Genitori

Liste d'attesa in neuropsichiatria infantile: come navigarle

Un dato ufficiale sui tempi d'attesa in neuropsichiatria infantile non c'è. Che cosa chiedere al CUP, che cosa può fare la scuola prima della diagnosi, che cosa aiuta mentre aspetti.

Dott. Giovanni Vitale

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile

Aprile 2026⏱ 15 min di letturaUltima revisione: Ottobre 2026
Liste d'attesa in neuropsichiatria infantile: come navigarle. In alto, file di pallini su chi ha un tempo massimo garantito, secondo il piano nazionale 2026-2028. Le 19 prime visite del piano: nell'elenco nazionale sì, classe di priorità sull'impegnativa sì, tempo massimo garantito. La prima visita di neuropsichiatria infantile: nell'elenco nazionale no, classe di priorità sì, tempo massimo con pallini tratteggiati e la scritta dipende dalla regione, chiedilo al CUP. Sotto, a sinistra, la stima della Conferenza Unificata riferita al 2019: su sei caselle, tre piene per chi arrivava al percorso diagnostico, un utente su due, e due piene per chi riceveva un intervento adeguato, uno su tre. A destra, mentre aspetti: il sostegno alla famiglia è nei livelli essenziali di assistenza, pallini pieni; il PDP a scuola senza certificazione ha pallini tratteggiati, lo decide il consiglio di classe. Una legenda dice pieno sì, vuoto no, tratteggiato dipende da chi decide. In alto a destra il ritratto, in fondo le fonti.
Fonti: DM 26/06/2026, Piano nazionale liste d'attesa 2026-2028 · Conferenza Unificata, Rep. 70/CU 2019 · DPCM LEA 2017, art. 25 · Circolare ministeriale 8/2013.

Hai in borsa l'impegnativa del pediatra. Hai chiamato il CUP appena ha aperto, e la voce dall'altra parte ti ha dato una data così lontana che te la sei fatta ripetere. Tuo figlio intanto va a scuola. La maestra ti ferma all'uscita. I compiti finiscono in lacrime. E tu ti chiedi se esiste un modo per fare prima, e che cosa puoi fare per lui mentre aspetti.

La neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (NPIA) è il servizio del Sistema sanitario nazionale che prende in carico i minori con disturbi in ambito neuropsichiatrico e del neurosviluppo, come li chiama la norma sui livelli essenziali di assistenza. Un documento della Conferenza Unificata del 2019 riconosce che per molte famiglie arrivarci è difficile. Qui trovi che cosa dicono le norme sui tempi, che cosa chiedere al CUP, che cosa può fare la scuola e che cosa aiuta a casa. Come si svolge la visita, quando arriva, lo racconta la pagina sulla prima visita neuropsichiatrica.

Quanto si aspetta: un dato ufficiale non c'è

Nel 2026 il Ministero della Salute ha adottato il nuovo Piano nazionale di governo delle liste d'attesa, per gli anni dal 2026 al 2028. È il decreto del 26 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 24 agosto. Il piano elenca le visite di cui misura i tempi. Le prime visite monitorate sono diciannove: fra le altre la cardiologica, la neurologica, l'oculistica, l'ortopedica. La neuropsichiatria infantile non c'è.

Quindi nessuno, a livello nazionale, conta quanto aspetta un bambino per la sua prima visita di neuropsichiatria infantile. Una regione lo mette anche per iscritto. Il piano della Campania del 2019, il decreto commissariale 52/2019, lascia questa visita fuori dal monitoraggio regionale, e resta il riferimento finché la regione non adotta il piano nuovo. Per le altre regioni il dato non risulta misurato.

Quando usciranno i piani delle regioni

Il decreto dà alle regioni 120 giorni dall'entrata in vigore per adottare i loro piani, da aggiornare ogni anno. Quando usciranno, saprai se la tua regione mette la prima visita di neuropsichiatria infantile fra quelle con un tempo garantito. Fino ad allora ogni cifra che senti dagli altri genitori racconta una ASL, un anno, un bambino. Per gli studi privati nessuna fonte misura i tempi.

Perché si aspetta

Nel luglio 2019 la Conferenza Unificata, la sede in cui Stato, regioni e comuni prendono accordi, ha approvato le linee di indirizzo sui servizi di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (atto Rep. 70/CU). A pagina 13 c'è una stima nazionale, riferita a quell'anno: un utente su due riusciva ad accedere ai servizi del territorio per il percorso diagnostico, uno su tre a ricevere un intervento terapeutico e riabilitativo adeguato.

Il dato · Nel 2019, chi riusciva ad arrivare ai servizi di NPIA

Al percorso diagnostico
1 su 2
A un intervento terapeutico adeguato
1 su 3

Il documento non spiega come è stata fatta la stima, e ha sette anni: va letto con la sua data. Dice anche dove la fila pesa di più. Molte famiglie restano in lista «per mesi o addirittura anni», scrivono le linee di indirizzo, soprattutto per le terapie, la riabilitazione e le situazioni meno gravi. Chi ha un figlio con difficoltà meno gravi rischia di aspettare più a lungo.

Una regione non è l'altra

A pagina 12 lo stesso atto parla di una «persistente ed elevata disomogeneità nell'organizzazione della rete dei servizi». Per te significa che il servizio della tua ASL può essere costruito in modo diverso da quello di un'altra regione, con altre porte d'ingresso e altre équipe. Il racconto di una cugina che vive altrove ti aiuta poco a prevedere il tuo.

Sui motivi della fila negli studi pubblicati non risultano numeri. Di personale che manca si parla molto, e nessuno ha misurato quanti specialisti servirebbero e quanti lavorano oggi nei servizi.

La classe di priorità sull'impegnativa

Sull'impegnativa per una prima visita c'è una lettera. È la classe di priorità, e il piano nazionale la rende obbligatoria per tutte le prime visite specialistiche. Le classi restano quattro: U entro 72 ore, B entro 10 giorni, D entro 30 giorni per le visite e 60 per gli accertamenti, P entro 120 giorni.

La lettera la sceglie chi prescrive, in base alle condizioni del bambino. Il piano lo scrive a chiare lettere: la classe deve essere coerente con il bisogno di salute, qualunque siano le date libere sui sistemi di prenotazione. Per questo la lettera non si chiede per accorciare la fila. Racconta invece con precisione che cosa vedi a casa e che cosa ti dice la scuola, perché la classe nasce da quello.

Il tempo massimo vale se c'è l'elenco

In fondo al piano c'è un glossario per il cittadino, l'Allegato F. Spiega a quali visite si applicano questi tempi: a quelle «previste in un elenco nazionale e/o regionale». Nell'elenco nazionale la prima visita di neuropsichiatria infantile manca. Resta da sapere se la tua regione l'ha messa nel suo. Per questo la classe sulla carta, da sola, non ti garantisce una data.

Lo stesso glossario aggiunge una regola che ti riguarda. Se il CUP ti propone una data e tu ne scegli un'altra, per esempio per avere un ambulatorio più vicino, la prestazione esce dalle garanzie. Quando chiami, chiedi se, nella tua regione, la prima visita di neuropsichiatria infantile ha un tempo massimo garantito, e per quale classe. Fatti dire anche se la data che ti propongono rientra in quel tempo.

Se i tempi non sono rispettati

Quando una visita è in elenco e la regione non riesce a garantirla entro il tempo previsto, esiste un percorso di tutela. Il piano nazionale lo descrive a pagina 103 dell'allegato: le regioni devono attivare percorsi di accesso alternativi. La norma che sta sotto è più vecchia, il decreto legislativo 124 del 1998, all'articolo 3, comma 13.

Per la neuropsichiatria infantile questo vale solo se la tua regione ha messo la prima visita fra quelle garantite. Al CUP puoi chiedere due cose. Se la visita è in elenco, chiedi come si attiva il percorso di tutela quando la data supera il tempo massimo. Se manca dall'elenco, chiedi a chi rivolgerti, nella tua ASL, se la situazione di tuo figlio peggiora mentre aspetti.

Se nel frattempo qualcosa cambia (tuo figlio smette di parlare, si fa male, non va più a scuola), torna dal pediatra. Una situazione nuova può portare a una classe diversa, perché la lettera segue le condizioni del bambino nel momento in cui viene scritta.

Che cosa ti deve il servizio pubblico

La norma sui livelli essenziali di assistenza, il DPCM del 12 gennaio 2017, dedica ai minori l'articolo 25. Per i bambini e i ragazzi con disturbi neuropsichiatrici e del neurosviluppo, il servizio sanitario garantisce sul territorio la presa in carico multidisciplinare e un programma terapeutico individualizzato. È la regola che vale per tuo figlio quando viene seguito dal servizio del distretto, senza ricovero.

Lettera a
Individuazione precoce e proattiva del disturbo.
Lettera c
Valutazione diagnostica multidisciplinare.
Lettera i
Colloqui di orientamento, training e sostegno alla famiglia nella gestione dei sintomi.

Sono tre delle voci dell'articolo 25, e la terza parla di te. Il sostegno al genitore fa parte di ciò che il servizio deve offrire. L'articolo però dice che cosa è garantito e non fissa entro quando. Una legge che stabilisca un tempo per la prima visita di neuropsichiatria infantile, uguale in tutta Italia, oggi non c'è.

Quando arrivi al servizio, chiedi chi sarà il tuo riferimento, quali figure vedranno tuo figlio e se è previsto un programma per i genitori.

Multidisciplinare vuol dire che a valutare tuo figlio sono più figure insieme, ciascuna con il suo sguardo, e che il programma nasce dal loro confronto. Vuol dire anche che il servizio ha il compito di cercare i disturbi presto, come chiede la lettera a, e di accompagnare la famiglia lungo la strada. Se ti senti solo davanti alle carte, chiedi un colloquio di orientamento: è una delle voci dell'articolo.

La scuola non deve aspettare la diagnosi

Mentre aspetti la visita, la scuola può già muoversi. La circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013, sui bisogni educativi speciali, lo dice a pagina 2. Per un alunno che ne ha bisogno il percorso personalizzato lo delibera il consiglio di classe (alla primaria tutto il team dei docenti), e prende la forma del PDP, il piano didattico personalizzato, firmato dal dirigente, dai docenti e dalla famiglia.

Se manca una certificazione clinica o una diagnosi, il consiglio di classe motiva la scelta e la mette a verbale, «sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche». La direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 parla dello stesso percorso, «anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato». Per un alunno senza certificazione la scuola può farlo. È una scelta dei docenti, e tu puoi chiederla.

Se hai già una diagnosi privata di DSA

C'è un caso in cui la circolare va oltre. Se tuo figlio ha già una diagnosi di disturbo specifico dell'apprendimento fatta da uno studio privato, e aspetti la certificazione da una struttura pubblica o accreditata, il Ministero raccomanda alla scuola di adottare subito le misure della Legge 170 del 2010. Serve che i docenti vedano difficoltà riconducibili al disturbo. Alla pagina successiva la circolare chiede di superare i problemi legati ai tempi delle certificazioni.

Chiedi un colloquio con il coordinatore di classe. Porta la richiesta di visita, la relazione privata se c'è, le tue osservazioni, e domanda che la decisione del consiglio, qualunque sia, venga scritta nel verbale. La circolare lo prevede proprio per evitare contenziosi, e a te dà un punto fermo da cui ripartire l'anno dopo.

Come si scrive il piano, chi lo firma e come si rivede lo trovi nella pagina sul PDP. Il percorso per la certificazione dei disturbi dell'apprendimento sta nella pagina sulla certificazione DSA a scuola.

Il sostegno passa da un'altra strada

L'insegnante di sostegno segue un percorso diverso dal PDP. La direttiva del 2012 ricorda che un disturbo grave richiede l'insegnante di sostegno «come previsto dalla legge 104/92». Per arrivarci serve il riconoscimento della Legge 104, che passa dalla commissione dell'INPS e della ASL, e poi dalla documentazione per la scuola. La visita in commissione e i documenti da portare sono spiegati nella pagina sulla visita collegiale.

La stessa direttiva aggiunge una frase che vale per molti bambini in attesa. Tanti ragazzi con ADHD, per la minore gravità del disturbo, non ottengono la certificazione di disabilità, «ma hanno pari diritto a veder tutelato il loro successo formativo». Per loro la strada è il PDP. Se tuo figlio è in lista per una valutazione e a scuola fa fatica, non serve aspettare la 104 per chiedere che il consiglio di classe ne parli.

Il sostegno e i diritti che la 104 apre in famiglia sono raccolti nella pagina sul sostegno scolastico.

Se pensi al privato

Molte famiglie, davanti alla fila, prenotano in uno studio privato. Puoi farlo, e prima di scegliere ti serve sapere che cosa deve aprire quella valutazione. Per i disturbi specifici dell'apprendimento conta chi la firma. La Legge 170 (articolo 3, comma 1) e l'accordo fra Stato e Regioni del 2012 affidano la certificazione al servizio pubblico o a strutture accreditate dalla regione. Chiedi allo studio, prima di prenotare, se è accreditato nella tua regione per i DSA.

Per la Legge 104 e l'invalidità civile decide la commissione, che guarda la documentazione e il bambino. Una relazione privata ben fatta è utile da portare. La decisione resta alla commissione. Che cosa apre l'invalidità per un minore lo trovi nella pagina sull'invalidità civile dei minori.

Resta il filo con il pubblico

Le linee di indirizzo del 2019 descrivono quello che succede quando la fila è lunga.

«Le famiglie si trovano a ricorrere sempre più al privato, senza adeguato confronto con i servizi di NPIA, con costi rilevanti.»

Conferenza Unificata, linee di indirizzo sulla NPIA, 2019

Se scegli il privato, resta in lista al servizio pubblico e porta le relazioni a entrambi. Il servizio del territorio è quello che segue tuo figlio negli anni, parla con la scuola e prende in carico le terapie. Prima di pagare, chiedi anche che cosa comprende la valutazione, quanti incontri, quali test, se la relazione scritta è inclusa.

Quando ricevi la relazione privata, portane una copia al servizio pubblico alla prima visita. Chi ti vedrà lì potrà partire da quello che è già stato fatto, e decidere se serve ripetere le stesse prove.

L'iscrizione di un medico all'albo si controlla nella ricerca pubblica della FNOMCeO, la federazione degli ordini dei medici. Come riconoscere lo specialista adatto a tuo figlio, e che cosa chiedergli al primo incontro, lo trovi nella pagina su come scegliere il neuropsichiatra infantile.

Altri servizi e valutazione a distanza

Ai genitori in attesa si consiglia spesso di iscriversi in più servizi, di cercare un centro universitario o un istituto di ricerca, di provare con una visita in video. Nessuno ha misurato se questi canali accorciano l'attesa, e l'organizzazione dei servizi cambia molto da una regione all'altra. Prima di prenotare in un secondo servizio, chiedi al CUP se la regione lo consente e che cosa succede alla prima prenotazione.

Sulla valutazione a distanza c'è una revisione sistematica del 2021, di Dahiya e colleghi, che ha raccolto 16 studi sulla valutazione dell'autismo nei bambini con video in diretta, filmati, questionari online o telefono. I risultati erano favorevoli, e gli autori chiedevano altra ricerca sulla fattibilità. Quella revisione guarda alla qualità della valutazione, e il tempo per averla resta fuori dalle sue misure.

Screening dal pediatra

In Lombardia una piattaforma chiamata Win4ASD aiuta i pediatri di famiglia a fare lo screening dell'autismo nei bambini di 18-24 mesi, con un questionario, e a inviare chi risulta a rischio verso una valutazione. Lo studio di Buo e colleghi, del 2026, la descrive. È un'esperienza di una regione, e sul lavoro è uscita una correzione.

Percorsi così cambiano da regione a regione. Chiedi al pediatra se nella tua regione esistono percorsi di screening o di valutazione collegati ai servizi di neuropsichiatria infantile, e se tuo figlio può rientrarci.

Mentre aspetti, a casa

Nel 2024 Valentine e colleghi hanno raccolto gli studi sugli interventi offerti ai bambini e ai ragazzi mentre aspettano un servizio di salute mentale. Sono 18 studi, con 1253 bambini e ragazzi. Nel 94% dei casi l'intervento comprendeva la psicoeducazione, cioè spiegare alla famiglia e al ragazzo che cosa sta succedendo e come affrontarlo. Altre volte c'erano il sostegno ai genitori, letture guidate, un accompagnamento.

Gli autori sono prudenti. Gli studi sono piccoli e spesso di qualità bassa, e quasi nessuno ha guardato se questi interventi rendono il servizio più veloce o più efficiente. Ti dicono che durante l'attesa qualcosa si può fare. Quale cosa funzioni meglio, e per quale disturbo, resta aperto.

Che cosa aiuta i genitori

Sui genitori le prove sono più solide. Una meta-analisi del 2024, di Reichow e colleghi, ha messo insieme 75 studi randomizzati su programmi strutturati per chi si prende cura di un figlio con un disturbo del neurosviluppo. I genitori miglioravano nelle competenze e nelle conoscenze (g = 0,72), nel benessere psicologico (g = 0,52) e nelle relazioni in famiglia (g = 0,76). Una revisione del 2021 di Bourke-Taylor e colleghi, sulle madri di bambini con disabilità, trova un beneficio della psicoeducazione su due studi.

Da guardare

Il sostegno alla famiglia è nella lettera i dell'articolo 25 dei livelli essenziali di assistenza. Al servizio puoi chiedere se esiste un programma per genitori, anche prima che finisca la valutazione di tuo figlio.

Che cosa sono questi programmi, quanto durano e come si svolgono lo spiega la pagina sul parent training. Se il servizio ne ha uno, puoi chiedere di partecipare mentre la valutazione è ancora in corso.

Preparare la prima visita

L'attesa ha anche un uso pratico. Tieni un quaderno: quando succede la cosa che ti preoccupa, che cosa c'era prima, come è finita, quanto è durata. Scrivi la data. Dopo qualche settimana avrai una storia ordinata, più affidabile del ricordo di una giornata difficile.

Metti in una cartella le carte che hai già: l'impegnativa, le pagelle, le note degli insegnanti, le relazioni di logopedisti o psicologi, se ci sono state. Se un comportamento compare solo a casa, un breve video girato col telefono può aiutare chi lo vedrà per la prima volta. Prepara anche le tue domande per iscritto, perché in visita si dimenticano. Che cosa succede in quella prima ora lo trovi nella pagina sulla prima visita.

Informarsi senza perdersi

Nell'attesa viene voglia di leggere tutto. Le spiegazioni che aiutano di più sono quelle strutturate, date da chi conosce tuo figlio o dal servizio che lo segue. Gruppi di genitori, forum e video mescolano informazioni buone e sbagliate, e i gruppi di auto-aiuto non risultano un rimedio dimostrato.

Come scegliere le fonti, che cosa portarsi da un gruppo e come riconoscere le terapie senza prove è spiegato nella pagina su che cosa fare dopo la diagnosi. Vale anche prima, mentre aspetti.

Se un sito o un gruppo ti propone una terapia da cominciare subito, prima della visita, porta la domanda al pediatra. Chiedi su che cosa si basa, quali studi ci sono e che cosa dice chi conosce tuo figlio. Una promessa grande ha bisogno di prove grandi.

Che cosa puoi fare tu, adesso

Chiama il CUP e chiedi se, nella tua regione, la prima visita di neuropsichiatria infantile ha un tempo massimo garantito, e per quale classe. Prenota comunque, anche se la data è lontana. Racconta al pediatra con precisione che cosa vedi, e torna da lui se qualcosa peggiora.

Parla con la scuola del PDP: si può fare anche senza diagnosi, e con una diagnosi privata di DSA la circolare chiede di non aspettare. Se scegli uno studio privato per i DSA, chiedi se è accreditato. Resta in lista al servizio pubblico e porta ogni relazione a entrambi. Chiedi al servizio un programma per genitori. Tieni il quaderno e la cartella delle carte.

Se vuoi capire come si arriva a una diagnosi, leggi come si svolge la valutazione neuropsicologica e come si legge la relazione clinica che ti consegneranno. Chi fa che cosa fra le figure che incontrerai lo trovi nella pagina sulla differenza fra neuropsichiatra e psicologo.

Fonti

Quello che c'è scritto qui sopra poggia sui lavori elencati sotto. I link portano agli articoli originali; per ciascuno è indicato se il testo completo è liberamente accessibile.

Letteratura scientifica

Norme e documenti

Dott. Giovanni Vitale — Neuropsichiatra Infantile

L'autore

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile specializzato in ADHD, disturbi dello spettro autistico, DSA e disturbi del comportamento in bambini e adolescenti. Fondatore di BrainGas (Difficoltà in Abilità). Valutazioni diagnostiche, percorsi di trattamento personalizzati e supporto diretto alle famiglie in Campania e Lazio.

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Avviso importante

Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce una consulenza medica professionale, una diagnosi clinica o una prescrizione terapeutica. Per qualsiasi preoccupazione relativa alla salute di tuo figlio, rivolgiti a un medico specialista qualificato.

Domande frequenti

Quanto si aspetta per una prima visita di neuropsichiatria infantile?
Un dato ufficiale non c'è. Il Piano nazionale di governo delle liste d'attesa 2026-2028 misura i tempi di diciannove prime visite, e la neuropsichiatria infantile non è fra queste. Le regioni devono adottare i loro piani entro 120 giorni dall'entrata in vigore del decreto: lì si vedrà se la tua mette questa visita fra quelle con un tempo garantito.
Posso chiedere al pediatra di segnare l'urgenza?
La classe di priorità sull'impegnativa la sceglie chi prescrive, in base alle condizioni del bambino, e il piano nazionale chiede che sia coerente con il bisogno di salute, qualunque siano le date libere. Racconta al pediatra con precisione che cosa vedi. Il tempo massimo di ogni classe vale per le visite in un elenco nazionale o regionale, e nell'elenco nazionale la prima visita di neuropsichiatria infantile manca.
Che cosa posso fare se i tempi non sono rispettati?
Se la tua regione ha messo la prima visita in elenco, chiedi al CUP il percorso di tutela, che il piano nazionale prevede quando la regione non garantisce il tempo massimo (decreto legislativo 124/1998, art. 3, comma 13). Se scegli una data diversa da quella proposta, la prestazione esce dalle garanzie. Se la situazione di tuo figlio peggiora, torna dal pediatra.
La scuola può fare un PDP senza diagnosi?
Sì. La circolare ministeriale 8/2013 prevede che il consiglio di classe (alla primaria il team dei docenti) deliberi un PDP anche senza certificazione, motivando la scelta a verbale. Per un alunno con una diagnosi privata di DSA in attesa della certificazione, la circolare raccomanda di adottare subito le misure della Legge 170. L'insegnante di sostegno passa invece dalla Legge 104.
Una diagnosi privata vale?
Dipende da che cosa deve aprire. Per i DSA la certificazione la rilascia il servizio pubblico o una struttura accreditata dalla regione: chiedi allo studio se è accreditato prima di prenotare. Per la Legge 104 e l'invalidità civile decide la commissione. Se scegli il privato, resta in lista al servizio pubblico e porta le relazioni a entrambi.
Che cosa posso fare mentre aspetto?
Chiedi al servizio se esiste un programma per genitori: il sostegno alla famiglia è fra le prestazioni dell'articolo 25 dei livelli essenziali di assistenza, e una meta-analisi del 2024 su 75 studi randomizzati trova miglioramenti dei genitori nelle competenze, nel benessere e nelle relazioni in famiglia. Parla con la scuola del PDP, tieni un quaderno di ciò che osservi e raccogli le carte per la prima visita.
Come controllo un neuropsichiatra privato?
L'iscrizione all'albo si verifica nella ricerca pubblica della FNOMCeO, la federazione degli ordini dei medici. Prima di pagare chiedi che cosa comprende la valutazione e se la relazione scritta è inclusa. Come scegliere lo specialista lo spiega la pagina su come scegliere il neuropsichiatra infantile.

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