Adolescenza

Burnout scolastico: quando lo studio brucia ogni energia

Stanchezza cronica, cinismo verso la scuola, senso di inadeguatezza. Lo stress per la scuola fra gli adolescenti italiani è cresciuto: come riconoscere il burnout scolastico e che cosa dicono le prove sugli interventi.

Dott. Giovanni Vitale

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile

Aprile 2026⏱ 15 min di letturaUltima revisione: Ottobre 2026
Burnout scolastico: due griglie di cento caselle sulla stessa scala, ciascuna con l'icona di una scuola. Sono gli stessi 1.117 studenti delle superiori tedesche. Con il criterio più usato 21 caselle piene su cento (20,9%); con il criterio degli autori 5 caselle piene su cento (4,6%). Legenda: pieno, in burnout; vuoto, non in burnout. Accanto al titolo il ritratto, in fondo la fonte.
Fonti: Eur J Investig Health Psychol Educ, 2024.

«Tanto non serve.» Lo dice a ottobre, con la scuola appena cominciata. Torna a casa e si butta sul letto con lo zaino ancora addosso. La sera resta sui libri fino a tardi, la mattina non riesce ad alzarsi. I voti scendono anche nelle materie che gli piacevano. Tu apri il registro elettronico, guardi l'ultima verifica e non sai se spingerlo o lasciarlo respirare. E ti chiedi se è stanco, se è svogliato, o se c'è qualcos'altro.

Con «burnout scolastico» la psicologia dell'educazione indica un esaurimento legato alla scuola fatto di tre parti: la stanchezza, il distacco dal senso dello studio, la sensazione di non essere all'altezza. Il nome viene dalla ricerca sul lavoro, e per la scuola una diagnosi con questo nome non esiste. Qui trovi come lo si misura, quanti ragazzi riguarda, da dove viene, come si lega alla depressione e che cosa aiuta.

Che cosa si intende per burnout scolastico

Il burnout scolastico ha una sua scala, costruita in Finlandia e provata su 1.418 ragazzi di licei e istituti professionali, metà ragazze e metà ragazzi (Salmela-Aro 2009). Si chiama School Burnout Inventory e misura tre cose:

  • l'esaurimento a scuola, la stanchezza che lo studio lascia addosso;
  • il cinismo verso il senso della scuola, il «tanto a che serve»;
  • il senso di inadeguatezza, l'idea di non essere all'altezza di quello che la scuola chiede.

Gli autori hanno trovato le tre parti strettamente legate fra loro e allo stesso tempo distinte, tanto che si misurano una per una. Una revisione di 43 studi che hanno seguito i ragazzi nel tempo aggiunge un dettaglio che ti riguarda da vicino: l'esaurimento è la prima a comparire (Vansoeterstede 2022). Il cinismo e l'inadeguatezza vengono dopo.

La scala ha retto anche con ragazzi italiani. Su 497 adolescenti italiani e 343 svizzeri, la misura è risultata equivalente nei due paesi (Gabola 2021).

Un nome preso dal lavoro, senza una diagnosi

Il burnout nasce negli studi sul lavoro. L'Organizzazione mondiale della sanità lo ha inserito nell'undicesima revisione della Classificazione internazionale delle malattie, l'ICD-11, come fenomeno legato all'occupazione, nel capitolo dei fattori che influenzano lo stato di salute. Lo descrive con tre dimensioni vicine a quelle della scuola: l'energia che si esaurisce, la distanza mentale dal proprio lavoro, il calo dell'efficacia. E precisa che non è classificato come condizione medica.

«Il burnout si riferisce specificamente a fenomeni del contesto lavorativo e non andrebbe applicato per descrivere esperienze in altri ambiti della vita.»

Organizzazione mondiale della sanità, il burnout nell'ICD-11, 28 maggio 2019

Gli psicologi dell'educazione usano comunque la parola per la scuola, con la scala costruita apposta per gli studenti. Se qualcuno ti parla di «diagnosi di burnout scolastico», sappi che una diagnosi con questo nome non c'è. Il nome serve a descrivere una fatica precisa, che si può misurare e prendere sul serio. Se sotto c'è anche altro, lo cerca una valutazione.

A casa il nome conta poco. Contano i segnali: da quanto tempo dura la stanchezza, se il distacco riguarda solo la scuola, se la sensazione di non farcela si allarga al resto della sua vita.

Quanti ragazzi: dipende dalla soglia

Una scala dà un punteggio. Per dire chi è «in burnout» serve una soglia, e una soglia condivisa non c'è. Uno studio tedesco del 2024 lo fa vedere bene. Sugli stessi 1.117 studenti delle superiori, con il criterio più usato i ragazzi in burnout risultavano il 20,9%. Con il criterio proposto dagli autori, legato al contenuto delle risposte, il 4,6% (Schaefer 2024).

Stessi ragazzi, stesse scuole, stesso questionario. Cambia solo dove si mette l'asticella. Gli autori scrivono che il primo numero somiglia alle prevalenze internazionali e il secondo a quello che si osserva nella pratica clinica, e chiedono di usare le soglie con cautela. Le ragazze risultavano un po' più colpite, in misura diversa secondo il criterio.

Quando leggi che un ragazzo su cinque ha il burnout scolastico, chiediti quale soglia c'è dietro. Con un'altra, nello stesso gruppo, sarebbero stati circa 5 su 100 invece di circa 21. Per l'Italia una quota di ragazzi in burnout non è stata misurata.

Lo stress per la scuola in Italia

Il dato italiano che c'è misura una cosa vicina: lo stress per gli impegni scolastici. Viene dalla sorveglianza HBSC dell'Istituto superiore di sanità, che fa domande ai ragazzi di 11, 13 e 15 anni. Nella rilevazione 2021/2022 circa 6 ragazzi su 10 si dicevano abbastanza o molto stressati dalla scuola, più che nel 2017/2018. Lo stress percepito è salito in tutte le regioni, con la sola eccezione della Provincia autonoma di Trento.

Lo stress sale con l'età, e nelle ragazze sale di più: a 15 anni sono quasi 8 su 10. Il rapporto dell'ISS parla di un incremento preoccupante rispetto al 2017/2018, soprattutto per le ragazze di 13 e di 15 anni.

Tieni presente che cosa conta questa domanda. È una domanda sola, sulla sensazione di stress. Il burnout si misura con una scala intera, con le sue tre parti. Un ragazzo che si dice molto stressato dalla scuola può essere in burnout oppure no, e il dato HBSC non dice quanti lo siano.

Il dato · Abbastanza o molto stressati dagli impegni scolastici, HBSC Italia 2021/2022

Ragazzi di 11 anni
46%
Ragazzi di 15 anni
60%
Ragazze di 11 anni
48%
Ragazze di 15 anni
78%

Che cosa dicono i dati sull'aumento

Molte pagine scrivono che il burnout scolastico colpisce sempre più ragazzi. Per lo stress da scuola in Italia, l'HBSC conferma la crescita. Per il burnout misurato con la scala, una serie italiana nel tempo non esiste.

Dove una serie esiste, il quadro è meno lineare. In Finlandia, fra il 2006 e il 2019, su 949.347 studenti delle scuole secondarie, il burnout scolastico è cresciuto nelle ragazze ed è calato appena nei ragazzi. Dopo il 2011 l'aumento delle ragazze si è fatto più forte e il calo dei ragazzi si è fermato (Read 2022).

La pressione dei compiti, paese per paese

Nei dati HBSC di 36 paesi, su 915.054 adolescenti seguiti dal 2002 al 2018, la pressione per i compiti è cresciuta di poco, con grandi differenze da un paese all'altro (Cosma 2020). In Galles, su 318.554 ragazzi di 11-16 anni, la quota di chi si sentiva sotto pressione è passata dal 21% del 2002 al 24% del 2004. Poi è scesa fino al 13% nel 2009 ed è risalita a quasi il 26% nel 2021, fino al 57% nelle ragazze della classe più grande (Armitage 2025).

Il confronto che riguarda ragazzi italiani è quello con la Svizzera. Sullo stesso questionario, gli italiani risultavano più esausti e più cinici dei coetanei svizzeri (Gabola 2021). È uno studio solo, su un campione, senza una tendenza nel tempo. In sintesi: lo stress per la scuola in Italia è salito, e il burnout dei ragazzi italiani nessuno l'ha seguito negli anni.

Da dove viene: richieste e risorse

Lo schema più studiato mette su due piatti le richieste dello studio e le risorse per affrontarle. Un gruppo finlandese ha seguito 1.709 ragazzi in quattro rilevazioni, dalla fine della scuola dell'obbligo a due anni dopo. Le richieste dello studio andavano con più burnout l'anno seguente, le risorse con più impegno a scuola. Il burnout, a sua volta, faceva da ponte fra le richieste e i problemi di salute mentale (Salmela-Aro e Upadyaya 2013).

Il sostegno degli insegnanti pesa di più

Le risorse sono anche le persone intorno. Una meta-analisi di 19 studi con 95.434 studenti ha confrontato i diversi tipi di sostegno. Quello della scuola e degli insegnanti ha il legame più forte con meno burnout. Il sostegno dei genitori e dei compagni conta anch'esso, con un legame più debole (Kim 2017). Gli studi sono trasversali, e la direzione del legame resta da capire.

La revisione dei 43 studi longitudinali indica le relazioni con i genitori come un fattore di protezione (Vansoeterstede 2022). Una parte del lavoro, quindi, si fa in casa. Un'altra parte, forse la più grande, si fa con la scuola, ed è lì che ti serve una voce.

Fra le richieste c'è anche quella che tuo figlio fa a se stesso. Negli studenti più grandi la paura di sbagliare va con più esaurimento da studio. Il perfezionismo ha una pagina sua, sul perfezionismo nei bambini e nei ragazzi, e l'ansia della singola verifica sta in quella sull'ansia da prestazione.

I compiti, quando sono troppi

Su quanti compiti siano troppi, gli studi vengono da contesti lontani dal nostro. In dieci scuole superiori americane ad alto rendimento, frequentate da famiglie di ceto medio-alto, 4.317 studenti facevano in media più di tre ore di compiti a sera. Chi ne faceva di più era più coinvolto a scuola, e aveva anche più stress per lo studio, più problemi di salute fisica e meno equilibrio nella vita (Galloway 2013).

A Shenzhen, in Cina, su 68.891 ragazzi, troppi compiti andavano con meno sonno e peggiore salute mentale. Gli autori avvertono che lo studio, fatto in un solo momento e in una sola regione, non dice nulla sulla causa (Liang 2025).

Una soglia di ore valida per un ragazzo italiano non c'è. Puoi guardare l'effetto: se i compiti si mangiano il sonno e ogni altra cosa della giornata, la quantità sta pesando. Se tuo figlio ha un ADHD, il pomeriggio sui libri ha una pagina a parte, sui compiti a casa con l'ADHD.

Il sonno e la scuola si influenzano

Sonno e burnout si alimentano a vicenda. Una revisione di 25 studi longitudinali sugli adolescenti trova che dormire male predice, nel tempo, meno impegno e risultati più bassi a scuola, più burnout e più assenze. E che un burnout alto, insieme a un ambiente stressante, peggiora il sonno negli anni seguenti (Bacaro 2023). Quanto pesi ciascuna direzione, gli studi non lo dicono ancora.

Il sonno è una cosa che puoi vedere da fuori: l'ora in cui si spegne la luce, la fatica del mattino, i fine settimana passati a recuperare. Come proteggerlo lo trovi nella pagina sui disturbi del sonno nei bambini e nei ragazzi.

Chi rischia di più, e da quando

La revisione dei 43 studi longitudinali indica come fattori di rischio più documentati l'essere ragazza e frequentare un liceo (Vansoeterstede 2022). Sul sesso gli studi non sono tutti d'accordo. Nel confronto fra Italia e Svizzera contava l'età e non il sesso (Gabola 2021), e nello studio tedesco la differenza fra ragazze e ragazzi cambiava con la soglia (Schaefer 2024). Le ragazze risultano più esposte in più studi, non in tutti.

Il burnout delle superiori ha radici più indietro. Uno studio finlandese ha seguito 1.544 ragazzi dai 12 ai 16 anni. I sintomi di burnout alle superiori dipendevano dal livello che i ragazzi avevano già alla fine della scuola primaria e da quanto erano cresciuti nel passaggio alla scuola successiva (Parviainen 2020).

Per te vuol dire due cose. I segnali di un sedicenne a volte si vedevano a dodici anni. E il passaggio da un ordine di scuola all'altro è un momento da seguire da vicino, anche quando sembra filare liscio.

Burnout, depressione e ansia

Qui sta il motivo più serio per non lasciar correre. In due gruppi di ragazzi finlandesi, seguiti a partire dai 15 e dai 17 anni, il burnout scolastico prediceva i sintomi depressivi successivi più di quanto la depressione predicesse il burnout. I due si rinforzavano in cicli che si accumulavano (Salmela-Aro 2008).

Un altro studio finlandese, su 673 ragazzi, ha trovato che più era alto l'esaurimento all'ultimo anno della scuola dell'obbligo, più era probabile l'uso di antidepressivi negli anni seguenti. Il cinismo prediceva i sintomi depressivi e non l'uso di antidepressivi (Parviainen 2025). Sono studi osservazionali, con certezza bassa: dicono che il burnout può aprire la strada a una depressione, e che lo causi nessuno l'ha dimostrato.

L'ansia sta spesso insieme al burnout

Ansia e burnout si trovano spesso nello stesso ragazzo. Quale venga prima, negli adolescenti, nessuno studio che li segue nel tempo lo ha stabilito. Negli adulti che lavorano, una meta-analisi trova legami forti, con una correlazione di 0,52 con la depressione e di 0,46 con l'ansia, e conclude che restano costrutti distinti (Koutsimani 2019). Fra i ricercatori, quanto burnout e depressione siano davvero due cose diverse è ancora discusso.

Se tuo figlio, oltre a essere stanco e disilluso dalla scuola, è triste o si ritira anche dagli amici e dalle cose che gli piacevano, va visto da un professionista. La depressione negli adolescenti, i segnali e le cure stanno nella pagina sulla depressione in adolescenza. Se temi che si faccia del male, leggi quella sull'autolesionismo negli adolescenti.

Quando sembra svogliatezza

«È svogliato.» Lo pensano gli insegnanti, i parenti, a volte lo pensi anche tu davanti a un ragazzo che non apre più i libri. Il disinteresse per la scuola è una delle tre parti del burnout: il cinismo verso il senso dello studio. Chi dice «tanto non serve» può essere un ragazzo stanco da molto tempo. Nessuno studio usa la svogliatezza come una categoria a sé, separata dal burnout.

Per capire, guarda se ci sono anche le altre due parti, una stanchezza che non passa e la sensazione di non essere all'altezza. E guarda da quanto tempo dura. Il rifiuto di andare a scuola è un'altra cosa ancora, e qualche volta si mescola alle prime.

Burnout scolastico
Stanchezza, cinismo verso il senso della scuola, senso di inadeguatezza. Si misura con una scala a tre parti e non è una diagnosi.
Rifiuto scolastico
Sofferenza emotiva al pensiero di andare a scuola, con i genitori al corrente delle assenze.
Marinare
Assenze tenute nascoste ai genitori. Può mescolarsi con il rifiuto.
Tristezza fuori dalla scuola
Tristezza o ritiro anche con gli amici e in casa. Serve una valutazione da un professionista.

Il rifiuto, le assenze lunghe e le deroghe che la scuola può concedere stanno nella pagina sulla fobia scolastica.

Che cosa succede se dura

Più cinismo e più senso di inadeguatezza vanno con voti più bassi e meno impegno a scuola (Salmela-Aro 2009). La revisione dei 43 studi longitudinali elenca fra gli esiti meno impegno, uno sviluppo dell'identità più faticoso e una soddisfazione per la vita più bassa (Vansoeterstede 2022). Di quanto si abbassino i voti non c'è una misura.

Poi c'è il corpo. Nei dati HBSC di 36 paesi, fra il 2002 e il 2018, sono cresciuti di poco sia la pressione per i compiti sia i disturbi psicosomatici, come mal di testa, mal di pancia e sonno disturbato (Cosma 2020). Sono segnali da mettere accanto alla stanchezza, quando li vedi tornare nei giorni di scuola.

Burnout, uso problematico di internet e dei social e sintomi depressivi si legano fra loro in modo complesso, probabilmente in circoli che si alimentano (Vansoeterstede 2022). Il tema ha una pagina sua, su social media e salute mentale degli adolescenti.

Che cosa aiuta, e quanto

Le prove su che cosa funziona sono deboli, e saperlo ti aiuta a scegliere. L'unica meta-analisi sugli interventi contro il burnout degli studenti riunisce 17 studi, 10 randomizzati e 7 quasi sperimentali, con 2.462 studenti fra scuola secondaria e università. Gli interventi riducevano il burnout con una stima molto incerta, compatibile con un effetto quasi nullo come con uno molto grande (Madigan 2023). Le prove più solide riguardavano la terapia razionale emotiva comportamentale e gli interventi basati sulla mindfulness, e i ragazzi delle superiori stanno insieme agli universitari.

I programmi di classe

Sui programmi contro lo stress fatti a scuola, due meta-analisi dicono cose diverse. Su 42 articoli e 7.310 ragazzi di 11-18 anni, nel complesso i programmi non riducevano lo stress; quelli rivolti a chi stava già male funzionavano meglio di quelli per tutti, e gli effetti su ansia e depressione non duravano (Feiss 2019). Su 55 studi randomizzati, tolti i valori estremi, l'effetto era piccolo, e più grande quando conducevano professionisti della salute mentale invece degli insegnanti (Juhász 2024). Seguendo la più prudente, un corso per tutta la classe, da solo, fa poco.

Per i ragazzi già molto stressati c'è un solo studio randomizzato. Settanta ragazzi tedeschi di 13-18 anni hanno seguito un percorso di gruppo con uno psicologo, confrontati con chi era in lista d'attesa. Il percorso ha ridotto lo stress e i sintomi di burnout scolastico, con un effetto da medio a grande (Binder 2024). È uno studio solo, piccolo, e il confronto è con chi aspettava.

Da guardare

Un aiuto mirato a chi sta male, condotto da un professionista, ha prove migliori di un corso per tutta la classe.

Per il burnout scolastico non ci sono farmaci, perché non è una diagnosi. Se dietro c'è una depressione o un disturbo d'ansia, le cure sono quelle di quel disturbo, e le trovi nelle pagine sulla depressione in adolescenza e sull'ansia negli adolescenti.

Che cosa puoi fare tu, adesso

Comincia dalla scuola. Chiedi un colloquio al coordinatore di classe e racconta quello che vedi a casa: il sostegno degli insegnanti è quello che va più insieme a meno burnout. Chiedi anche se c'è uno sportello d'ascolto. Nelle superiori la legge sulle tossicodipendenze prevede dal 1990 centri di consulenza per gli studenti, con l'anonimato, e puoi sapere che cosa offre la sua.

Il sonno viene prima dei voti: se i compiti gli tolgono ore di sonno, parlane con gli insegnanti. Quando lo aiuti con i compiti, guarda al modo più che alla quantità. Nei dati PISA chi riceveva più aiuto nei compiti aveva risultati più bassi; è una correlazione, e forse si aiuta di più chi fa fatica. Per gli autori conta come aiuti (Fernández-Alonso 2022).

Quando dice «tanto non serve», ascoltalo: è una delle tre parti del burnout. Chiedigli che cosa, della scuola, ha ancora senso per lui. Se la tristezza esce dalla scuola, se si ritira dagli amici e da ciò che gli piaceva, fallo vedere da un professionista.

Le pagine vicine:

Fonti

Quello che c'è scritto qui sopra poggia sui lavori e sui documenti elencati sotto. I link portano agli articoli originali; per ciascuno è indicato se il testo completo è liberamente accessibile.

Letteratura scientifica

Norme e documenti

Dott. Giovanni Vitale — Neuropsichiatra Infantile

L'autore

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile specializzato in ADHD, disturbi dello spettro autistico, DSA e disturbi del comportamento in bambini e adolescenti. Fondatore di BrainGas (Difficoltà in Abilità). Valutazioni diagnostiche, percorsi di trattamento personalizzati e supporto diretto alle famiglie in Campania e Lazio.

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Avviso importante

Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce una consulenza medica professionale, una diagnosi clinica o una prescrizione terapeutica. Per qualsiasi preoccupazione relativa alla salute di tuo figlio, rivolgiti a un medico specialista qualificato.

Domande frequenti

Il burnout scolastico è una diagnosi?
No. L'Organizzazione mondiale della sanità riserva il burnout al lavoro e lo descrive come fenomeno legato all'occupazione, che non è classificato come condizione medica. Per la scuola gli psicologi usano una scala con tre parti: la stanchezza, il cinismo verso il senso dello studio e la sensazione di non essere all'altezza. Se sotto c'è una depressione o un disturbo d'ansia, quello si diagnostica e si cura.
Come lo distinguo dalla svogliatezza?
Il disinteresse per la scuola è una delle tre parti del burnout, e un ragazzo che dice «tanto non serve» può essere stanco da molto tempo. Guarda se ci sono anche una stanchezza che non passa e la sensazione di non farcela, e da quanto tempo durano. Se la tristezza arriva anche agli amici e alle cose che gli piacevano, fallo vedere da un professionista.
Quanti ragazzi ne soffrono?
Dipende dalla soglia. Sugli stessi 1.117 studenti tedeschi delle superiori, uno studio del 2024 trova il 20,9% con il criterio più usato e il 4,6% con quello proposto dagli autori. Per l'Italia una quota di ragazzi in burnout non è stata misurata. Il dato italiano riguarda lo stress per la scuola: nel 2021/2022 circa 6 ragazzi su 10 di 11, 13 e 15 anni si dicevano abbastanza o molto stressati.
È vero che è in aumento?
Lo stress per la scuola in Italia è salito: la sorveglianza HBSC lo trova più alto rispetto al 2017/2018, soprattutto nelle ragazze di 13 e 15 anni. Per il burnout misurato con la scala una serie italiana non c'è. In Finlandia, fra il 2006 e il 2019, è cresciuto nelle ragazze ed è calato appena nei ragazzi.
Il burnout scolastico può portare alla depressione?
In due gruppi di ragazzi finlandesi il burnout prediceva i sintomi depressivi successivi più di quanto la depressione predicesse il burnout. Sono studi osservazionali: indicano un rischio, e che il burnout causi la depressione nessuno l'ha dimostrato. Se vedi tristezza o ritiro anche fuori dalla scuola, serve una valutazione.
I compiti a casa c'entrano?
Sono una delle richieste che pesano. In scuole superiori americane ad alto rendimento gli studenti facevano in media più di tre ore di compiti a sera, e chi ne faceva di più aveva più stress e più problemi fisici; in Cina troppi compiti andavano con meno sonno. Una soglia di ore valida per un ragazzo italiano non c'è: guarda se i compiti si mangiano il sonno e il resto della giornata.
Che cosa aiuta?
Le prove sono deboli. I corsi contro lo stress per tutta la classe fanno poco; un aiuto mirato ai ragazzi che stanno già male, condotto da un professionista, ha prove migliori. Fra le persone intorno al ragazzo, il sostegno degli insegnanti è quello più legato a meno burnout, e parlare con la scuola è il primo passo.

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