Genitori

Parent training: cos'è, come funziona e perché è così efficace

Il parent training è uno degli interventi con più prove per i problemi di comportamento dei bambini: un percorso di incontri in cui il genitore impara strategie da usare a casa. Che cosa si fa, per chi ci sono prove e quanto funziona davvero.

Dott. Giovanni Vitale

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile

Aprile 2026⏱ 15 min di letturaUltima revisione: Ottobre 2026
Parent training: cos'è, come funziona e perché è così efficace. Un cerchio di dodici sedie, il gruppo dei genitori visto dall'alto. Sei sedie hanno una persona seduta, piena: arriva all'ultimo incontro, al massimo metà. Tre sedie hanno una persona solo disegnata a contorno: il 26% comincia e poi lascia. Tre sedie sono vuote e tratteggiate: almeno il 25% non si iscrive. A destra le tre situazioni con il loro numero, sotto la legenda. Accanto al titolo il ritratto, in fondo le fonti.
Fonti: Clin Child Fam Psychol Rev, 2016.

«Ti consigliamo un percorso per genitori.» Lo senti dire alla fine di una visita o in un colloquio a scuola. Fino a ieri il problema era tuo figlio, i suoi scatti, le urla, il no a ogni richiesta. Adesso tocca a te andare a lezione. E tu ti chiedi se hai sbagliato qualcosa, se ti stanno dicendo che è colpa tua, se troverai il tempo per sederti in una stanza una sera alla settimana.

Il parent training (in italiano formazione dei genitori) è un percorso strutturato di incontri in cui un professionista insegna a chi si occupa del bambino strategie da usare a casa per i problemi di comportamento. È uno degli interventi con più prove in questo campo: una meta-analisi del 2025 ne ha raccolto 244 studi randomizzati, con 28.916 famiglie in 36 paesi.

Che cos'è il parent training

Al centro ci sono gli adulti che accudiscono il bambino, di solito uno o entrambi i genitori. Imparano con un terapeuta o un educatore formato come rispondere ai comportamenti difficili e come far crescere quelli che desiderano vedere.

I programmi più conosciuti

Con questo nome si indicano molti programmi diversi. Quelli che incontrerai più spesso nelle ricerche sono Incredible Years, PMTO (Parent Management Training, modello Oregon), PCIT (terapia di interazione genitore-bambino) e Triple P. Sono esempi: i programmi con prove sono molti di più, e il servizio che ti segue può usarne uno che non hai mai sentito nominare.

Programmi importati o nati sul posto

Sulla scelta del marchio le prove dicono poco. Una meta-analisi di 129 studi ha confrontato i programmi nati in un altro paese e portati altrove con quelli sviluppati sul posto: gli effetti sono equivalenti, con una differenza (d = 0,10) che non raggiunge la significatività statistica. I principi di fondo si somigliano da un programma all'altro, e conta che vengano applicati.

Per Triple P esiste una revisione indipendente del 2012: dei 33 studi ammissibili, 32 erano firmati da chi aveva sviluppato il programma e nessuno era stato registrato in anticipo. I due confronti con un altro intervento attivo non mostravano differenze, e per i benefici a lungo termine mancavano prove convincenti. La revisione riguarda la qualità degli studi disponibili.

Perché lo propongono a te

Pensa a una sera qualsiasi. Tuo figlio rifiuta di spegnere il tablet, tu ripeti la richiesta tre volte, alla quarta alzi la voce. Quel momento si ripete molte volte a settimana, ed è lì che il percorso lavora: sulla richiesta che si ripete, su come la fai, su che cosa succede subito dopo.

Quando un servizio ti propone il percorso, indica il punto in cui si può intervenire con più probabilità di cambiare qualcosa: la vita di casa. A colazione, nel parcheggio della scuola, la sera prima di dormire ci sei tu, e gli strumenti che impari restano a te anche quando gli incontri finiscono.

«Quindi è colpa mia?»

La domanda che molti genitori si fanno quando sentono la proposta di un percorso

Se te la sei fatta anche tu, sei in buona compagnia. Il percorso lavora su ciò che si può cambiare da adesso: i gesti di ogni giorno, il tono, le regole, le conseguenze. Del perché un bambino ha attacchi di rabbia o fatica a seguire le regole si parla in altre pagine. Se il senso di colpa è la cosa che pesa di più, trovi parole più adatte in questa pagina sul senso di colpa dei genitori dopo una diagnosi.

Che cosa si fa negli incontri

Le strategie cambiano da un programma all'altro. Quelle che ritornano più spesso, e che la meta-analisi di Kaminski del 2008 associa a risultati migliori, sono cinque:

  • le interazioni positive con tuo figlio: tempo di gioco insieme e lodi per ciò che fa bene
  • la comunicazione delle emozioni, le tue e le sue
  • il time-out
  • la coerenza: stesse regole e stesse conseguenze, ogni volta
  • l'esercizio con tuo figlio durante l'incontro stesso, oltre che a casa

Nei programmi per l'ADHD una meta-analisi del 2022 (29 studi) ha cercato quali componenti si legano ai risultati. Le due che emergono sono il lavoro sugli antecedenti, cioè su ciò che succede prima del comportamento, e sul rinforzo, cioè su ciò che succede subito dopo. I programmi che dedicavano più tempo alla psicoeducazione, cioè a spiegare il disturbo, avevano esiti peggiori.

Le mosse una per una, dal tempo speciale al time-out, le trovi nella pagina sui capricci e sulle crisi. Per le crisi di rabbia vere e proprie c'è la pagina dedicata.

Quanti incontri, in gruppo o da soli

Incredible Years, il programma di riferimento di molti studi, prevede da 12 a 14 incontri settimanali: circa tre mesi. Nello studio di Bearss sull'autismo il percorso comprendeva 11 sedute di base più 2 facoltative, distribuite in 24 settimane. Altri servizi usano calendari diversi, e la prima domanda da fare è quanti incontri prevede quello a cui ti rivolgi.

Gruppo o incontri individuali

Nel gruppo più famiglie lavorano insieme con gli stessi conduttori. L'incontro individuale è per una famiglia sola. Una meta-analisi del 2024 ha confrontato 121 programmi di gruppo e 41 individuali: in entrambi migliorano la gestione del comportamento e lo stress dei genitori, mentre i sintomi depressivi dei genitori migliorano solo nei gruppi. Per il bambino i due formati si equivalgono; il gruppo, in media, fa bene anche all'umore del genitore. Per le famiglie con meno risorse economiche il formato individuale ha dato più vantaggio in una sintesi di 63 studi.

Per chi ci sono prove

La forza delle prove cambia da una condizione all'altra. Questa tabella riassume dove sta ciascuna.

Problemi di condotta e disturbo oppositivo
È l'ambito con più prove. Le linee guida inglesi del NICE (CG158) lo indicano come primo intervento. Il disturbo oppositivo è descritto in questa pagina.
ADHD fino ai 5 anni
Primo intervento secondo le linee guida dell'American Academy of Pediatrics (4-5 anni) e del NICE (sotto i 5 anni).
ADHD da 6 a 12 anni
Le linee guida americane indicano il farmaco insieme ai programmi per genitori. Che cosa cambia con l'ADHD è nella sezione seguente.
ADHD in adolescenza
Le prove sono più deboli. Ne parla la pagina sull'ADHD in adolescenza.
Autismo
Effetto moderato sui comportamenti difficili in 8 studi (653 partecipanti), con risultati molto diversi da uno studio all'altro. Sui sintomi di base dell'autismo la revisione Cochrane non trova guadagni statistici nella maggior parte degli esiti principali.
Ansia
I programmi che lavorano sul modo in cui i genitori rispondono all'ansia (SPACE) hanno dato risultati simili alla terapia del bambino in uno studio con 124 bambini di 7-14 anni. Più in questa pagina.

Qualche numero in più su autismo e ansia. Nelle 8 sperimentazioni sull'autismo la riduzione dei comportamenti difficili è -0,59 (intervallo da -0,88 a -0,30), con differenze significative da uno studio all'altro. Uno studio randomizzato su 180 bambini di 3-7 anni ha visto una risposta positiva nel 68,5% con il parent training e nel 39,6% con un programma di sola informazione per i genitori; la rilevanza clinica della differenza non è chiara.

Per l'ansia una revisione di 29 studi ha trovato un effetto rispetto alla lista d'attesa, nessuna differenza rispetto ad altri interventi attivi e nessun effetto sulle misure riferite dai bambini. Diciannove studi su 29 erano di qualità debole. SPACE lavora sull'accomodamento, cioè su ciò che fai per evitare a tuo figlio il disagio (accompagnarlo ovunque, rispondere al posto suo): nello studio con 124 bambini di 7-14 anni l'accomodamento dei genitori è diminuito.

ADHD: dove si vede l'effetto

Nell'ADHD il quadro dipende da chi misura. Una meta-analisi europea del 2013 (54 studi) ha trovato per gli interventi psicologici effetti fra 0,40 e 0,64 sui sintomi quando a valutare erano persone che sapevano chi aveva fatto il programma. Con valutatori probabilmente ciechi l'effetto non risultava significativo, e gli autori chiedevano studi in cieco.

Un valutatore cieco misura i sintomi senza sapere se il bambino ha fatto il programma. Serve a evitare che l'esito dipenda dalle aspettative: un genitore che ha frequentato il percorso può vedere più miglioramenti di quelli che vedrebbe un osservatore esterno.

Le meta-analisi con valutatori ciechi

Una seconda meta-analisi (2014), limitata ai valutatori probabilmente ciechi, ha misurato effetti sulla genitorialità positiva (0,63), sulla genitorialità negativa (0,43) e sui problemi di condotta (0,31). Sui sintomi dell'ADHD non ha trovato effetto. Nel 2022 una terza (29 studi, 138 misure di effetto, 2.345 bambini) ha trovato effetti da piccoli a medi sugli esiti dei genitori, sia con valutatori non ciechi sia con valutatori probabilmente ciechi.

Che cosa cambia in casa

Sulla disattenzione e sull'iperattività misurate da chi non sa chi ha fatto il programma, l'effetto non è dimostrato. Quello che cambia sta in casa: il modo in cui rispondi, il clima, i comportamenti di opposizione. Per questo nei bambini piccoli il percorso è il primo passo, e dopo i sei anni va insieme ad altri interventi. Sul farmaco trovi tutto in questa pagina e sul quadro generale in quest'altra.

Quanto funziona davvero

La sintesi più ampia, del 2025, si chiedeva se i programmi fossero diventati meno efficaci. Le stime di efficacia sono scese col tempo e poi si sono stabilizzate. Negli studi più recenti i gruppi di confronto sono più attivi e i programmi hanno in media meno sedute.

La revisione Cochrane del 2012 (13 studi, bambini di 3-12 anni) misura un effetto moderato: -0,53 nei questionari dei genitori e -0,44 nelle osservazioni di valutatori indipendenti. Il segno negativo vuol dire meno problemi di comportamento. Sono differenze fra medie di gruppo: dicono come va in media un gruppo di famiglie e lasciano aperto come andrà la tua.

Da guardare

Chi osserva da fuori vede un miglioramento più piccolo di quello che riferiscono i genitori. Lo vede comunque.

Servizi reali e cure abituali

Per i servizi di tutti i giorni c'è una revisione di 28 studi (2013) condotti in contesti di pratica abituale: ha trovato un vantaggio rispetto alla lista d'attesa e nessuna prova chiara che il contesto reale sia un ostacolo. Contro un altro intervento attivo o contro le cure abituali nessuno studio ha fatto il confronto diretto, e il vantaggio resta da dimostrare.

Chi ha problemi più seri

Anche chi parte da problemi più seri ne trae vantaggio: nei 50 studi sul programma Incredible Years la gravità iniziale è il predittore più forte del miglioramento, con un effetto di d = 0,27 su tutti i valutatori e di 0,50 nei dati dei genitori. Lo stesso vale per un'analisi su dati individuali di 1.696 famiglie con bambini di 2-11 anni, dove l'effetto medio è d = -0,35 ed è maggiore nei bambini con problemi più gravi.

Quando il percorso basta da solo

Che il percorso basti da solo dipende dal bambino. Nei bambini piccoli con disturbo oppositivo è l'intervento indicato e non tutti rispondono. Una meta-analisi del 2024 ha visto che aggiungere un trattamento rivolto al bambino non dà risultati migliori del solo lavoro con i genitori. Se tuo figlio non migliora dopo il percorso, dillo al servizio: è un'informazione utile per scegliere il passo dopo.

Quanto dura l'effetto

Dopo la fine del programma l'effetto in media diminuisce. Le sintesi che seguono le famiglie per uno-tre anni trovano un effetto più piccolo di quello misurato alla fine del percorso, e quella del 2006 su 63 studi parla di effetti al follow-up di dimensioni ridotte.

Uno studio inglese lascia intravedere un beneficio più lungo, con un intervallo di incertezza molto largo. Riguarda bambini di 3-7 anni con problemi gravi: tra i 93 rivalutati a 10-17 anni il disturbo oppositivo era meno probabile in chi aveva fatto il programma (OR 0,20; intervallo 0,06-0,69), mentre le valutazioni degli insegnanti e le autovalutazioni dei ragazzi non erano diverse. È un solo studio, e riguarda i casi gravi.

Che cosa cambia per te

Il percorso è pensato per tuo figlio e cambia qualcosa anche in te. Una revisione Cochrane (48 studi, 4.937 partecipanti) sui programmi di gruppo ha trovato, subito dopo la fine, meno rabbia (-0,60) e meno senso di colpa (-0,79), un calo più contenuto di stress (-0,29), ansia (-0,22) e depressione (-0,17), e più fiducia nelle tue capacità e più soddisfazione di coppia.

A sei mesi restano soltanto lo stress e la fiducia, a un anno non c'è più nessuna differenza misurata, e nessuno studio ha riferito sull'aggressività o sugli effetti avversi. Sulla depressione l'effetto è piccolo e non dura. Se stai attraversando un periodo pesante, chiedi aiuto anche per te: è una richiesta legittima, a qualunque servizio.

La depressione di una madre

La depressione di una madre non rende il percorso inutile: nell'analisi su dati individuali già citata i figli di madri con più sintomi depressivi hanno tratto un beneficio maggiore.

Padri, coppia e fratelli

Gli studi hanno seguito soprattutto le madri. Una revisione sull'ADHD (32 studi) ha trovato che l'87% non riportava alcun esito sui padri, e un'altra (199 pubblicazioni) che pochi studi separano gli effetti per padri e coppia. Dove sono misurati, lo stress dei padri cala (-0,43 a breve termine). Se potete, andate in due: la coerenza, come hai visto, è una delle componenti. Il percorso lavora sul rapporto fra genitore e figlio. Se il problema principale è la tensione fra voi due, la strada è un'altra, e la trovi in questa pagina.

Sulle relazioni fra fratelli gli studi sono pochi (otto in una meta-analisi).

Quando è più difficile finirlo

Molte famiglie non completano il percorso, e succede ovunque. Una revisione di 262 studi (2016) ha stimato che almeno il 25% delle famiglie non si iscrive, mentre un altro 26% comincia e abbandona. Arriva in fondo, nel migliore dei casi, la metà. Le definizioni di abbandono variano da studio a studio, e le percentuali danno un ordine di grandezza.

Il dato · Che cosa succede alle famiglie invitate a un programma per genitori

Non si iscrive
almeno 25%
Comincia e abbandona
26%
Arriva all'ultimo incontro
al massimo 50%

Il reddito ha un effetto piccolo sull'abbandono. Un'analisi su dati individuali trova per le famiglie svantaggiate dall'8 al 19% di presenze in meno. Sul beneficio i dati divergono: un'analisi di 15 studi europei con il programma di 12-14 sedute (1.696 bambini, 58% in famiglie a basso reddito) non ha trovato un effetto diverso per chi aveva meno risorse, mentre due sintesi più vecchie, di 75 e 63 studi, indicano benefici più piccoli a distanza di tempo. Partecipare è più difficile quando le risorse sono poche, e il beneficio c'è anche per queste famiglie.

Sedute saltate e primi giorni difficili

Frequentano meno sedute anche i genitori di bambini con problemi più lievi e di bambini con problemi più gravi (918 partecipanti, 12 studi). Se un orario non regge, chiedine un altro. Un formato diverso o una pausa sono richieste normali.

Nei primi giorni di una strategia nuova alcune cose possono peggiorare: succede, per esempio, quando smetti di cedere o cominci a ignorare un comportamento. Dillo agli incontri: il programma si adatta a quello che regge.

Online, libri, app

Esistono versioni che segui da casa: libri-guida, video, programmi online. Una meta-analisi di 11 studi sui programmi auto-somministrati ha trovato un effetto ampio nei questionari dei genitori (1,01), non confermato dall'osservazione, e nessuna differenza significativa rispetto ai programmi con un terapeuta nelle misure riferite dai genitori.

Una seconda meta-analisi sui programmi online (28 studi, 127 misure di effetto) ha trovato gli effetti più forti sulla genitorialità positiva e sull'incoraggiamento, senza differenze fra versioni con e senza supporto clinico. I genitori li giudicano utili; all'osservazione i risultati sono meno chiari. Se scegli una versione online, controlla che usi le componenti descritte sopra.

Dove si trova e quanto costa

Il punto di partenza è il servizio che segue tuo figlio. I livelli essenziali di assistenza (DPCM 12 gennaio 2017, articolo 25) comprendono, per i minori con disturbi neuropsichiatrici e del neurosviluppo, «colloqui di orientamento, training e sostegno alla famiglia nella gestione dei sintomi». Come e quando viene organizzato lo decide ogni servizio; per i tempi vedi la pagina sulle liste d'attesa.

Alcune associazioni di genitori organizzano gruppi per le famiglie; non ci sono dati sulla loro efficacia. Il costo dipende dal servizio: chiedilo al primo contatto. Se nel tuo territorio il programma non c'è, chiedi al servizio a chi rivolgerti.

Il costo per il sistema sanitario

Per il sistema sanitario i conti tornano nella prevenzione: una revisione economica di 44 studi, molti con limiti metodologici, ha trovato un buon rapporto fra costi e risultati nel prevenire problemi esternalizzanti (come aggressività e opposizione) e internalizzanti (come ansia e tristezza). Per il trattamento di autismo e obesità i programmi non risultavano costo-efficaci.

Che cosa puoi fare tu, adesso

Chiedi al servizio che segue tuo figlio se esiste un programma per genitori e da quando parte. Se non lo ha, chiedi a quale altro servizio inviarti.

Chiedi su quale programma si basa e quanti incontri prevede. Sono due domande semplici, e le risposte ti dicono che cosa stai per cominciare. Chiedi anche se negli incontri si esercitano le strategie con tuo figlio, oltre a spiegarle.

Chiedi come verrà misurato il cambiamento. I questionari dei genitori sono utili, e l'osservazione di una persona esterna ti dice se il miglioramento si vede anche fuori dalle tue aspettative.

  • Se potete, andate in due. Se uno dei due non può, porta a casa quello che hai imparato e condividilo con l'altro.
  • Se salti un incontro, chiedi di recuperarlo; se l'orario non regge, dillo subito. Capita a molte famiglie, e i servizi lo sanno.
  • Se il periodo è pesante anche per te, dillo: puoi chiedere aiuto per te, in parallelo al percorso.
  • Porta agli incontri le scene vere: la richiesta che si ripete alla sera, il rifiuto prima di uscire. Sono il materiale su cui si lavora.
  • Tieni nota di una sola cosa che cambia ogni settimana, anche piccola. Quando un giorno sembra andare tutto come prima, rileggila.

Le altre pagine su questo tema sono capricci e crisi, il disturbo oppositivo, l'ADHD nei bambini, la coppia dopo la diagnosi e le liste d'attesa in neuropsichiatria.

Fonti

Quello che c'è scritto qui sopra poggia sui lavori e sui documenti elencati sotto. I link portano agli articoli originali; per ciascuno è indicato se il testo completo è liberamente accessibile.

Letteratura scientifica

Norme e documenti

Dott. Giovanni Vitale — Neuropsichiatra Infantile

L'autore

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile specializzato in ADHD, disturbi dello spettro autistico, DSA e disturbi del comportamento in bambini e adolescenti. Fondatore di BrainGas (Difficoltà in Abilità). Valutazioni diagnostiche, percorsi di trattamento personalizzati e supporto diretto alle famiglie in Campania e Lazio.

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Avviso importante

Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce una consulenza medica professionale, una diagnosi clinica o una prescrizione terapeutica. Per qualsiasi preoccupazione relativa alla salute di tuo figlio, rivolgiti a un medico specialista qualificato.

Domande frequenti

Il parent training vuol dire che ho sbagliato come genitore?
Chi propone il percorso indica dove si può intervenire con più probabilità di cambiare qualcosa: la vita di casa, dove ci sei tu ogni giorno. Il percorso lavora su gesti, regole e conseguenze che si possono cambiare da subito, e dà strumenti per farlo.
Quanti incontri servono e quanto dura?
Incredible Years, il programma di riferimento di molti studi, prevede da 12 a 14 incontri settimanali, circa tre mesi. Nello studio di Bearss sull'autismo erano 11 sedute di base più 2 facoltative in 24 settimane. Altri servizi usano calendari diversi: la prima domanda da fare è quanti incontri prevede quello a cui ti rivolgi.
Il parent training funziona per l'ADHD?
Migliora il modo di fare il genitore, il clima in casa e i comportamenti di opposizione. Sulla disattenzione e sull'iperattività misurate da chi non sa chi ha fatto il programma l'effetto non è dimostrato. Nei bambini piccoli è il primo intervento secondo le linee guida (4-5 anni per l'American Academy of Pediatrics, sotto i 5 anni per il NICE); dai 6 anni va insieme ad altri interventi.
Il parent training basta da solo?
Dipende dal bambino. Nei bambini piccoli con disturbo oppositivo è l'intervento indicato e non tutti rispondono. Nell'ADHD dai 6 anni le linee guida americane lo affiancano al farmaco. Se tuo figlio non migliora dopo il percorso, dillo al servizio.
Devono partecipare entrambi i genitori?
Gli studi hanno seguito soprattutto le madri, e pochi misurano gli effetti sui padri. Se potete, andate in due. Il percorso non è una terapia di coppia.
Dove si fa e quanto costa?
Il punto di partenza è il servizio che segue tuo figlio. I livelli essenziali di assistenza prevedono, per i minori con disturbi neuropsichiatrici e del neurosviluppo, colloqui di orientamento, training e sostegno alla famiglia nella gestione dei sintomi. Come e quando viene organizzato lo decide ogni servizio, e il costo si chiede al primo contatto.
Esistono versioni online o con libri-guida?
Sì. Una meta-analisi di 11 studi sui programmi auto-somministrati ha trovato un effetto ampio nei questionari dei genitori, non confermato dall'osservazione. Una seconda sui programmi online ha trovato gli effetti più forti sulla genitorialità positiva e sull'incoraggiamento. I genitori li giudicano utili; all'osservazione i risultati sono meno chiari.

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