DSA

DSA e dislessia: cosa fare quando la maestra ti chiama

Dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia. Il primo passo è capire che cosa sta succedendo davvero.

Dott. Giovanni Vitale

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile

Aprile 20267 min di letturaUltima revisione: Settembre 2026

La maestra ti ha chiamato. Dice che tuo figlio fa fatica a leggere, che la scrittura è caotica, che i conti proprio non gli entrano in testa. Oppure sei tu che vedi qualcosa che non va: ore di compiti che finiscono in lacrime, un bambino intelligente e sveglio che in classe sembra spento.

Il tuo istinto ti dice che non è pigrizia. E probabilmente hai ragione.

Cosa sono i DSA

I Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) sono una famiglia di condizioni neurologiche che interferiscono con l'acquisizione di abilità scolastiche specifiche, in bambini con intelligenza nella norma o superiore. Il termine "specifico" indica proprio questo: la difficoltà è circoscritta a un'area, non è un problema generale di apprendimento.

In Italia, i DSA interessano circa il 3-5% della popolazione scolastica, con una tendenza all'aumento delle diagnosi grazie a una maggiore consapevolezza. Secondo i dati MIUR, nell'anno scolastico 2022/2023 gli alunni con DSA certificato erano oltre 326.000 — ma molti restano ancora senza diagnosi.

I principali DSA sono:

  • Dislessia: difficoltà nella lettura accurata e fluente. Il bambino legge lentamente, con molti errori, fatica a "decodificare" le parole. Non è un problema di vista — è un problema nel modo in cui il cervello elabora i suoni del linguaggio scritto. Approfondisci la dislessia.
  • Disortografia: difficoltà nella scrittura corretta (ortografia). Errori frequenti e sistematici che non migliorano con la pratica e le correzioni ripetute.
  • Disgrafia: difficoltà nel controllo del gesto grafico. La scrittura è illeggibile, irregolare, richiede uno sforzo fisico sproporzionato. Approfondisci la disgrafia.
  • Discalculia: difficoltà con i numeri, il calcolo, il senso della quantità. Non riguarda la matematica "alta" — anche operazioni semplici restano instabili. Approfondisci la discalculia.

I DSA spesso coesistono: un bambino con dislessia ha frequentemente anche disortografia. E si associano spesso ad ADHD, ansia o difficoltà di regolazione emotiva — conseguenze comprensibili di anni di frustrazione scolastica.

Le basi neurobiologiche dei DSA

I DSA hanno un'origine neurobiologica: sono legati a differenze nel modo in cui il cervello elabora le informazioni linguistiche e numeriche. Non dipendono da scarso impegno, cattiva educazione o carenze ambientali.

La componente genetica è forte: se un genitore o un fratello ha un DSA, il rischio per il bambino è 4-8 volte superiore alla media. Questo significa anche che molti genitori scoprono di avere un DSA non diagnosticato solo dopo la diagnosi del figlio.

Quando preoccuparsi: i segnali per fascia d'età

Scuola dell'infanzia (4-5 anni) — segnali predittivi

  • Difficoltà con le rime (non riesce a trovare parole che finiscono allo stesso modo)
  • Fatica a segmentare le parole in sillabe (bat-tere le mani per ogni sillaba)
  • Vocabolario ridotto rispetto ai coetanei
  • Difficoltà a memorizzare sequenze (giorni della settimana, mesi, stagioni)
  • Impugnatura della penna scorretta, tratto grafico immaturo
  • Difficoltà a contare, a riconoscere i numeri, a capire "di più/di meno"

Prima e seconda elementare (6-7 anni)

  • Lettura lenta e faticosa, molti errori di decodifica
  • Confusione tra lettere visivamente simili (b/d, p/q, m/n)
  • Inversioni di lettere o sillabe ("al" per "la", "il" per "li")
  • Scrittura con molti errori ortografici nonostante esercizio e correzioni ripetute
  • Difficoltà a imparare le tabelline
  • Rifiuto crescente dei compiti a casa

Dalla terza elementare in poi

  • Il divario con i compagni diventa sempre più evidente
  • Comprensione del testo compromessa (perché tutta l'energia va nella decodifica)
  • Quaderni disordinati, compiti incompleti, tempi lunghissimi per i compiti a casa
  • Comparsa di ansia scolastica, rifiuto della scuola, calo dell'autostima
  • Il bambino inizia a definirsi "stupido" o "incapace"

In genere, una valutazione diagnostica ha senso dopo la fine della seconda elementare per la lettura e la scrittura, e dopo la terza per il calcolo — perché prima l'apprendimento è ancora in fase di consolidamento. Tuttavia, se i segnali sono forti già in prima, è meglio muoversi prima con un monitoraggio mirato.

Come funziona la diagnosi di DSA

La diagnosi di DSA viene effettuata da un neuropsichiatra infantile (o da un team multidisciplinare che lo include), attraverso una batteria di valutazioni standardizzate:

  • Anamnesi: storia del bambino, storia familiare (i DSA hanno una forte componente genetica)
  • Valutazione cognitiva: test di intelligenza (WISC-V) per escludere disabilità intellettiva e identificare il profilo cognitivo
  • Test di lettura: velocità (sillabe al secondo) e accuratezza (numero di errori) su brani e liste di parole
  • Test di scrittura: dettato ortografico, velocità di scrittura, qualità del tratto grafico
  • Test di calcolo: operazioni, fatti numerici, senso del numero, problem solving
  • Valutazione del linguaggio: comprensione, produzione, abilità fonologiche
  • Valutazione delle funzioni esecutive: attenzione, memoria di lavoro, pianificazione

Il risultato non è un voto — è un profilo che descrive come funziona il bambino: i punti di forza, le aree di difficoltà, le risorse su cui costruire. Per prepararsi: come prepararsi alla prima visita neuropsichiatrica.

La certificazione DSA: cosa cambia a scuola

In Italia, la Legge 170/2010 garantisce ai bambini con diagnosi di DSA il diritto a strumenti e misure specifiche a scuola, raccolte nel Piano Didattico Personalizzato (PDP):

  • Misure dispensative: dispensa dalla lettura ad alta voce, dai compiti a casa eccessivi, dalla copiatura dalla lavagna, da alcune verifiche scritte
  • Strumenti compensativi: sintesi vocale, dizionari digitali, calcolatrice, tabelle, mappe concettuali, computer per scrivere, tempi aggiuntivi per le verifiche (generalmente +30%)
  • Valutazione personalizzata: che tenga conto del disturbo e valuti le conoscenze, non le abilità strumentali compromesse

La diagnosi può essere fatta dal SSN (gratuita ma con liste d'attesa lunghe) o privatamente. In alcune regioni, la diagnosi privata richiede la successiva validazione da parte della ASL. Guida completa alla certificazione DSA.

Come neuropsichiatra, posso redigere la relazione clinica e collaborare con la scuola nella stesura del PDP — per garantire che gli strumenti scelti siano davvero quelli giusti per quel bambino.

DSA e comorbidità

I DSA si presentano spesso in associazione con altri disturbi:

  • ADHD: presente nel 25-40% dei bambini con DSA. La coesistenza rende i compiti a casa un vero calvario. Approfondisci l'ADHD.
  • Ansia scolastica: molto frequente, spesso come conseguenza della frustrazione cronica. L'ansia da prestazione nei bambini.
  • Bassa autostima: il bambino si percepisce come "stupido" o "incapace" dopo anni di insuccessi. Bassa autostima nei bambini.
  • Disturbi del comportamento: a volte la ribellione è una risposta alla frustrazione scolastica cronica.
  • Disturbi del linguaggio: spesso alla base dei DSA c'è un pregresso disturbo del linguaggio non completamente risolto.

Identificare le comorbidità è essenziale per un intervento completo. Trattare solo il DSA senza affrontare l'ansia o l'ADHD associati porta a risultati parziali.

Come puoi aiutare tuo figlio a casa

La diagnosi è il punto di partenza, non di arrivo. A casa, alcune cose fanno la differenza:

  • Separare le difficoltà dall'identità: "Hai la dislessia" non significa "sei stupido". I bambini con DSA sono spesso creativi, intuitivi, con ottime capacità di ragionamento — ma lo credono solo se qualcuno glielo dice.
  • Usare gli strumenti compensativi anche a casa: gli audiolibri non sono una scorciatoia — sono uno strumento. Permettono al bambino di accedere ai contenuti senza che la difficoltà tecnica blocchi l'apprendimento.
  • Creare un ambiente di studio strutturato: orari fissi, pause regolari (tecnica del pomodoro), ambiente silenzioso e ordinato.
  • Celebrare i progressi piccoli: il bambino con DSA spende ogni giorno un'energia enorme per fare cose che ai compagni vengono "gratis". Merita il riconoscimento di quello sforzo.
  • Non trasformare i compiti in una battaglia: se ogni pomeriggio finisce in lacrime, qualcosa nel metodo va cambiato — non nel bambino.
  • Parlarne apertamente: spiegare al bambino cos'è il DSA, con parole adatte alla sua età, lo aiuta a capire che non è colpa sua.

Il percorso riabilitativo

Oltre agli strumenti compensativi, un percorso riabilitativo mirato può migliorare significativamente le abilità compromesse:

  • Logopedia: per potenziare le abilità fonologiche, la fluenza di lettura, le competenze ortografiche. Quando serve la logopedia.
  • Potenziamento delle funzioni esecutive: attenzione, memoria di lavoro, pianificazione — competenze trasversali che sostengono tutti gli apprendimenti.
  • Training metacognitivo: insegnare al bambino a "imparare come impara" — strategie di studio personalizzate.
  • Tutoring specializzato: non ripetizioni classiche, ma un supporto che conosca i DSA e sappia adattare il metodo.

DSA e futuro: cosa aspettarsi

I DSA non scompaiono con l'età — ma si impara a gestirli. Con gli strumenti giusti, il sostegno adeguato e un ambiente che ci crede, i bambini con DSA raggiungono traguardi straordinari. La storia è piena di persone con dislessia che hanno scritto libri, con discalculia che hanno fondato aziende, con disgrafia che sono diventati chirurghi.

Gli strumenti compensativi sono un diritto anche alle superiori, all'università e agli esami di stato. La scuola e le difficoltà di apprendimento non devono essere un ostacolo insormontabile.

La diagnosi non limita il futuro di tuo figlio. Lo aiuta a costruirlo su basi reali.

"Un bambino con DSA non ha bisogno di lavorare più degli altri. Ha bisogno di lavorare in modo diverso — e di qualcuno che sappia come aiutarlo a farlo."
— Dott. Giovanni Vitale
Dott. Giovanni Vitale — Neuropsichiatra Infantile

L'autore

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile specializzato in ADHD, disturbi dello spettro autistico, DSA e disturbi del comportamento in bambini e adolescenti. Fondatore di BrainGas — Difficoltà in Abilità. Valutazioni diagnostiche, percorsi di trattamento personalizzati e supporto diretto alle famiglie in Campania e Lazio.

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Avviso importante

Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce una consulenza medica professionale, una diagnosi clinica o una prescrizione terapeutica. Per qualsiasi preoccupazione relativa alla salute di tuo figlio, rivolgiti a un medico specialista qualificato.

Domande frequenti

Come capire se mio figlio ha un DSA?
I segnali includono difficoltà persistenti nella lettura (lentezza, errori frequenti), nella scrittura (errori ortografici, grafia illeggibile) o nel calcolo (difficoltà con le tabelline, i problemi) nonostante un'intelligenza normale e un'istruzione adeguata.
A che età si può fare la diagnosi di DSA?
La diagnosi di dislessia e disortografia può essere effettuata dalla fine della seconda elementare, quella di discalculia dalla fine della terza elementare. Prima di queste età si parla di indicatori di rischio.
Il DSA è un handicap?
No. Il DSA non è un handicap né una disabilità intellettiva. È un disturbo specifico che riguarda solo alcune abilità (lettura, scrittura, calcolo) in presenza di intelligenza nella norma. Con gli strumenti giusti, i ragazzi con DSA raggiungono qualsiasi obiettivo.
Cosa sono gli strumenti compensativi?
Sono strumenti che permettono di compensare le difficoltà: mappe concettuali, calcolatrice, sintesi vocale, computer per scrivere, tempo aggiuntivo nelle verifiche. Sono un diritto garantito dalla Legge 170/2010.
Chi fa la diagnosi di DSA?
La diagnosi viene effettuata da un'équipe multidisciplinare composta da neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista. Può essere fatta presso il SSN o privatamente (con successiva validazione ASL in alcune regioni).

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