparivano nel 5,7% con gli stimolanti e nel 6,5% con il placebo, con un rischio simile; tipo di stimolante, dose, durata ed età non cambiavano il risultato. Negli studi crossover il rischio misurato era più alto. Testo completo a pagamento, riassunto libero.
Norme e documenti
- AIFA, Liste dei farmaci di fascia A e H, file per principio attivo del 30-04-2026, scaricato il 18/09/2026. Da qui lo stato in Italia di aripiprazolo, risperidone, tiapride, clonidina e tossina botulinica.
- AIFA, Banca Dati Farmaci, interrogata il 18/09/2026. La clonidina è presente solo in cerotto; le confezioni di guanfacina sono autorizzate e mai commercializzate.
- Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 117 del 22 maggio 2025, determina AIFA n. 597 del 30 aprile 2025, sull'autorizzazione della guanfacina (atto 25A02808).
L'autore
Neuropsichiatra Infantile specializzato in ADHD, disturbi dello spettro autistico, DSA e disturbi del comportamento in bambini e adolescenti. Fondatore di BrainGas (Difficoltà in Abilità). Valutazioni diagnostiche, percorsi di trattamento personalizzati e supporto diretto alle famiglie in Campania e Lazio.
Avviso importante
Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce una consulenza medica professionale, una diagnosi clinica o una prescrizione terapeutica. Per qualsiasi preoccupazione relativa alla salute di tuo figlio, rivolgiti a un medico specialista qualificato.
Domande frequenti
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C'è un esame che la conferma?
Quanti bambini ce l'hanno?
Passa crescendo?
Deve cercare di trattenere i tic?
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