PDP a scuola: cos'è, come funziona, diritti e doveri
Il Piano Didattico Personalizzato è lo strumento che tutela tuo figlio a scuola. Come si redige, cosa deve contenere, e cosa fare se la scuola non lo rispetta.
Neuropsichiatra Infantile

Il PDP (Piano Didattico Personalizzato) è il documento che traduce una diagnosi in strategie scolastiche concrete. È lo strumento che dice agli insegnanti: questo bambino impara diversamente, e ha diritto a strumenti e metodi adeguati al suo modo di funzionare. Ma come funziona davvero? E soprattutto: come si fa a farlo funzionare?
Cos'è il PDP
Il PDP è un documento previsto dalla Legge 170/2010 (per i DSA) e dalla Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 (per i BES, Bisogni Educativi Speciali). Stabilisce le misure dispensative e gli strumenti compensativi che la scuola è tenuta ad applicare per quel bambino specifico.
È un diritto, non un favore. E gli obiettivi restano gli stessi: cambiano i metodi.
Chi ha diritto al PDP
- Bambini con diagnosi di DSA (dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia): il PDP è obbligatorio
- Bambini con ADHD: il PDP è fortemente raccomandato: lo prevedono la Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012 sui Bisogni Educativi Speciali e la Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 che la rende operativa
- Bambini con altri BES: situazioni di svantaggio linguistico, sociale, culturale, o difficoltà temporanee: il PDP è a discrezione del consiglio di classe
Nota: il PDP è diverso dal PEI (Piano Educativo Individualizzato), che è riservato ai bambini con certificazione L. 104 e prevede obiettivi ridotti o differenziati.
PDP, PEI e Legge 104: tre cose diverse
È la confusione più frequente, e genera aspettative sbagliate in entrambe le direzioni. I tre strumenti non sono livelli della stessa scala: rispondono a bisogni diversi e hanno conseguenze diverse.
- PDP: nasce da una diagnosi di DSA o da un BES riconosciuto. Gli obiettivi restano gli stessi della classe: cambiano gli strumenti e i tempi per raggiungerli. Non dà diritto all'insegnante di sostegno.
- PEI: nasce dalla certificazione di disabilità ai sensi della Legge 104/1992. Qui gli obiettivi possono essere ridotti o differenziati, e c'è l'insegnante di sostegno.
- Legge 104: il riconoscimento amministrativo della disabilità, rilasciato da una commissione medico-legale. È il presupposto del PEI, non un documento scolastico.

Un bambino con dislessia ha il PDP e non ha il sostegno, e questo non è un torto. È la misura corretta per un bambino con intelligenza nella norma che ha bisogno di leggere in un altro modo, non di obiettivi più bassi. Chiedere il sostegno per un DSA significa chiedere lo strumento sbagliato. Da dove parte la catena lo spiega la pagina sulla certificazione DSA.
Cosa contiene il PDP
Un PDP ben fatto dovrebbe includere:
- Dati del bambino e diagnosi: con riferimento alla relazione clinica
- Descrizione del funzionamento: punti di forza e aree di difficoltà in ogni materia
- Strumenti compensativi: mappe concettuali, calcolatrice, computer con correttore ortografico, sintesi vocale, audiolibri, formulari, tavola pitagorica
- Misure dispensative: dispensa dalla lettura ad alta voce, dalla scrittura sotto dettatura, dallo studio mnemonico di formule, da tempi standard per le verifiche
- Criteri di valutazione: come verrà valutato il bambino: il contenuto, non la forma (per esempio, valutare un tema per le idee, non per gli errori ortografici)
- Strategie didattiche: come l'insegnante adatterà la lezione e i materiali
Chi lo redige
Il PDP viene redatto dal consiglio di classe, non dai genitori, non dal neuropsichiatra. Ma i genitori devono essere consultati e devono firmarlo. E il clinico che ha fatto la diagnosi può fornire indicazioni preziose sulle misure più adeguate al profilo specifico del bambino.
La tempistica: il PDP dovrebbe essere predisposto entro il primo trimestre dell'anno scolastico. Se la diagnosi arriva a gennaio, il PDP va fatto subito, non rimandato all'anno successivo.
Il PDP va rifatto ogni anno?
Sì. Il PDP è un documento annuale: si redige all'inizio di ogni anno scolastico, perché cambiano la classe, gli insegnanti e soprattutto il bambino. Un PDP di seconda media riciclato in terza è, tecnicamente, un PDP non fatto.
Due scadenze diverse si confondono spesso, ed è l'errore più comune:
- Il PDP si rifà ogni anno scolastico, con la stessa diagnosi in mano.
- La certificazione diagnostica si aggiorna solo a ogni passaggio di ciclo: primaria → medie, medie → superiori.
Quindi non serve tornare dallo specialista ogni settembre: serve consegnare alla scuola la relazione che si ha già, e chiedere che il PDP di quest'anno venga scritto su quella.
Se la scuola non lo fa
Con una diagnosi di DSA depositata, il PDP è un obbligo: la Legge 170/2010 lo impone alla scuola, e non lo lascia alla cortesia. Se passano i mesi e non arriva, la strada è graduale e va percorsa nell'ordine.
- Verifica di aver protocollato la diagnosi. Se la relazione è stata consegnata a mano a un insegnante, per la scuola quella relazione non esiste: va depositata in segreteria con ricevuta.
- Chiedi per iscritto al coordinatore di classe, citando la legge e la data del protocollo. Una mail vale come atto scritto.
- Se non basta, scrivi al dirigente scolastico: è lui il responsabile dell'applicazione della norma nell'istituto.
- Come ultimo passo, l'Ufficio Scolastico Regionale. Nella grande maggioranza dei casi non ci si arriva: la richiesta scritta al dirigente risolve.
La lettera al dirigente puoi scaricarla già pronta: il modello di richiesta del PDP consegna la diagnosi, chiede il Piano con i suoi tempi e chiede il numero di protocollo. Se la diagnosi di DSA è appena arrivata, o cambi scuola, c'è anche il modello per consegnare la diagnosi DSA. Le altre lettere per la scuola stanno nella pagina dei modelli per la scuola.
Nel frattempo il clinico può essere d'aiuto più di quanto si pensi. Una relazione con indicazioni operative esplicite, o un incontro con il consiglio di classe, sposta la conversazione dal «secondo me» al documento.
I problemi più frequenti
Nella pratica, i PDP sono spesso:
- Generici: "copia-incolla" da un modello standard, senza personalizzazione sul bambino. Un PDP per un dislessico lieve non può essere uguale a uno per un dislessico severo con comorbidità ADHD
- Non applicati: il documento c'è, gli insegnanti no. Il bambino continua a fare verifiche con tempi standard, a leggere ad alta voce, a essere valutato sulla forma
- Non aggiornati: il PDP dell'anno precedente viene riciclato senza tenere conto dei cambiamenti
- Non condivisi: i genitori lo scoprono a fatto, senza essere stati consultati
Come rendere il PDP efficace
Consigli per i genitori:
- Partecipa attivamente alla stesura. Porta la relazione clinica e le indicazioni dello specialista
- Chiedi specificità: la formula utile è "si concedono 30% di tempo aggiuntivo per le verifiche scritte", non "si concedono tempi aggiuntivi"
- Verifica che gli strumenti indicati vengano effettivamente usati in classe
- Chiedi una verifica intermedia (a febbraio-marzo) per valutare se il PDP funziona
- Se il PDP non viene rispettato, fai presente per iscritto alla scuola: il PDP è un documento vincolante
- In caso di conflitto persistente, coinvolgi il neuropsichiatra per un incontro con il consiglio di classe
PDP e esami di stato
Il PDP si applica anche agli esami: terza media e maturità. Il bambino con DSA ha diritto a tutti gli strumenti compensativi e le misure dispensative indicate nel PDP anche durante gli esami, e la commissione può concedere tempi più lunghi. La commissione d'esame deve esserne informata e deve adeguarsi. Il diploma è identico a quello dei compagni: il D.Lgs. 62/2017 stabilisce che nel titolo di studio non si fa menzione né degli strumenti compensativi usati né della dispensa dalla prova scritta di lingua straniera.
C'è però una distinzione da conoscere prima, perché alla maturità cambia l'esito. Dispensa ed esonero non sono la stessa cosa. La dispensa dalla prova scritta di lingua straniera lascia il diploma intatto: al posto dello scritto si fa una prova orale. L'esonero dall'insegnamento delle lingue straniere, possibile solo nei casi di particolare gravità, su richiesta della famiglia e con l'approvazione del consiglio di classe, porta invece a un percorso differenziato: all'esame di maturità le prove non sono equipollenti e al posto del diploma si ottiene un attestato di credito formativo. Alla terza media no: lì anche con l'esonero le prove differenziate valgono quanto le ordinarie e il diploma si consegue lo stesso. È una differenza da mettere sul tavolo quando si decide, non da scoprire all'ultimo anno.
Fonti
Le indicazioni di questa pagina poggiano sui testi normativi in vigore e sulla letteratura scientifica. I link portano ai documenti originali, tutti liberamente consultabili.
Normativa
- Legge 8 ottobre 2010, n. 170 — «Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico». È la legge che riconosce dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia e impegna la scuola a garantire una didattica individualizzata e personalizzata, con strumenti compensativi e misure dispensative (Normattiva).
- Decreto Ministeriale 12 luglio 2011, n. 5669 — è il decreto attuativo della Legge 170 e la norma che istituisce il PDP. L'articolo 5 stabilisce che la scuola «garantisce ed esplicita» gli interventi didattici individualizzati e personalizzati «anche attraverso la redazione di un Piano didattico personalizzato, con l'indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate». L'articolo 4, comma 5, chiarisce il punto che più spesso viene frainteso: le misure dispensative servono a evitare affaticamento e disagio «senza peraltro ridurre il livello degli obiettivi di apprendimento» (Ministero dell'Istruzione).
- Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA — allegate al DM 5669/2011, di cui sono parte integrante. Sono le trenta pagine che entrano nel merito: disturbo per disturbo e grado di scuola per grado di scuola, quali strumenti compensativi e quali misure dispensative hanno senso (Ministero dell'Istruzione e del Merito).
- Decreto Legislativo 13 aprile 2017, n. 62, art. 11 (esame di terza media) e art. 20 (esame di maturità) — regolano gli esami di Stato per gli studenti con DSA. Alla terza media la commissione «può riservare alle alunne e agli alunni con DSA (…) tempi più lunghi di quelli ordinari»; alla maturità valgono gli strumenti compensativi del PDP già usati durante l'anno, e «nel diploma finale non viene fatta menzione dell'impiego degli strumenti compensativi». Sono anche i testi su cui poggia la distinzione fra dispensa ed esonero: con l'esonero dalle lingue straniere, alla maturità le prove sono «non equipollenti a quelle ordinarie» e portano «solo al rilascio dell'attestato di credito formativo», mentre alla terza media conservano «valore equivalente ai fini del superamento dell'esame e del conseguimento del diploma» (Normattiva).
- Ministero dell'Istruzione e del Merito — Alunni con disabilità e DSA — la pagina ufficiale del Ministero, che su un punto non lascia margini: il PDP «è il documento di programmazione che la scuola predispone nel primo trimestre dell'anno scolastico, o quando necessario ed è obbligatorio».
- Direttiva Ministeriale 27 dicembre 2012 — «Strumenti d'intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica». È il testo che estende la personalizzazione oltre i DSA certificati: nomina esplicitamente l'ADHD fra i disturbi evolutivi specifici e indica «la redazione di un Piano Didattico Personalizzato» come strumento per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (Ministero dell'Istruzione e del Merito, PDF).
- Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 — le indicazioni operative della Direttiva. È qui che il PDP diventa lo «strumento privilegiato» per i BES, con il compito di «definire, monitorare e documentare» le strategie di intervento «secondo un'elaborazione collegiale, corresponsabile e partecipata» (Ministero dell'Istruzione e del Merito, PDF).
Letteratura scientifica
- Galuschka K., Ise E., Krick K., Schulte-Körne G. (2014). Effectiveness of treatment approaches for children and adolescents with reading disabilities: a meta-analysis of randomized controlled trials. PLoS ONE, 9(2), e89900. Meta-analisi di 22 studi randomizzati e 49 confronti fra gruppo trattato e gruppo di controllo. Su tutti gli approcci esaminati, l'istruzione fonologico-fonetica (il lavoro sistematico sulla corrispondenza fra lettere e suoni) è il solo la cui efficacia su lettura e scrittura risulti statisticamente confermata. Training di fluenza, training di comprensione, training uditivi, trattamenti medici e lenti o filtri colorati non raggiungono la significatività. È il dato più utile che questa pagina possa offrire: nel PDP conta cosa si scrive dentro, non che ci sia. Accesso aperto.
- Snowling M. J., Hulme C., Nation K. (2020). Defining and understanding dyslexia: past, present and future. Oxford Review of Education, 46(4), 501–513. Rassegna di tre fra i maggiori studiosi della lettura. Spiega perché la vecchia definizione «per discrepanza» (difficoltà di lettura non spiegabile da un quoziente intellettivo basso) è stata abbandonata: fra i bambini con dislessia e quelli con difficoltà di apprendimento più generali non si trovano differenze qualitative, la dislessia si presenta su tutto lo spettro del QI e la decodifica va allenata allo stesso modo a prescindere dal QI. Gli autori aggiungono un avvertimento che vale anche qui: allargare troppo i criteri ha prodotto confusione diagnostica. Accesso aperto.
- Hulme C., Snowling M. J. (2016). Reading disorders and dyslexia. Current Opinion in Pediatrics, 28(6), 731–735. Rassegna scritta per i pediatri. Distingue due disturbi diversi — la dislessia, che riguarda il decodificare, e il disturbo della comprensione del testo, e mostra che entrambi affondano in difficoltà del linguaggio orale presenti già prima della scuola. La familiarità è il principale fattore di rischio, e i bambini che a sei anni hanno ancora difficoltà di linguaggio sono quelli che più spesso svilupperanno un problema di lettura. È la ragione per cui non conviene aspettare. Accesso aperto.
- Moll K., Kunze S., Neuhoff N., Bruder J., Schulte-Körne G. (2014). Specific learning disorder: prevalence and gender differences. PLoS ONE, 9(7), e103537. Studio su un campione rappresentativo di 1.633 bambini di terza e quarta elementare. Il risultato che conta per il PDP: i disturbi dell'apprendimento combinati sono tanto frequenti quanto quelli isolati, anche applicando criteri più severi. Un bambino che ha una difficoltà in lettura molto spesso ne ha una anche in scrittura o in calcolo, e un PDP scritto su un solo ambito lascia scoperti gli altri. Accesso aperto.
- Wilmot A., Pizzey H., Leitão S., Hasking P., Boyes M. (2023). Growing up with dyslexia: child and parent perspectives on school struggles, self-esteem, and mental health. Dyslexia, 29(1), 40–54. Studio qualitativo: interviste individuali a 17 bambini fra i 9 e i 14 anni con difficoltà di lettura e, separatamente, alle loro madri. Le madri leggono le crisi, il rifiuto della scuola e la resistenza ai compiti non come capricci ma come risposte emotive alla fatica scolastica, in un ambiente che non si adatta al bambino. I bambini raccontano preoccupazioni, stress e imbarazzo. Il campione è piccolo e i risultati non sono generalizzabili come quelli di una meta-analisi: valgono per quello che una meta-analisi non può dare, cioè le parole con cui le famiglie descrivono la stessa cosa che il PDP dovrebbe prevenire. Accesso aperto.
L'autore
Neuropsichiatra Infantile specializzato in ADHD, disturbi dello spettro autistico, DSA e disturbi del comportamento in bambini e adolescenti. Fondatore di BrainGas (Difficoltà in Abilità). Valutazioni diagnostiche, percorsi di trattamento personalizzati e supporto diretto alle famiglie in Campania e Lazio.
Avviso importante
Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce una consulenza medica professionale, una diagnosi clinica o una prescrizione terapeutica. Per qualsiasi preoccupazione relativa alla salute di tuo figlio, rivolgiti a un medico specialista qualificato.
Domande frequenti
Cos'è il PDP?
Chi redige il PDP e quando?
Cosa fare se la scuola non rispetta il PDP?
Che differenza c'è tra PDP e PEI?
Il PDP va rifatto ogni anno?
Cosa fare se la scuola non redige il PDP?
Il PDP vale anche agli esami di terza media e alla maturità?
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