Certificazione DSA: come ottenerla e cosa cambia a scuola
Chi la firma, che cosa deve contenere, come la consegni a scuola e quando va aggiornata: la certificazione DSA passo per passo, dalla classe al PDP.
Neuropsichiatra Infantile

Hai in mano un foglio con un timbro. Oppure ancora non ce l'hai, e la maestra ti ha appena detto che serve. In segreteria lo chiamano «la certificazione», al telefono la ASL ti dà una data lontana, un centro privato ti offre un appuntamento la settimana prossima. E tu ti chiedi che cosa succede adesso: chi deve firmare quel foglio, a chi lo consegni, che cosa cambia per tuo figlio il giorno dopo.
La certificazione DSA è il documento sanitario che attesta un disturbo specifico di apprendimento: dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia. La famiglia la consegna alla scuola, e da lì partono le tutele della Legge 170 del 2010. Uno studio nazionale su 9.964 bambini italiani fra gli 8 e i 10 anni ha trovato la dislessia nel 3,5%, e in quasi due casi su tre nessuno l'aveva mai diagnosticata. Qui trovi il percorso intero, dalla classe al foglio firmato e di nuovo in classe.
Una tutela diversa dalla Legge 104
Molti genitori arrivano a questo foglio dopo aver sentito parlare di sostegno e di Legge 104. Sono due strade separate. Le Linee guida del 2011, allegate al decreto ministeriale 5669, descrivono la Legge 170 come «un ulteriore canale di tutela del diritto allo studio», rivolto agli alunni con DSA e diverso da quello previsto dalla Legge 104 del 1992. Se ti stai chiedendo quale delle due riguarda tuo figlio, la differenza è spiegata nella pagina sul sostegno scolastico e la Legge 104.
Nelle norme il documento si chiama certificazione diagnostica. Il decreto del 2011 la vuole «dettagliata e tempestiva». I paragrafi che seguono la prendono nell'ordine in cui la incontri: che cosa fa la scuola prima, chi firma, che cosa c'è scritto, come la consegni, che cosa cambia in classe, quando va aggiornata.
Prima della certificazione, la scuola
La legge mette un passo prima della valutazione, e quel passo lo fa la scuola. Quando un alunno continua ad avere difficoltà che durano, nonostante attività di recupero didattico mirato, la scuola lo comunica alla famiglia (Legge 170, articolo 3). L'Accordo fra Stato e Regioni del 25 luglio 2012 lo ripete con chiarezza: il percorso diagnostico si attiva dopo gli interventi educativo-didattici della scuola.
Se vedi difficoltà che durano, chiedi alla maestra che cosa ha già provato e da quanto tempo. La comunicazione della scuola è il passo che la legge prevede prima della valutazione, e ti lascia in mano qualcosa di utile per chi valuterà tuo figlio: che cosa è stato fatto, per quanto tempo, con quale risultato. Come leggere quei segnali in classe lo trovi nella pagina sulle difficoltà di apprendimento a scuola.
Lo screening in classe
Molte scuole fanno uno screening, una prova breve uguale per tutti. La legge lo dice in modo esplicito: lo screening «non costituisce, comunque, una diagnosi di DSA». Serve a trovare chi merita uno sguardo in più. In Sicilia, su 2.469 studenti fra gli 8 e i 15 anni, la quota a rischio allo screening era intorno al 5% per la lettura e al 6% per l'ortografia. Dopo la verifica clinica, i DSA confermati erano meno.
Il dato · 2.469 studenti in Sicilia, dallo screening alla verifica clinica
- A rischio allo screening, ortografia
- circa 6%
- A rischio allo screening, lettura
- circa 5%
- DSA confermati, secondaria di primo grado
- 3,76%
- DSA confermati, primaria
- 3,15%
- DSA confermati, secondaria di secondo grado
- 2,51%
Quando si può fare la valutazione
Per la lettura e la scrittura le Linee guida del 2011 indicano che la diagnosi si formula con certezza alla fine della seconda primaria. Per il calcolo si parte dalla terza. Prima di quell'età si parla di segnali e di rischio, e la scuola lavora con il recupero mirato. I segnali da guardare nelle diverse età sono raccolti nelle pagine sulla dislessia e sulla discalculia.
Intanto, il recupero
Il recupero può cominciare subito. Una meta-analisi di 25 studi su interventi intensivi di lettura, dalla scuola dell'infanzia alla terza classe, ha trovato un effetto medio di 0,39, che scende a 0,28 dopo la correzione per gli studi rimasti nel cassetto. È un effetto fra piccolo e moderato: aiuta, con misura. Il recupero a scuola parte subito, la valutazione arriva quando l'età lo consente, e le due cose camminano insieme.
C'è anche un motivo per arrivarci, alla valutazione, quando la fatica resta. Nello studio nazionale citato in apertura, quasi due bambini con dislessia su tre erano arrivati fra gli 8 e i 10 anni senza che nessuno avesse dato un nome alla loro difficoltà. Senza la certificazione la scuola resta senza gli strumenti della Legge 170, e tuo figlio continua a faticare come prima, senza un piano scritto.
Chi rilascia la certificazione
La Legge 170 affida la diagnosi al Servizio sanitario nazionale. La stessa legge prevede che la regione possa affidarla anche a specialisti o strutture accreditate. L'Accordo del 2012, nel preambolo, parla di «soggetti specificamente riconosciuti dalle regioni».
Per essere accreditati, i centri devono avere un'équipe con neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista, più un'esperienza documentata nella diagnosi dei DSA (Accordo, articolo 2). Le procedure cambiano molto da una regione all'altra: la Linea guida dell'Istituto Superiore di Sanità del 2022 le descrive come «molto disomogenee e diversificate tra regione e regione». Per sapere come funziona dove abiti, chiedi alla tua ASL.
Per i diritti della Legge 170 vale la certificazione del servizio pubblico o di un centro accreditato dalla tua regione. Una relazione privata può dirti molto su tuo figlio, e a scuola conta da chi è firmata. Se stai scegliendo a chi rivolgerti, la pagina su come scegliere il neuropsichiatra infantile ti aiuta a fare le domande giuste, e quella sulla prima visita ti dice che cosa portare.
Da guardare
Prima di pagare una valutazione privata, chiedi se il centro è accreditato dalla tua regione.
Quanto tempo ci vuole
Negli studi pubblicati non risulta una cifra nazionale sui tempi fra la richiesta e il foglio firmato. Ci sono le norme. Nel 2019 la Conferenza Unificata ha messo per iscritto che per i disturbi specifici «i tempi di attesa per diagnosi e interventi sono più elevati». E l'Accordo del 2012 prevede una via d'uscita: se alla primaria o alle medie l'iter supera i sei mesi, le regioni possono accreditare altri soggetti privati.
Quei sei mesi sono una soglia scritta, e puoi usarla. Se la ASL ti dà una data più lontana, chiedi quali centri sono accreditati nella tua regione. Nel frattempo il recupero a scuola continua, e i quaderni, le verifiche corrette, le comunicazioni della scuola che raccogli in questi mesi saranno utili il giorno della valutazione. Per orientarti mentre aspetti c'è la pagina sulla lista d'attesa in neuropsichiatria infantile.
Che cosa si valuta
La valutazione è multidisciplinare: guardano tuo figlio professionisti diversi, ciascuno sulla sua parte. Si misurano le capacità cognitive generali, poi le prove di lettura, scrittura e calcolo, ognuna con due misure, la velocità e la correttezza. Si guardano anche le abilità collegate, quelle su cui la lettura e il calcolo si appoggiano.
Il test d'intelligenza
E tu forse ti chiedi perché misurino l'intelligenza. La Legge 170 parla di «capacità cognitive adeguate»: il criterio è che manchi una disabilità intellettiva. La fatica a leggere dice poco su quanto tuo figlio è capace. Le rassegne sulla definizione della dislessia ricordano che il disturbo si presenta a ogni livello di intelligenza e che, qualunque sia il QI, chiede lo stesso tipo di intervento.
Un documento di posizione dei pediatri e degli oculisti americani descrive i bambini con disturbi dell'apprendimento come bambini con un'intelligenza in genere almeno nella media. Lo stesso documento dice che la vista non è la causa e che i trattamenti visivi non sono efficaci. Se qualcuno ti propone esercizi per gli occhi come cura, chiedi su che cosa si basa.
Che cosa c'è scritto nella certificazione
L'Accordo del 2012 dice che cosa deve contenere il documento. Quando hai il foglio in mano, cerca tre cose:
- i codici della classificazione ICD-10, che oggi stanno nella categoria F81;
- la dicitura esplicita del disturbo: della lettura, della scrittura, del calcolo, da solo o insieme agli altri;
- il profilo di funzionamento, con le aree di forza e quelle di debolezza.
Il profilo è la parte che la scuola userà ogni giorno. Dice in che cosa tuo figlio fa fatica e su che cosa può contare, e da lì gli insegnanti partono per scegliere strumenti e verifiche. Le aree di forza pesano quanto le altre, perché dicono su che cosa la scuola può appoggiarsi. Per questo l'Accordo chiede che sia scritto in un modo che un insegnante possa usare.
«Redatta in termini comprensibili e facilmente traducibile in indicazioni operative per la prassi didattica.»
Fra la norma e la pratica c'è ancora strada. La Linea guida dell'Istituto Superiore di Sanità segnala «una certa distanza tra le indicazioni normative e la pratica» proprio sul profilo di funzionamento. Se il foglio che ricevi contiene solo una sigla e un codice, chiedi a chi l'ha firmato di aggiungere il profilo: è la parte che serve agli insegnanti di tuo figlio.
Come si consegna a scuola
La certificazione è della tua famiglia. La legge dice che la diagnosi è comunicata dalla famiglia alla scuola; il decreto del 2011 precisa che la consegna la fa la famiglia, oppure lo studente se è maggiorenne, alla scuola o all'università. Sei tu a decidere se consegnarla e quando. Da maggiorenne, tuo figlio può consegnarla da sé, anche all'università.
Quando decidi di farlo, tre accorgimenti ti tengono al sicuro:
- in segreteria chiedi che venga protocollata, con una ricevuta: il protocollo ti dà una data certa;
- se preferisci, puoi chiedere che il servizio la trasmetta alla scuola per via telematica, dove possibile e nel rispetto della privacy (Accordo, articolo 3);
- tieni sempre una copia con la data di consegna.
Al foglio aggiungi una conversazione con gli insegnanti: che cosa vedete a casa, che cosa lo stanca, che cosa lo aiuta, quanto tempo gli prendono i compiti. Il foglio dice che cosa ha tuo figlio. Il racconto dei suoi pomeriggi lo puoi dare solo tu. Come impostarla lo trovi nella pagina su come comunicare la diagnosi agli insegnanti.
Che cosa cambia a scuola
Con la certificazione consegnata, tuo figlio ha diritto a provvedimenti dispensativi e compensativi di flessibilità didattica, in tutti i cicli di istruzione e negli studi universitari (Legge 170, articolo 5). La legge chiede anche verifiche adeguate, agli esami di Stato e all'università comprese. Il decreto del 2011 aggiunge che le misure dispensative lasciano intatti gli obiettivi di apprendimento: tuo figlio impara le stesse cose dei compagni, per un'altra strada.
Il documento che mette tutto per iscritto è il Piano didattico personalizzato, il PDP. Le Linee guida chiedono alla scuola di prepararlo in tempi che non superino il primo trimestre scolastico. Come si scrive, chi lo firma e che cosa controllare lo trovi nella pagina su come funziona il PDP.
Uno strumento, per esempio
Fra gli strumenti compensativi c'è la sintesi vocale, il programma che legge ad alta voce un testo scritto. Una meta-analisi sugli studenti con difficoltà di lettura ha trovato che la sintesi vocale e la lettura ad alta voce possono aiutare la comprensione del testo, con un effetto piccolo o moderato. Per tuo figlio vuol dire studiare la storia o le scienze spendendo meno energia per decifrare. Le misure una per una sono nella pagina su DSA e dislessia a scuola.
Negli anni dell'esame e all'università
C'è una data da segnare. L'Accordo del 2012 chiede che la diagnosi sia prodotta di norma entro il 31 marzo per gli alunni degli anni terminali di ciascun ciclo, cioè quinta primaria, terza media e quinta superiore, per via degli esami di Stato. La prima certificazione fa eccezione: si produce quando viene formulata, in qualunque momento dell'anno.
All'esame di Stato le commissioni possono riservare tempi più lunghi di quelli ordinari e valutare con criteri attenti soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma. Il 30% di tempo in più che si legge quasi ovunque viene dalle Linee guida, che lo indicano come quota ragionevole solo «in assenza di indici più precisi». Per i test di ammissione all'università il 30% diventa un tetto.
Per le lingue straniere il decreto del 2011 distingue due casi:
- la dispensa dalle prove scritte, solo se la certificazione attesta la gravità del disturbo e la chiede in modo esplicito, con la richiesta della famiglia e l'approvazione del consiglio di classe;
- l'esonero, solo nei casi di particolare gravità, con un percorso didattico differenziato.
All'università i diritti continuano. Le Linee guida accettano le diagnosi fatte in età evolutiva se non superano i tre anni dalla data di rilascio. Se tuo figlio sta per finire le superiori, guarda la data sul foglio. Le stesse Linee guida stimano che probabilmente più della metà dei casi arrivi all'università senza diagnosi. L'ultimo anno, passo per passo, è nella pagina sulla scuola superiore con un DSA.
Quando si aggiorna la certificazione
La diagnosi di DSA tende a durare nel tempo, e il documento che la attesta si aggiorna. L'Accordo del 2012 fissa i momenti per il profilo di funzionamento, e le Linee guida aggiungono la regola per l'università:
- Passaggio di ciclo
- Dalla primaria alla media, dalla media alle superiori. Di norma, non prima di tre anni dall'aggiornamento precedente.
- Strumenti da cambiare
- Ogni volta che serve modificare gli strumenti didattici e di valutazione, su segnalazione della scuola o per iniziativa della famiglia.
- Università
- Vale una diagnosi dell'età evolutiva che abbia al massimo tre anni dalla data di rilascio.
Le ragioni stanno nei bambini, che cambiano. Una coorte seguita dai 3 ai 14 anni, valutata in seconda e in ottava classe, ha contato 22 bambini con dislessia in entrambe le classi, 18 che rientravano nel criterio solo in ottava e 15 solo in seconda. Gli autori parlano di instabilità della diagnosi e chiedono di seguire i progressi anche dopo i primi anni di scuola.
Lo stesso movimento si vede da adulti. In uno studio di follow-up, più della metà di chi aveva un disturbo di lettura da bambino non rientrava più nel criterio una volta cresciuto. Hanno pesato una denominazione rapida più fluente, un disturbo meno grave e più fonti di sostegno durante l'infanzia. Anche i criteri contano: chi studia questi disturbi ricorda che le soglie per dire chi ha un DSA sono in parte arbitrarie, e che i bambini dentro lo stesso gruppo sono molto diversi fra loro.
Al passaggio di ciclo
Per te tutto questo si traduce in un appuntamento. Qualche mese prima del passaggio di ciclo, chiedi al servizio che ha firmato la certificazione di aggiornare il profilo di funzionamento: la scuola nuova ripartirà da lì per scrivere il PDP. E se durante l'anno gli strumenti smettono di funzionare, l'aggiornamento puoi chiederlo anche tu, senza aspettare la fine del ciclo.
Il nome scritto sul foglio
Una certificazione dà un nome alla fatica di tuo figlio, e un nome pesa anche su come gli altri lo guardano. Due studi osservazionali, uno britannico e uno americano (questo su circa 11.740 adolescenti), hanno confrontato ragazzi con l'etichetta di disturbo dell'apprendimento e coetanei simili per rendimento, famiglia e condizione economica: con l'etichetta, insegnanti e genitori si aspettavano meno. Nello studio britannico anche i bambini si giudicavano meno capaci in inglese e in matematica.
Gli esperimenti raccontano una storia più mista. In Germania, 276 futuri insegnanti hanno letto la stessa descrizione di uno studente, con o senza l'etichetta, e l'etichetta da sola ha lasciato le loro aspettative dov'erano. In un secondo esperimento con 413 insegnanti l'etichetta ha lasciato intatto lo stereotipo, ha abbassato alcune aspettative a lungo termine e, in una delle due versioni, ha aumentato la voglia di aiutare lo studente. Nel complesso la certezza è bassa.
Come si vede tuo figlio
Il nome conta anche per come tuo figlio si vede. In uno studio su 34 bambini con dislessia e 191 senza, dalla quarta all'ottava classe, la diagnosi pesava su come si vedevano come lettori e sull'ansia sociale, in un modo che il solo livello di lettura lasciava fuori. Le prove sono poche. In media chi ha un disturbo dell'apprendimento ha più ansia: una meta-analisi di 58 studi ha trovato un effetto medio, con risultati molto diversi da uno studio all'altro.
L'autostima bassa riguarda una parte dei bambini. Su 77 bambini che leggevano male, quelli con linguaggio e attenzione nella norma avevano un concetto di sé come gli altri; lo avevano più basso quelli con difficoltà anche di attenzione o di linguaggio. Per questo parlane con lui: che cosa vuol dire quella sigla, che cosa cambia in classe, che cosa resta uguale.
Per i genitori che lavorano
La Legge 170 pensa anche a te. I familiari fino al primo grado, cioè i genitori, di uno studente del primo ciclo con DSA, impegnati ad assisterlo nelle attività scolastiche a casa, hanno diritto a orari di lavoro flessibili (articolo 6). Le modalità le fissano i contratti collettivi nazionali di lavoro. Se i compiti del pomeriggio ti chiedono ore che non hai, chiedi all'ufficio del personale o al sindacato che cosa prevede il tuo contratto. La certificazione di tuo figlio è il documento che apre anche questo diritto: tienine una copia a portata di mano.
Che cosa puoi fare tu, adesso
Qualche passo, nell'ordine in cui ti servirà.
- Se vedi difficoltà che durano, chiedi alla scuola che cosa ha già provato e da quanto tempo.
- Alla ASL chiedi i tempi e i centri accreditati dalla tua regione; prima di pagare un privato, verifica che sia fra questi.
- Sul foglio firmato cerca il profilo di funzionamento, con le aree di forza e di debolezza. Se manca, chiedilo.
- Consegna la certificazione in segreteria, fatti protocollare la consegna e tieni una copia con la data.
- In calendario segna il prossimo passaggio di ciclo e, nell'anno dell'esame, il 31 marzo.
- A tuo figlio spiega che cosa c'è scritto, con parole sue.
Per i passi successivi ci sono le pagine vicine: come funziona il PDP, che cosa fare quando la maestra ti chiama, la scuola superiore con un DSA, il sostegno della Legge 104 e i segnali della dislessia.
Fonti
Quello che c'è scritto qui sopra poggia sui lavori elencati sotto. I link portano agli articoli originali; per ciascuno è indicato se il testo completo è liberamente accessibile.
Letteratura scientifica
- Barbiero C., Montico M., Lonciari I., Monasta L., Penge R., Vio C., et al. (2019). The lost children: The underdiagnosis of dyslexia in Italy. A cross-sectional national study. PLOS ONE, 14(1), e0210448. Studio nazionale su 9.964 bambini di 8-10 anni con screening e conferma clinica: la dislessia riguarda il 3,5%; in quasi due bambini su tre non era mai stata diagnosticata. Accesso aperto.
- Leonardi M. M., Di Blasi F. D., Savelli E., Buono S. (2021). Reading and spelling disorders in a school-based population screening in Sicily (Italy). Dyslexia, 27(4), 452-467. Screening di tre anni su 2.469 studenti siciliani di 8-15 anni: le quote a rischio sono più alte di quelle confermate dopo la verifica clinica (3,15%, 3,76%, 2,51% nei tre ordini di scuola). Testo completo a pagamento.
- Wanzek J., Stevens E. A., Williams K. J., Scammacca N., Vaughn S., Sargent K. (2018). Current Evidence on the Effects of Intensive Early Reading Interventions. Journal of Learning Disabilities, 51(6), 612-624. Meta-analisi di 25 studi su interventi intensivi di lettura dalla scuola dell'infanzia alla terza classe: effetto medio 0,39, 0,28 dopo la correzione per il bias di pubblicazione. Accesso aperto.
- Snowling M. J., Hulme C., Nation K. (2020). Defining and understanding dyslexia: past, present and future. Oxford Review of Education, 46(4), 501-513. Rassegna sulla definizione: la dislessia si presenta a ogni livello di QI e chiede lo stesso tipo di intervento. Accesso aperto.
- Handler S. M., Fierson W. M., Section on Ophthalmology and Council on Children with Disabilities, American Academy of Ophthalmology, American Association for Pediatric Ophthalmology and Strabismus, and American Association of Certified Orthoptists (2011). Learning Disabilities, Dyslexia, and Vision. Pediatrics, 127(3), e818-e856. Documento di posizione pediatrico e oculistico: intelligenza in genere almeno nella media; la vista non è la causa e i trattamenti visivi non sono efficaci. Testo completo a pagamento.
- Peters L., Ansari D. (2019). Are specific learning disorders truly specific, and are they disorders?. Trends in Neuroscience and Education, 17, 100115. Articolo d'opinione: criteri arbitrari per scegliere i bambini, eterogeneità dentro i gruppi, sovrapposizione fra ambiti. Accesso aperto.
- Wood S. G., Moxley J. H., Tighe E. L., Wagner R. K. (2018). Does Use of Text-to-Speech and Related Read-Aloud Tools Improve Reading Comprehension for Students With Reading Disabilities? A Meta-Analysis. Journal of Learning Disabilities, 51(1), 73-84. Meta-analisi: la sintesi vocale e la lettura ad alta voce possono aiutare la comprensione del testo. Accesso aperto.
- Torppa M., Eklund K., van Bergen E., Lyytinen H. (2015). Late-Emerging and Resolving Dyslexia: A Follow-Up Study from Age 3 to 14. Journal of Abnormal Child Psychology, 43(7), 1389-1401. Coorte dai 3 ai 14 anni, valutata in seconda e in ottava: 22 bambini con dislessia in entrambe, 18 solo in ottava, 15 solo in seconda. Testo completo a pagamento.
- Eloranta A., Närhi V. M., Eklund K. M., Ahonen T. P. S., Aro T. I. (2019). Resolving reading disability—Childhood predictors and adult-age outcomes. Dyslexia, 25(1), 20-37. Follow-up fino all'età adulta: più della metà di chi aveva un disturbo di lettura da bambino non rientra più nel criterio da adulto. Testo completo a pagamento.
- Knight C. (2021). The impact of the dyslexia label on academic outlook and aspirations: An analysis using propensity score matching. British Journal of Educational Psychology, 91(4), 1110-1126. Millennium Cohort Study: con l'etichetta, a parità di abilità, i bambini si giudicano meno capaci e insegnanti e genitori hanno aspirazioni più basse. Accesso aperto.
- Shifrer D. (2013). Stigma of a Label. Journal of Health and Social Behavior, 54(4), 462-480. Circa 11.740 adolescenti statunitensi: a parità di rendimento e di comportamento, aspettative più basse per chi ha l'etichetta. Accesso aperto.
- Kashikar L., Soemers L., Lüke T., Grosche M. (2023). Does the 'Learning Disability' label lower teachers' performance expectations?. Social Psychology of Education, 26(4), 971-1000. Esperimento con 276 futuri insegnanti tedeschi: nessun effetto principale dell'etichetta sulle aspettative. Accesso aperto.
- Kashikar L., Lüke T., Grosche M. (2026). Effects of Diagnostic Labels for Students With Learning Problems on Teachers' Stereotypes and Performance Expectations. Journal of Learning Disabilities, 59(1), 37-54. Esperimento con 413 insegnanti tedeschi: lo stereotipo resta, alcune aspettative a lungo termine scendono, in una versione cresce l'intenzione di aiutare. Accesso aperto.
- Donolato E., Toffalini E., Cornoldi C., Mammarella I. C. (2024). In emotion and reading motivation, children with a diagnosis of dyslexia are not just the end of a continuum. Dyslexia, 30(3), e1778. 34 bambini con dislessia e 191 senza, dalla quarta all'ottava: la diagnosi incide su come il bambino si vede come lettore e sull'ansia sociale. Accesso aperto.
- McArthur G., Castles A., Kohnen S., Banales E. (2016). Low self-concept in poor readers: prevalence, heterogeneity, and risk. PeerJ, 4, e2669. I cattivi lettori con linguaggio e attenzione nella norma hanno un concetto di sé come gli altri; più basso con difficoltà di attenzione o di linguaggio. Accesso aperto.
- Nelson J. M., Harwood H. (2011). Learning Disabilities and Anxiety: A Meta-Analysis. Journal of Learning Disabilities, 44(1), 3-17. Meta-analisi di 58 studi: in media più ansia, con un effetto medio e risultati molto eterogenei. Testo completo a pagamento.
Norme e documenti
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170, articolo 3. La diagnosi è effettuata nell'ambito del Servizio sanitario nazionale o, se la regione lo prevede, da specialisti o strutture accreditate; è comunicata dalla famiglia alla scuola; la scuola comunica alla famiglia le difficoltà che persistono dopo il recupero; lo screening non costituisce una diagnosi (Normattiva).
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170, articolo 5. Provvedimenti dispensativi e compensativi in tutti i cicli e all'università; verifiche adeguate anche agli esami di Stato e di ammissione all'università (Normattiva).
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170, articolo 6. Orari di lavoro flessibili per i familiari fino al primo grado di studenti del primo ciclo con DSA, secondo i contratti collettivi (Normattiva).
- Accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012. Indicazioni per la diagnosi e la certificazione dei disturbi specifici di apprendimento (Rep. Atti n. 140/CSR): percorso diagnostico dopo gli interventi della scuola, équipe dei centri accreditati, contenuti della certificazione, 31 marzo negli anni terminali, aggiornamento del profilo, trasmissione telematica (Gazzetta Ufficiale n. 192 del 18 agosto 2012).
- Decreto ministeriale 12 luglio 2011, n. 5669. Certificazione diagnostica dettagliata e tempestiva, consegna da parte della famiglia o dello studente maggiorenne, tempi più lunghi all'esame di Stato, dispensa ed esonero dalle lingue straniere (MIUR, PDF).
- Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con disturbi specifici di apprendimento. Allegate al D.M. 12 luglio 2011, n. 5669: un canale di tutela diverso dalla Legge 104, il 30% di tempo in più solo in assenza di indici più precisi, il PDP entro il primo trimestre scolastico, la diagnosi alla fine della seconda, all'università diagnosi entro i tre anni (MIM, PDF).
- Linea guida sulla gestione dei disturbi specifici dell'apprendimento. Istituto Superiore di Sanità, 2022. Procedure molto diverse da regione a regione e distanza fra norma e pratica sul profilo di funzionamento (ISS).
- Conferenza Unificata, 25 luglio 2019, Rep. Atti n. 70/CU. Per i disturbi specifici i tempi di attesa per diagnosi e interventi sono più elevati (Conferenza Stato-Regioni, PDF).
L'autore
Neuropsichiatra Infantile specializzato in ADHD, disturbi dello spettro autistico, DSA e disturbi del comportamento in bambini e adolescenti. Fondatore di BrainGas (Difficoltà in Abilità). Valutazioni diagnostiche, percorsi di trattamento personalizzati e supporto diretto alle famiglie in Campania e Lazio.
Avviso importante
Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce una consulenza medica professionale, una diagnosi clinica o una prescrizione terapeutica. Per qualsiasi preoccupazione relativa alla salute di tuo figlio, rivolgiti a un medico specialista qualificato.
Domande frequenti
Chi può rilasciare la certificazione DSA?
Una valutazione privata vale a scuola?
Quanto tempo ci vuole per avere la certificazione DSA?
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Entro quando la scuola prepara il PDP?
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