Alimentazione

Disturbi alimentari nei bambini: oltre l'anoressia e la bulimia

Non mangia quasi niente, è ipersensibile alle texture, o mangia in modo compulsivo. I disturbi alimentari in età evolutiva sono più comuni di quanto si pensi.

Dott. Giovanni Vitale

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile

Aprile 20262 min di lettura

Non tocca quasi niente nel piatto. Rifiuta qualsiasi cosa nuova, qualsiasi texture diversa. Vomita se prova a mangiare certi alimenti, non per capriccio — letteralmente per via di una reazione fisica. Ogni pasto è una crisi.

Quando si parla di disturbi alimentari, si pensa immediatamente all'anoressia e alla bulimia degli adolescenti. Ma i disturbi dell'alimentazione in età evolutiva sono un universo molto più vasto — e molto meno conosciuto.

ARFID: il disturbo evitante/restrittivo dell'assunzione di cibo

L'ARFID (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder) è forse il disturbo alimentare più diffuso nell'infanzia — e tra i meno diagnosticati. Si caratterizza per:

  • Rifiuto di mangiare una vasta gamma di cibi basato su caratteristiche sensoriali (colore, texture, odore, consistenza)
  • Dieta estremamente ristretta (spesso 5-15 alimenti accettati)
  • Paura intensa di soffocare, vomitare o avere conseguenze fisiche
  • Mancanza di interesse per il cibo in generale

Non è viziosaggine — è spesso associato a ipersensibilità sensoriale, autismo, ansia, e ha basi neurobiologiche documentate.

Neofobia alimentare

La neofobia alimentare — la paura dei cibi nuovi — è normale tra i 2 e i 6 anni (fase evolutiva di selezione del cibo). Diventa problematica quando persiste oltre i 6-7 anni, si intensifica invece di attenuarsi, e limita gravemente la varietà alimentare.

Pica

La pica è l'ingestione persistente di sostanze non nutritive — terra, carta, capelli, pittura, ghiaccio. Può comparire a qualsiasi età, ma è più comune nei bambini piccoli. Quando persiste oltre i 2 anni ed è associata a carenze nutrizionali o rischi fisici, richiede valutazione.

Disturbi alimentari nell'adolescente

Nell'adolescenza possono emergere:

  • Anoressia nervosa: restrizione alimentare severa con paura intensa di aumentare di peso e distorsione dell'immagine corporea
  • Bulimia nervosa: episodi di abbuffata seguiti da condotte compensatorie (vomito, lassativi, esercizio eccessivo)
  • Binge eating disorder: abbuffate ricorrenti senza condotte compensatorie, spesso associato a vergogna e disagio intensi
  • Ortoressia: ossessione per il "mangiare sano" che diventa rigidità patologica

Quando chiedere aiuto

Non aspettare che il problema diventi visibile nella bilancia o nel peso. Chiedere una valutazione quando:

  • Il bambino ha una dieta talmente ristretta da avere carenze nutrizionali
  • Ogni pasto è fonte di conflitto e angoscia
  • Il bambino evita situazioni sociali legate al cibo (mense, feste)
  • Ci sono cambiamenti rapidi nel peso o nel comportamento alimentare
  • Il bambino esprime paura di ingrassare o parla del proprio corpo in modo molto negativo
Dott. Giovanni Vitale — Neuropsichiatra Infantile

L'autore

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile specializzato in ADHD, disturbi dello spettro autistico, DSA e disturbi del comportamento in bambini e adolescenti. Fondatore di BrainGas — Difficoltà in Abilità. Valutazioni diagnostiche, percorsi di trattamento personalizzati e supporto diretto alle famiglie in Campania e Lazio.

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Avviso importante

Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce una consulenza medica professionale, una diagnosi clinica o una prescrizione terapeutica. Per qualsiasi preoccupazione relativa alla salute di tuo figlio, rivolgiti a un medico specialista qualificato.

Domande frequenti

I disturbi alimentari colpiscono anche i bambini piccoli?
Sì. L'ARFID (Disturbo Evitante/Restrittivo dell'Assunzione di Cibo) può manifestarsi già in età prescolare. Anche anoressia e bulimia possono comparire prima dell'adolescenza. L'età di esordio si sta abbassando progressivamente.
Come distinguere un bambino schizzinoso da un disturbo alimentare?
La selettività alimentare normale è flessibile e non compromette la crescita. Un disturbo alimentare è rigido, limita significativamente la varietà di cibi accettati, impatta sulla crescita o sulla nutrizione, e causa sofferenza significativa nel bambino e nella famiglia.
Forzare il bambino a mangiare è controproducente?
Sì. Forzare l'alimentazione aumenta l'ansia legata al cibo e rinforza l'evitamento. L'approccio corretto prevede esposizione graduale, ambiente sereno durante i pasti, nessuna pressione, e quando necessario, il supporto di un'équipe specializzata (neuropsichiatra, nutrizionista, logopedista).

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