DSA

DSA e dislessia: cosa fare quando la maestra ti chiama

Dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia. Il primo passo è capire che cosa sta succedendo davvero.

Dott. Giovanni Vitale

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile

Aprile 2026⏱ 7 min di letturaUltima revisione: Settembre 2026
DSA e dislessia: cosa fare quando la maestra ti chiama. A sinistra tre bambini con dislessia: due vuoti e tratteggiati in ottone, mai diagnosticati prima, e uno pieno in viola. Sotto, la cifra: quasi 2 su 3. Dal bambino pieno parte una catena di frecce. La maestra chiama, poi la valutazione dopo la 2ª elementare (per il calcolo dopo la 3ª), poi la diagnosi del neuropsichiatra infantile. Una freccia segnata Legge 170/2010 porta al PDP, il piano didattico personalizzato, disegnato come un foglio. Dal foglio tre frecce vanno a tre blocchi viola: misure dispensative, strumenti compensativi, valutazione personalizzata. Accanto al titolo il ritratto, in fondo le fonti.
Fonti: PLOS ONE, 2019 · Legge 170/2010.

La maestra ti ha chiamato. Dice che tuo figlio fa fatica a leggere, che la scrittura è caotica, che i conti proprio non gli entrano in testa. Oppure sei tu che vedi qualcosa che non va: ore di compiti che finiscono in lacrime, un bambino intelligente e sveglio che in classe sembra spento.

Il tuo istinto ti dice che non è pigrizia. E probabilmente hai ragione.

Cosa sono i DSA

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) sono una famiglia di condizioni neurologiche che interferiscono con l'acquisizione di abilità scolastiche specifiche, in bambini con intelligenza nella norma o superiore. Il termine "specifico" indica proprio questo: la difficoltà è circoscritta a un'area, non è un problema generale di apprendimento.

In Italia i DSA riguardano alcuni bambini su cento. Lo studio più ampio fatto nel nostro Paese, su quasi 10.000 alunni fra gli 8 e i 10 anni in nove regioni, ha trovato la dislessia nel 3,5% dei bambini, con numeri simili al Nord, al Centro e al Sud. E in due casi su tre nessuno l'aveva ancora riconosciuta. Secondo i dati MIUR, nell'anno scolastico 2022/2023 gli alunni con DSA certificato erano oltre 326.000, ma molti restano ancora senza diagnosi.

I principali DSA sono:

  • Dislessia: difficoltà nella lettura accurata e fluente. Il bambino legge lentamente, con molti errori, fatica a "decodificare" le parole. La vista non c'entra: il problema sta nel modo in cui il cervello elabora i suoni del linguaggio scritto. Approfondisci la dislessia.
  • Disortografia: difficoltà nella scrittura corretta (ortografia). Errori frequenti e sistematici che non migliorano con la pratica e le correzioni ripetute.
  • Disgrafia: difficoltà nel controllo del gesto grafico. La scrittura è illeggibile, irregolare, richiede uno sforzo fisico sproporzionato. Approfondisci la disgrafia.
  • Discalculia: difficoltà con i numeri, il calcolo, il senso della quantità. Non riguarda la matematica "alta", anche operazioni semplici restano instabili. Approfondisci la discalculia.

I DSA spesso coesistono: un bambino con dislessia ha frequentemente anche disortografia. Si accompagnano più spesso della media anche all'ADHD: in un grande studio su gemelli olandesi, chi aveva una di queste condizioni aveva da due a tre volte più probabilità di averne una seconda. A legarle è soprattutto una predisposizione genetica in comune. Tre bambini su quattro, però, ne hanno una sola. Anche l'ansia è più frequente nei bambini con DSA. Se noti che tuo figlio vive la scuola con paura, parlane con chi lo segue: è una parte del quadro da guardare.

Le basi neurobiologiche dei DSA

I DSA hanno un'origine neurobiologica: sono legati a differenze nel modo in cui il cervello elabora le informazioni linguistiche e numeriche. Non dipendono da scarso impegno, cattiva educazione o carenze ambientali.

La componente genetica è forte: se un genitore o un fratello ha un DSA, il rischio per il bambino è 4-8 volte superiore alla media. Questo significa anche che molti genitori scoprono di avere un DSA non diagnosticato solo dopo la diagnosi del figlio.

Quando preoccuparsi: i segnali per fascia d'età

Scuola dell'infanzia (4-5 anni): segnali predittivi

  • Difficoltà con le rime (non riesce a trovare parole che finiscono allo stesso modo)
  • Fatica a segmentare le parole in sillabe (bat-tere le mani per ogni sillaba)
  • Vocabolario ridotto rispetto ai coetanei
  • Difficoltà a memorizzare sequenze (giorni della settimana, mesi, stagioni)
  • Impugnatura della penna scorretta, tratto grafico immaturo
  • Difficoltà a contare, a riconoscere i numeri, a capire "di più/di meno"

Prima e seconda elementare (6-7 anni)

  • Lettura lenta e faticosa, molti errori di decodifica
  • Confusione tra lettere visivamente simili (b/d, p/q, m/n)
  • Inversioni di lettere o sillabe ("al" per "la", "il" per "li")
  • Scrittura con molti errori ortografici nonostante esercizio e correzioni ripetute
  • Difficoltà a imparare le tabelline
  • Rifiuto crescente dei compiti a casa

Dalla terza elementare in poi

  • Il divario con i compagni diventa sempre più evidente
  • Comprensione del testo compromessa (perché tutta l'energia va nella decodifica)
  • Quaderni disordinati, compiti incompleti, tempi lunghissimi per i compiti a casa
  • Comparsa di ansia scolastica, rifiuto della scuola, calo dell'autostima
  • Il bambino inizia a definirsi "stupido" o "incapace"

In genere, una valutazione diagnostica ha senso dopo la fine della seconda elementare per la lettura e la scrittura, e dopo la terza per il calcolo, perché prima l'apprendimento è ancora in fase di consolidamento. Tuttavia, se i segnali sono forti già in prima, è meglio muoversi prima con un monitoraggio mirato.

Come funziona la diagnosi di DSA

La diagnosi di DSA viene effettuata da un neuropsichiatra infantile (o da un team multidisciplinare che lo include), attraverso una batteria di valutazioni standardizzate:

  • Anamnesi: storia del bambino, storia familiare (i DSA hanno una forte componente genetica)
  • Valutazione cognitiva: test di intelligenza (WISC-V) per escludere disabilità intellettiva e identificare il profilo cognitivo
  • Test di lettura: velocità (sillabe al secondo) e accuratezza (numero di errori) su brani e liste di parole
  • Test di scrittura: dettato ortografico, velocità di scrittura, qualità del tratto grafico
  • Test di calcolo: operazioni, fatti numerici, senso del numero, problem solving
  • Valutazione del linguaggio: comprensione, produzione, abilità fonologiche
  • Valutazione delle funzioni esecutive: attenzione, memoria di lavoro, pianificazione

Il risultato è un profilo che descrive come funziona il bambino: i punti di forza, le aree di difficoltà, le risorse su cui costruire. Per prepararsi: come prepararsi alla prima visita neuropsichiatrica.

La certificazione DSA: cosa cambia a scuola

In Italia, la Legge 170/2010 garantisce ai bambini con diagnosi di DSA il diritto a strumenti e misure specifiche a scuola, raccolte nel Piano Didattico Personalizzato (PDP):

  • Misure dispensative: dispensa dalla lettura ad alta voce, dai compiti a casa eccessivi, dalla copiatura dalla lavagna, da alcune verifiche scritte
  • Strumenti compensativi: sintesi vocale, dizionari digitali, calcolatrice, tabelle, mappe concettuali, computer per scrivere, tempi aggiuntivi per le verifiche (generalmente +30%)
  • Valutazione personalizzata: che tenga conto del disturbo e valuti le conoscenze, non le abilità strumentali compromesse

La diagnosi può essere fatta dal SSN (gratuita ma con liste d'attesa lunghe) o privatamente. In alcune regioni, la diagnosi privata richiede la successiva validazione da parte della ASL. Guida completa alla certificazione DSA.

Come neuropsichiatra, posso redigere la relazione clinica e collaborare con la scuola nella stesura del PDP, per garantire che gli strumenti scelti siano davvero quelli giusti per quel bambino.

DSA e comorbidità

I DSA si presentano spesso in associazione con altri disturbi:

  • ADHD: chi ha una dislessia o una discalculia ha da due a tre volte più probabilità di avere anche un ADHD rispetto a chi non le ha. A legarli è soprattutto una predisposizione genetica in comune. Approfondisci l'ADHD.
  • Ansia scolastica: più frequente che negli altri bambini, e spesso legata proprio al momento di leggere. È una parte del quadro da guardare insieme al resto. L'ansia da prestazione nei bambini.
  • Bassa autostima: il bambino si percepisce come "stupido" o "incapace" dopo anni di insuccessi. Bassa autostima nei bambini.
  • Problemi di comportamento: un po' più frequenti che nei coetanei, secondo due meta-analisi. Da dove vengano non è chiaro. Gli studi che seguono i bambini negli anni danno risposte diverse, e in alcuni pesa più la disattenzione del rendimento a scuola.
  • Disturbi del linguaggio: spesso alla base dei DSA c'è un pregresso disturbo del linguaggio non completamente risolto.

Identificare le comorbidità è essenziale per un intervento completo. Trattare solo il DSA senza affrontare l'ansia o l'ADHD associati porta a risultati parziali.

Come puoi aiutare tuo figlio a casa

La diagnosi è il punto di partenza, non di arrivo. A casa, alcune cose fanno la differenza:

  • Separare le difficoltà dall'identità: "Hai la dislessia" non significa "sei stupido". I bambini con DSA sono spesso creativi, intuitivi, con ottime capacità di ragionamento, ma lo credono solo se qualcuno glielo dice.
  • Usare gli strumenti compensativi anche a casa: c'è chi li considera una scorciatoia, ma gli audiolibri sono uno strumento. Permettono al bambino di accedere ai contenuti senza che la difficoltà tecnica blocchi l'apprendimento.
  • Creare un ambiente di studio strutturato: orari fissi, pause regolari (tecnica del pomodoro), ambiente silenzioso e ordinato.
  • Celebrare i progressi piccoli: il bambino con DSA spende ogni giorno un'energia enorme per fare cose che ai compagni vengono "gratis". Merita il riconoscimento di quello sforzo.
  • Non trasformare i compiti in una battaglia: se ogni pomeriggio finisce in lacrime, qualcosa nel metodo va cambiato, non nel bambino.
  • Parlarne apertamente: spiegare al bambino cos'è il DSA, con parole adatte alla sua età, lo aiuta a capire che non è colpa sua.

Il percorso riabilitativo

Oltre agli strumenti compensativi, un percorso riabilitativo mirato può migliorare significativamente le abilità compromesse:

  • Logopedia: per potenziare le abilità fonologiche, la fluenza di lettura, le competenze ortografiche. Quando serve la logopedia.
  • Potenziamento delle funzioni esecutive: attenzione, memoria di lavoro, pianificazione. Competenze trasversali che sostengono tutti gli apprendimenti.
  • Training metacognitivo: insegnare al bambino a "imparare come impara", strategie di studio personalizzate.
  • Tutoring specializzato: un supporto che conosca i DSA e sappia adattare il metodo, ben diverso dalle ripetizioni classiche.

DSA e futuro: cosa aspettarsi

I DSA non scompaiono con l'età, ma si impara a gestirli. Con gli strumenti giusti, il sostegno adeguato e un ambiente che ci crede, i bambini con DSA raggiungono traguardi straordinari. La storia è piena di persone con dislessia che hanno scritto libri, con discalculia che hanno fondato aziende, con disgrafia che sono diventati chirurghi.

Gli strumenti compensativi sono un diritto anche alle superiori, all'università e agli esami di stato. La scuola e le difficoltà di apprendimento non devono essere un ostacolo insormontabile.

La diagnosi non limita il futuro di tuo figlio. Lo aiuta a costruirlo su basi reali.

"Un bambino con DSA non ha bisogno di lavorare più degli altri. Ha bisogno di lavorare in modo diverso, e di qualcuno che sappia come aiutarlo a farlo."
— Dott. Giovanni Vitale

Fonti

Quello che c'è scritto qui sopra poggia sui lavori elencati sotto. I link portano agli articoli originali; per ciascuno è indicato se il testo completo è liberamente accessibile.

Letteratura scientifica

  • Barbiero C., Montico M., Lonciari I. et al. (2019). The lost children: The underdiagnosis of dyslexia in Italy. A cross-sectional national study. PLOS ONE, 14(1), e0210448. Indagine nazionale su 9.964 bambini di 8-10 anni in nove regioni, con conferma della diagnosi in centri specializzati: la dislessia riguarda il 3,5% dei bambini, con valori simili al Nord (3,6%), al Centro (3,2%) e al Sud (3,7%). In quasi due bambini su tre non era mai stata diagnosticata prima. Accesso aperto.
  • van Bergen E., de Zeeuw E. L., Hart S. A., Boomsma D. I., de Geus E. J. C., Kan K. (2025). Co-Occurrence and Causality Among ADHD, Dyslexia, and Dyscalculia. Psychological Science, 36(3), 204-217. Registro olandese dei gemelli, fino a 19.125 bambini valutati a 7 e a 10 anni: chi ha una di queste condizioni ha da 2,1 a 3,1 volte più probabilità di averne una seconda, ma il 77,3% ne ha una sola. Il legame viene da rischi genetici correlati. Accesso aperto.
  • Nelson J. M., Harwood H. (2010). Learning Disabilities and Anxiety: A Meta-Analysis. Journal of Learning Disabilities, 44(1), 3-17. Meta-analisi di 58 studi: l'ansia è più alta nei ragazzi con disturbi dell'apprendimento, con un effetto medio (d=0,61) e risultati molto eterogenei fra gli studi. Testo completo a pagamento.
  • Donolato E., Cardillo R., Mammarella I. C., Melby-Lervåg M. (2021). Research Review: Language and specific learning disorders in children and their co-occurrence with internalizing and externalizing problems. Journal of Child Psychology and Psychiatry, 63(5), 507-518. Meta-analisi: i bambini con disturbi del linguaggio e dell'apprendimento hanno più problemi emotivi (g=0,36) e di comportamento (g=0,42) dei coetanei, e quelli con disturbi del linguaggio più problemi emotivi di quelli con disturbi della lettura.
  • Pickren S. E., Torelli J. N., Miller A. H., Chow J. C. (2024). The relation between reading and externalizing behavior: a correlational meta-analysis. Annals of Dyslexia, 74(2), 158-186. Meta-analisi di 33 studi su bambini di 5-12 anni: una correlazione negativa piccola (r=-0,17) fra capacità di lettura e problemi di comportamento. Gli autori indicano come pista da studiare i fattori cognitivi e ambientali in comune. Accesso aperto.
Dott. Giovanni Vitale — Neuropsichiatra Infantile

L'autore

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile specializzato in ADHD, disturbi dello spettro autistico, DSA e disturbi del comportamento in bambini e adolescenti. Fondatore di BrainGas (Difficoltà in Abilità). Valutazioni diagnostiche, percorsi di trattamento personalizzati e supporto diretto alle famiglie in Campania e Lazio.

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Avviso importante

Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce una consulenza medica professionale, una diagnosi clinica o una prescrizione terapeutica. Per qualsiasi preoccupazione relativa alla salute di tuo figlio, rivolgiti a un medico specialista qualificato.

Domande frequenti

Come capire se mio figlio ha un DSA?
I segnali includono difficoltà persistenti nella lettura (lentezza, errori frequenti), nella scrittura (errori ortografici, grafia illeggibile) o nel calcolo (difficoltà con le tabelline, i problemi) nonostante un'intelligenza normale e un'istruzione adeguata.
A che età si può fare la diagnosi di DSA?
La diagnosi di dislessia e disortografia può essere effettuata dalla fine della seconda elementare, quella di discalculia dalla fine della terza elementare. Prima di queste età si parla di indicatori di rischio.
Il DSA è un handicap?
No. Il DSA non è un handicap né una disabilità intellettiva. È un disturbo specifico che riguarda solo alcune abilità (lettura, scrittura, calcolo) in presenza di intelligenza nella norma. Con gli strumenti giusti, i ragazzi con DSA raggiungono qualsiasi obiettivo.
Cosa sono gli strumenti compensativi?
Sono strumenti che permettono di compensare le difficoltà: mappe concettuali, calcolatrice, sintesi vocale, computer per scrivere, tempo aggiuntivo nelle verifiche. Sono un diritto garantito dalla Legge 170/2010.
Chi fa la diagnosi di DSA?
La diagnosi viene effettuata da un'équipe multidisciplinare composta da neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista. Può essere fatta presso il SSN o privatamente (con successiva validazione ASL in alcune regioni).

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