ADHD

ADHD e disturbi del sonno: il legame che pochi conoscono

Quasi tre genitori su quattro di bambini con ADHD riferiscono problemi di sonno. Che cosa misurano gli studi, che ruolo hanno farmaci e melatonina, che cosa aiuta.

Dott. Giovanni Vitale

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile

Aprile 2026⏱ 15 min di letturaUltima revisione: Ottobre 2026
ADHD e disturbi del sonno: il legame che pochi conoscono. La stessa notte misurata in tre modi, uno sotto l'altro, uniti da una linea. Primo, il questionario del genitore: quattro lune, tre piene e una vuota, e la cifra quasi 3 su 4, i genitori che riferiscono un problema di sonno. Secondo, l'actigrafo, un sensore al polso: due misure accese, l'addormentamento più lungo e l'efficienza ridotta. Terzo, la polisonnografia, con gli elettrodi di una notte in laboratorio: una casella tratteggiata, differenze non significative, e una sola misura accesa, più tempo nella fase 1. Più lo strumento si avvicina al sonno vero, meno differenze si vedono. Accanto al titolo il ritratto, in fondo le fonti.
Fonti: Arch Pediatr Adolesc Med, 2008 · J Am Acad Child Adolesc Psychiatry, 2009 · J Clin Sleep Med, 2016 · Psychiatry Res, 2023.

Sono le dieci passate e tuo figlio è sveglio per la terza volta. Ha sete. Poi ha caldo. Poi ha un pensiero che non può aspettare domattina. Tu torni nella sua stanza, lo rimetti sotto le coperte, spegni la luce, chiudi piano la porta. Al mattino è stravolto, e a scuola la maestra ti scrive che oggi non è riuscito a stare seduto nemmeno un quarto d'ora. E tu ti chiedi se è l'ADHD, il farmaco o qualcosa d'altro.

I problemi di sonno nei bambini con ADHD sono fra i temi più studiati del disturbo, e i risultati cambiano a seconda di chi misura. I genitori ne riferiscono molti. Gli strumenti ne registrano meno. Qui trovi i cinque modi di dormire male descritti in uno studio, il peso dei farmaci e della melatonina, gli interventi che hanno una prova e le regole della sera. Il sonno di qualunque bambino ha la sua pagina, quella sui disturbi del sonno nei bambini.

Quasi tre genitori su quattro riferiscono un problema di sonno

La cifra viene da uno studio australiano del 2008 su 239 famiglie raccolte in ambulatori pediatrici e gruppi di sostegno, il 74% di quelle invitate. Il genitore compilava un questionario. Per il 28,5% dei bambini il problema di sonno era lieve, per il 44,8% moderato o grave. Sommati, fanno circa 73 bambini su 100, e quasi la metà dei genitori descrive un problema moderato o grave.

Il dato ha due limiti. Arriva da un questionario compilato dai genitori, e il campione è clinico: famiglie che già frequentano ambulatori e gruppi di sostegno. Dice quindi quanto sono comuni le notti difficili fra chi cerca aiuto, e lascia aperta la domanda su tutti gli altri bambini con ADHD.

Pesa sulla scuola e sul lavoro

Lo stesso studio ha messo in fila i costi. I bambini con problemi di sonno saltavano o iniziavano in ritardo la scuola più spesso, e anche i genitori arrivavano più spesso tardi al lavoro. Dopo l'aggiustamento per altri fattori i legami con la scuola sono rimasti. Quello con l'impatto sulla famiglia, no.

In quel campione il pediatra aveva chiesto del sonno al 45% dei genitori, e il 60% di questi aveva ricevuto qualche consiglio. Se il tuo non l'ha ancora fatto, la domanda puoi portarla tu.

I genitori vedono molto, gli strumenti registrano meno

Se metti insieme gli studi, quello che riferisce il genitore e quello che misura lo strumento non coincidono. Una meta-analisi del 2009 ha riunito 16 studi con 722 bambini con ADHD contro 638 senza, escludendo chi prendeva farmaci o aveva ansia o depressione. I bambini con ADHD stavano peggio nella maggior parte delle misure riferite dai genitori e in alcune di quelle oggettive. La resistenza a coricarsi, per esempio, era più alta.

Questionario
Il genitore racconta la sera e la mattina. Registra quello che vede e quello che ricorda.
Actigrafo
Un sensore al polso, per più notti, a casa. Ricava il sonno dai movimenti.
Polisonnografia
Una notte in un laboratorio del sonno, con elettrodi. Registra le fasi del sonno, il respiro e i movimenti.

Una meta-analisi del 2023 su 45 articoli, con bambini e ragazzi da 5 a 18 anni, trova con l'actigrafo un addormentamento più lungo e un'efficienza del sonno moderatamente ridotta, cioè una quota minore del tempo a letto passata davvero a dormire. Con la polisonnografia le differenze non sono significative. Il farmaco e le altre diagnosi psichiatriche presenti spostano il risultato.

Un'altra sintesi, su 11 studi, vede una sola differenza oggettiva: i bambini con ADHD passano più tempo nella fase 1, la più leggera (differenza media standardizzata 0,32; intervallo di confidenza 0,08-0,55). Il resto delle misure si somiglia, e l'intervallo sfiora lo zero: la differenza è piccola e poco precisa. Quello che vedi tu alle dieci di sera esiste. Gli strumenti, notte per notte, registrano un sonno che si distingue meno di quello raccontato.

Dove le sintesi non concordano

Una meta-analisi del 2025, su 34 articoli, descrive un sonno meno continuo e più interrotto, con addormentamento più lungo e minore efficienza. I gruppi confrontati sono di taglia molto diversa (2.239 bambini con ADHD contro 57.181 senza), e la grandezza dell'effetto non è riportata. Descrive anche un sonno totale ridotto, più passaggi da una fase all'altra e un indice di risvegli più alto.

I risvegli di notte sono il punto in cui le letture si dividono di più. La meta-analisi del 2025 trova più veglia dopo l'addormentamento. Quella del 2023 e lo studio olandese sull'orologio spostato, di cui trovi sotto, non vedono differenze nel mantenimento del sonno. Come regola per ogni bambino con ADHD, i risvegli frequenti non reggono: dipende da quale sintesi leggi e da quale bambino hai davanti.

Cinque modi di dormire male

Chi dorme male non dorme tutto allo stesso modo. Uno studio australiano del 2023 ha seguito 392 bambini di 5-13 anni con ADHD, arruolati proprio perché avevano problemi di sonno, e li ha divisi in cinque profili. Il gruppo più numeroso ha insonnia e un orologio spostato in avanti: si addormenta tardi.

Sono bambini scelti per il sonno, perciò il 22% senza difficoltà dice poco su quanti bambini con ADHD dormano bene in generale. Dice che anche tra chi arriva con un problema di sonno, più di uno su cinque ne ha poi di diversi da quelli che ti aspetti.

Il dato · Cinque profili di sonno in 392 bambini con ADHD

Insonnia e orologio spostato in avanti
36%
Difficoltà all'inizio e durante la notte
25%
Nessuna difficoltà di sonno
22%
Ansia e resistenza a coricarsi
11%
Difficoltà notturne con respiro e parasonnie
5%

Le parasonnie sono episodi come il sonnambulismo e i terrori notturni. L'ansia della sera ha una pagina a parte, quella su ADHD e ansia. Le cause sono più d'una: l'orologio spostato in un sottogruppo, l'ansia, il respiro, e per i bambini in terapia anche il farmaco.

L'orologio spostato in avanti

Per una parte dei bambini, quelli che si addormentano tardi, il punto sta nell'orologio interno. Uno studio olandese del 2005 ha confrontato 87 bambini con ADHD e insonnia d'addormentamento con 33 bambini con ADHD senza insonnia, tutti di 6-12 anni e mai trattati con farmaci.

I primi si addormentavano in media alle 21:38, i secondi alle 20:49. L'inizio della produzione serale di melatonina, misurato in luce fioca, cadeva alle 20:32 nei primi e alle 19:47 nei secondi. Lo scarto è di 49 minuti sull'addormentamento e di 45 sulla melatonina. Attorno a quelle medie la dispersione è di circa cinquanta minuti (deviazione standard di 54 minuti nei primi, 49 nei secondi). Il corpo si prepara alla notte più tardi, e il sonno segue.

Parla del sottogruppo con insonnia

Una volta addormentati, i due gruppi non si distinguevano nel mantenimento del sonno. Il confronto era dentro l'ADHD: parla del sottogruppo con insonnia e non dice quanti bambini con ADHD abbiano un orologio spostato. Se tuo figlio si addormenta tardi a qualunque ora lo metti a letto, è un dato da portare al medico.

Gambe, russare e respiro

Alcune notti agitate nascono da un disturbo del sonno vero e proprio, da guardare a parte.

Le gambe senza riposo

La sindrome delle gambe senza riposo è il bisogno di muovere le gambe quando si sta fermi, soprattutto la sera. Una revisione sistematica di 29 studi riporta, nei bambini con ADHD, sintomi fra l'11 e il 42,9%. L'intervallo è così largo che gli autori non hanno calcolato una stima combinata, e la certezza è molto bassa.

I movimenti periodici delle gambe nel sonno

Sono scatti ripetuti delle gambe, a intervalli regolari, che il bambino non sente. Si chiamano movimenti periodici degli arti inferiori nel sonno. Una meta-analisi del 2006 aveva trovato che fossero più frequenti nei bambini con ADHD. Nel 2023 uno studio su 24 bambini con ADHD e 22 senza, insieme a una meta-analisi di 33 studi, non li trova più frequenti. Gli autori scrivono che, se in un bambino con ADHD sono frequenti, vanno considerati un disturbo a parte.

Russare e pause del respiro

Qui le prove sono più solide. Una meta-analisi di 18 studi trova una relazione media fra sintomi di ADHD e disturbi respiratori nel sonno (g di Hedges 0,57; intervallo di confidenza 0,36-0,78). In uno studio su 866 bambini di 2-13 anni in due ambulatori americani, il 16% russava abitualmente. Un punteggio alto di iperattività lo aveva il 13% di tutti, il 22% di chi russava abitualmente e il 12% di chi non russava. Era una fotografia presa in un solo momento, e lascia aperta la domanda su quale delle due cose venga prima.

Negli studi che confrontano i sintomi prima e dopo il trattamento del respiro, senza gruppo di controllo, i sintomi di ADHD calano (g 0,43; intervallo 0,30-0,55; 529 bambini), con certezza molto bassa. Se russa forte o fa pause nel respiro, dillo al pediatra o al neuropsichiatra. Apnee e gambe senza riposo nei bambini in generale stanno nella pagina sui disturbi del sonno, il digrignare dei denti in quella sul bruxismo.

Il legame va nei due sensi

Sonno e ADHD si influenzano a vicenda, e le coorti lo mostrano. In una coorte francese di popolazione generale, seguita per nove anni con le risposte di 1.055 genitori, un sonno disturbato a 13 anni anticipava più sintomi di ADHD cinque anni dopo. L'effetto sembrava limitato alla disattenzione. Anche i sintomi a 9 anni anticipavano più disturbi del sonno quattro anni dopo. Erano sintomi riferiti dai genitori, senza diagnosi.

Gli esperimenti confermano la direzione sull'attenzione. Una meta-analisi del 2015 ha riunito gli studi in cui il sonno di bambini e ragazzi viene accorciato di proposito: l'attenzione peggiora, l'iperattività resta uguale.

Da guardare

Con il sonno accorciato l'attenzione peggiora. L'iperattività resta com'è.

Con ragazzi che hanno l'ADHD l'esperimento è stato fatto su 48 adolescenti di 14-17 anni: una settimana a 6,5 ore di letto contro una a 9,5. Con meno sonno comparivano più sintomi depressivi e meno emozioni positive, mentre l'ansia restava dov'era. Dello studio non risulta che cosa succedesse ai sintomi di ADHD in senso stretto. Gli anni dei quattordici-diciassette hanno la loro pagina, quella su ADHD in adolescenza.

I farmaci stimolanti e il sonno

Una meta-analisi del 2015 ha preso nove studi randomizzati, 246 bambini e ragazzi in tutto, in cui il sonno era misurato con strumenti. Con i farmaci stimolanti l'addormentamento si allunga (effetto 0,54) e il sonno totale si accorcia (effetto -0,59). Sono effetti di grandezza media. L'effetto è meno evidente in chi prende il farmaco da più tempo, e gli studi sono pochi.

L'insonnia cresce rispetto al placebo

Una seconda analisi, su 35 studi in cieco sul metilfenidato, trova più insonnia e più disturbi del sonno che con il placebo, nelle forme iniziale, intermedia e combinata. Gli autori avvertono che il rischio relativo dipende dal tasso di eventi nel gruppo placebo, e va letto con quel limite.

Nessuno degli studi riferisce, in media, un sonno migliore con lo stimolante. Sono medie di gruppo: dicono che cosa succede in media e non come andrà a tuo figlio.

Un confronto fra due farmaci

Un confronto fra due farmaci è stato fatto in uno studio in doppio cieco su 85 bambini, in cui ciascuno li provava entrambi in momenti diversi. Il metilfenidato allungava l'addormentamento più di un farmaco non stimolante (39,2 contro 12,1 minuti), e i risvegli di notte calavano con tutti e due, di più con il metilfenidato. Il non stimolante di quello studio in Italia oggi manca dal commercio. Lo studio è uno solo.

Il sonno difficile esiste anche senza farmaco: i bambini dello studio olandese del 2005 non avevano mai preso medicine per l'ADHD. Se il sonno è cambiato da quando tuo figlio prende il farmaco, scrivilo con le date e portalo a chi lo prescrive. Le molecole e le cautele sono nella pagina sui farmaci per l'ADHD nei bambini e in quella sul metilfenidato, che in Italia è in fascia A.

La melatonina anticipa il sonno e lascia il resto com'è

Uno studio olandese del 2007 ha dato melatonina per quattro settimane a 105 bambini di 6-12 anni con ADHD e insonnia d'addormentamento cronica, senza altri farmaci. Anticipava i ritmi del sonno e della melatonina del bambino, e allungava il sonno totale. Su comportamento, prestazioni cognitive e qualità di vita non c'era alcun effetto.

Una rassegna del 2013 su 139 articoli raccomanda l'igiene del sonno come base e gli interventi comportamentali come prima scelta nell'insonnia. Gli studi randomizzati sostengono la melatonina per ridurre il ritardo d'addormentamento.

Se la si sospende, ritarda il sonno

Per l'uso lungo c'è solo un questionario, senza gruppo di controllo, a quasi quattro anni: nessun evento avverso grave, il 65% la usava ogni giorno e il 12% ogni tanto. Sospenderla per un periodo ritardava l'addormentamento nel 92% dei bambini.

In Italia la melatonina come medicinale è in fascia C: autorizzata e non rimborsata. Le confezioni orali sono in commercio. La dose e la durata le decide il medico, e qui non c'è nessuna dose da copiare.

Un programma sul sonno migliora il sonno

Una revisione sistematica del 2023 sugli interventi per il sonno nei bambini con ADHD trova un effetto moderato sui disturbi del sonno (-0,49), con certezza moderata. Una seconda revisione, su 11 articoli e 562 bambini, trova su quattro studi un effetto simile (-0,46; intervallo da -0,58 a -0,35). Si propone a bambini con ADHD e problemi di sonno riferiti dai genitori, in gran parte già in terapia.

Dopo due colloqui e una telefonata

Lo studio più citato è australiano: 244 bambini di 5-12 anni in 21 ambulatori pediatrici, due colloqui a quindici giorni di distanza e una telefonata.

A tre mesi i problemi di sonno moderati o gravi erano nel 56% dei bambini del gruppo di controllo e nel 30% di quelli del programma (odds ratio aggiustato 0,30; intervallo 0,16-0,59). I sintomi di ADHD miglioravano di poco (effetto -0,3 e -0,4), e gli insegnanti riferivano un comportamento migliore a tre e a sei mesi. Le famiglie del programma indicavano miglioramenti in tutti gli altri esiti di bambino e famiglia, tranne la salute mentale dei genitori. Con l'actigrafo, la durata del sonno non cambiava in modo significativo: il miglioramento era soprattutto riferito.

Un secondo studio, a grappoli, ha coinvolto 61 pediatri e 361 bambini di 5-13 anni. A tre mesi il rischio di avere ancora un problema di sonno scendeva a poco più della metà (rischio relativo 0,51; intervallo 0,37-0,70). In questo secondo studio non si sono visti benefici negli altri ambiti.

«Il sonno si cura per il sonno, e i sintomi dell'ADHD si seguono per conto loro.»

Quello che mostrano i due studi sull'intervento per il sonno, qui sopra.

Il sonno migliora con un intervento, i sintomi un po' nel primo studio e per nulla nel secondo. I risultati vengono in gran parte dai genitori, che sanno quale intervento ha ricevuto la famiglia: è un limite di entrambe le prove. Per questo l'intervento sul sonno si propone per il sonno, e i sintomi vanno seguiti per conto loro.

Le regole della sera, una per una

Le regole della sera si leggono dappertutto. Alcune hanno una prova, altre sono abitudini che si ripetono. La routine fissa è la regola con più sostegno: gli esperti raccomandano abitudini di sonno sane come base, e gli stessi autori chiedono studi randomizzati che ne provino l'efficacia nell'ADHD. Stessa ora di letto, stessa sequenza di gesti.

Lo sport la sera

Una meta-analisi di 23 studi su adulti sani non trova che lo sport serale peggiori il sonno. Resta un dubbio per lo sforzo molto intenso finito entro un'ora dal letto, che potrebbe allungare l'addormentamento e accorciare il sonno. Per i bambini con ADHD non ci sono studi.

Il rumore bianco si trova spesso nei consigli. Una rassegna del 2024 non trova prove di beneficio e riporta che le macchine possono superare i 91 decibel al volume massimo, per cui raccomanda di limitare intensità e durata. Se lo usi, tieni il volume basso e la fonte lontana dal letto. Per gli schermi della sera, nei bambini in generale, c'è la pagina sui disturbi del sonno già indicata sopra.

Quando chiedere una valutazione del sonno

Se il problema dura, il passo è parlarne con il pediatra o con il neuropsichiatra. Quanti bambini inviati in visita per un sospetto di ADHD abbiano in realtà un disturbo del sonno, gli studi non lo misurano. Porta un diario di due settimane, perché le impressioni della sera tardi si confondono. Segna l'ora in cui lo metti a letto, l'ora in cui si addormenta, i risvegli, l'ora del mattino e, se prende un farmaco, a che ora.

Le linee guida americane suggeriscono l'actigrafo nella valutazione dell'insonnia pediatrica (raccomandazione condizionale). Raccomandano di non usarlo al posto dell'elettromiografia per diagnosticare il disturbo dei movimenti periodici. La polisonnografia è indicata quando il quadro clinico fa pensare all'apnea ostruttiva. Il pediatra o il neuropsichiatra possono chiederli.

La prima visita è spiegata nella pagina sulla prima visita neuropsichiatrica: ti serve per sapere che cosa portare e che cosa chiedere.

Che cosa puoi fare tu, adesso

Stasera inizia il diario: ora di letto, ora in cui si addormenta, risvegli, ora del mattino. Tienilo per due settimane e portalo alla prossima visita. Tieni la stessa ora di letto tutte le sere, sabato compreso, e la stessa sequenza di gesti prima di spegnere la luce.

Se russa forte, se fa pause nel respiro o se le gambe non stanno ferme, dillo al pediatra o al neuropsichiatra. Se prende un farmaco stimolante e il sonno è cambiato, scrivi la data in cui è cambiato e portala a chi lo prescrive. Non cambiare da solo l'orario del farmaco: se pensi che disturbi il sonno, decidetelo insieme a chi lo prescrive. Se ti propongono la melatonina, chiedi che cosa ti puoi aspettare: anticipa l'addormentamento, e il resto del giorno lo lascia com'è. Se usi un suono di sottofondo, tienilo basso e lontano dal letto.

Le pagine vicine:

Fonti

Quello che c'è scritto qui sopra poggia sui lavori elencati sotto. I link portano agli articoli originali; per ciascuno è indicato se il testo completo è liberamente accessibile.

Letteratura scientifica

Norme e documenti

  • AIFA, liste dei farmaci di fascia A e H, CSV aggiornato al 31 maggio 2026. Il metilfenidato è in fascia A. La melatonina non compare nelle liste A e H: è un medicinale di fascia C.
Dott. Giovanni Vitale — Neuropsichiatra Infantile

L'autore

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile specializzato in ADHD, disturbi dello spettro autistico, DSA e disturbi del comportamento in bambini e adolescenti. Fondatore di BrainGas (Difficoltà in Abilità). Valutazioni diagnostiche, percorsi di trattamento personalizzati e supporto diretto alle famiglie in Campania e Lazio.

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Avviso importante

Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce una consulenza medica professionale, una diagnosi clinica o una prescrizione terapeutica. Per qualsiasi preoccupazione relativa alla salute di tuo figlio, rivolgiti a un medico specialista qualificato.

Domande frequenti

Quanti bambini con ADHD dormono male?
Nello studio australiano più citato, su 239 famiglie, circa tre genitori su quattro riferiscono un problema di sonno, e quasi la metà lo giudica moderato o grave. Il dato viene da un questionario compilato dai genitori in un campione clinico. Con l'actigrafo e con la polisonnografia le differenze dai coetanei risultano più piccole.
Il sonno cattivo è colpa del farmaco?
In parte, in media. Negli studi randomizzati i farmaci stimolanti allungano l'addormentamento e accorciano il sonno totale, e l'effetto è meno evidente in chi li prende da più tempo. I problemi di sonno ci sono anche nei bambini mai trattati. Se il sonno cambia dopo l'inizio della terapia, scrivi le date e parlane con chi l'ha prescritta.
Migliorare il sonno migliora anche l'ADHD?
Il sonno migliora, i sintomi poco o niente. In uno studio australiano su 244 bambini un programma di due colloqui e una telefonata ha ridotto i problemi di sonno moderati o gravi (56% contro 30% a tre mesi) e, di poco, i sintomi di ADHD. Portato da 61 pediatri a 361 bambini, ha migliorato il sonno e nessun altro ambito.
La melatonina aiuta i bambini con ADHD?
Nei bambini con ADHD che faticano ad addormentarsi anticipa il sonno e allunga il tempo dormito. In uno studio olandese di quattro settimane su 105 bambini non ha cambiato comportamento, prestazioni cognitive e qualità di vita. In Italia come medicinale è in fascia C: dose e durata le decide il medico.
Il russare può somigliare all'ADHD?
Una meta-analisi di 18 studi trova una relazione di grandezza media fra i disturbi del respiro nel sonno e i sintomi di ADHD. Se tuo figlio russa forte o fa pause nel respiro, dillo al pediatra o al neuropsichiatra.
Lo sport la sera tiene sveglio?
Negli adulti sani una meta-analisi di 23 studi non trova che lo sport serale peggiori il sonno; resta un dubbio per lo sforzo molto intenso finito entro un'ora dal letto. Nei bambini con ADHD non ci sono studi.
Quando serve uno studio del sonno?
Le linee guida americane suggeriscono l'actigrafo, un sensore da polso, nella valutazione dell'insonnia pediatrica, e indicano la polisonnografia quando il quadro clinico fa pensare all'apnea ostruttiva. Il pediatra o il neuropsichiatra possono chiederli.

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