Dott. Giovanni Vitale

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra infantile

Ordine dei Medici di Napoli n. NA036420

Neuropsichiatra infantile a Giugliano in Campania

Seguo bambini e ragazzi da 0 a 18 anni. Ricevo a Caivano, a 17,8 chilometri da Giugliano in Campania. Si prenota su WhatsApp e rispondo io.

4,8

79 recensioni su Google

Valutazione media 4,8 su 5, su 79 recensioni Google

0 – 18

anni, l'età che seguo

18 min

da Giugliano in Campania in macchina

60 – 90

minuti, la prima visita

Da Giugliano si prende l'Asse Mediano in direzione Acerra e si esce a Caivano: 17,8 chilometri e diciotto minuti, senza attraversare Napoli e senza tangenziale. Da Lago Patria e dalle zone verso il mare si aggiungono una decina di minuti.

Da Giugliano sono diciotto minuti per l'Asse Mediano. Centoventimila abitanti, il terzo comune della Campania, e cercando un neuropsichiatra infantile quasi tutto quello che si trova manda da un'altra parte: a Napoli, a Pozzuoli, dentro un elenco. Molte famiglie di qui hanno già fatto due o tre giri prima di scrivere.

La neuropsichiatria infantile segue lo sviluppo del sistema nervoso dalla nascita ai diciotto anni: linguaggio, apprendimento, attenzione, comportamento, sonno, rapporto con gli altri. Questa pagina parla soprattutto dei bambini piccoli, perché è l'età in cui da Giugliano arrivano più domande e in cui una risposta sbagliata costa di più.

Dove si arriva, partendo da Giugliano in Campania

Indirizzo

Via Francesco Crispi
80023 Caivano (NA)

17,8 km da Giugliano in Campania, 18 minuti in macchina.

Apri in Google Maps →

Orari

Lunedì
14:00 – 19:30
Martedì
09:00 – 13:00
Mercoledì
14:00 – 19:00
Giovedì
09:00 – 13:00
Venerdì
14:00 – 19:00
Sabato e domenica
Chiuso

Da qui arrivano anche famiglie dei comuni intorno a Giugliano in Campania. Alcuni hanno una pagina loro:

QualianoVillariccaMelito di NapoliSant'AntimoAversa

Quando il sospetto è autismo e il bambino ha due anni

A due anni non si conta quanto parla. Si guarda se vi cerca con gli occhi quando succede qualcosa di nuovo, se vi porta un oggetto per farvelo vedere e non per farselo aprire, se risponde al nome mentre è girato di spalle e sta facendo altro, se indica col dito una cosa che vuole soltanto mostrarvi.

Il questionario che il pediatra somministra a diciotto e a ventiquattro mesi si chiama M-CHAT. Serve a dire quali bambini vanno guardati meglio, e finisce lì. Un punteggio alto apre una valutazione, e capita che una famiglia arrivi convinta di avere già una diagnosi in mano perché nessuno le ha spiegato che cos'era quel foglio.

La valutazione vera dura più di un incontro e passa quasi tutta dall'osservazione: il bambino gioca, e chi guarda annota come gioca, con chi, per quanto, che cosa fa quando il gioco si inceppa. A quell'età i test seduti a un tavolo dicono poco. Serve anche l'udito controllato con un esame, perché un bambino che sente male somiglia molto a un bambino che non risponde.

Il fratello più piccolo di un bambino già seguito

Quando in famiglia c'è già un figlio con una diagnosi di autismo, la probabilità che il fratello o la sorella nati dopo abbiano una condizione dello spettro è più alta della media: gli studi che seguono questi bambini dalla nascita la collocano intorno a uno su cinque. Quattro su cinque quindi si sviluppano come chiunque altro, e i primi tre anni non devono diventare una sorveglianza continua.

Quello che cambia, con un secondo figlio, è che voi sapete già guardare. È un vantaggio: le famiglie che hanno fatto un percorso portano segnalazioni precise, spesso mesi prima di quando arriverebbe la scuola. Capita anche il contrario, che ogni cosa normale sembri un segnale, e allora la fatica è vostra e non del bambino.

Il calendario in questi casi è corto: un controllo dello sviluppo a dodici, a diciotto e a ventiquattro mesi, e in mezzo niente. Se qualcosa non torna prima, si anticipa. Gli screening ripetuti ogni due mesi non fanno bene a nessuno dei due figli.

Come è fatta la prima visita, che cosa portare e quanto costa sono scritti nella pagina per Napoli e provincia.

Prima di prenotare

Cinque domande da fare prima di prenotare

Da porre al telefono, prima di prendere l'appuntamento in qualunque posto.

  1. Chi firma la relazione: il medico che avete visto, o il centro?

  2. Quanto dura la prima visita, e vostro figlio c'è o parlate solo voi?

  3. I test li somministra lo stesso specialista o un'altra persona?

  4. Dopo la diagnosi chi segue il bambino, e ogni quanto lo rivede?

  5. A che albo è iscritto, e con che numero.

Con un bambino sotto i tre anni, la seconda è quella che cambia di più il percorso.

Se da Giugliano state aspettando da mesi una valutazione per un bambino piccolo, i mesi fra i due e i tre anni sono quelli in cui un intervento rende di più. Scrivetemi e vi dico in due righe se serve vedervi.

La pagina generale è quella per Napoli e provincia, e lo studio è a Caivano.

Le recensioni

4,8

79 recensioni sul profilo Google dello studio

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Gina Quarto

Febbraio 2026

Un vero professionista, empatico con i bambini ma anche con noi genitori. Spiega nel dettaglio ogni singola cosa che fa. Mio figlio lo adora.
Loana Albanese

Gennaio 2026

Eccezionale neuropsichiatra infantile. Giovane, preparato e dotatissimo di empatia. Ha la capacità rara di parlare la lingua dei bambini e dei genitori.
Antonella Santonasto

Febbraio 2026

Dottore molto empatico con la famiglia... subito ha capito la problematica... fortunati di averla conosciuta... sarà un nostro punto di riferimento.