Disturbi sensoriali: il bambino che non sopporta certi suoni o tessuti
Non sopporta le etichette dei vestiti, si copre le orecchie davanti al fon, si divincola da un abbraccio. Quanti bambini sono, con quali condizioni si accompagna e che cosa dicono le prove su terapie, giubbotti e cuffie.
Neuropsichiatra Infantile

Le calze con la cucitura, mai. L'etichetta del maglione la tagli tu, prima che lui cominci a piangere. Il fon, l'asciugamani elettrico del bagno della scuola, il frullatore: le mani corrono alle orecchie. Un abbraccio di troppo e si divincola. «Fa i capricci», dice qualcuno. «Lo hai viziato», dice qualcun altro. E tu ti chiedi se esagera lui oppure se sei tu a non capire.
Le difficoltà sensoriali sono reazioni molto forti, o molto deboli, a suoni, tessuti, luci, sapori, odori e contatto. Capitano a molti bambini, a volte da sole, a volte insieme ad autismo, ADHD o ansia. Qui trovi quanti sono, che cosa si sa su valutazione e terapie, quali rimedi di uso comune hanno prove e quali no, e che cosa puoi cambiare intorno a tuo figlio.
Che cosa si intende per difficoltà sensoriali
Chi studia queste differenze le descrive in tre modi. C'è chi reagisce troppo: il rumore improvviso è insopportabile, il tessuto punge, l'odore della mensa fa rifiutare la stanza. C'è chi reagisce poco: sembra non sentire quando lo chiami, non si accorge di avere le mani sporche. E c'è chi cerca sensazioni: tocca tutto, gira su se stesso, vuole il volume alto. Lo stesso bambino può mostrare più di un modo, in giorni e in luoghi diversi.
Un aggiornamento del 2019 di una meta-analisi, su 55 studi e 4.606 persone autistiche, trova per tutte e tre le reazioni una differenza grande rispetto ai coetanei senza autismo, con risultati molto diversi da uno studio all'altro (Ben-Sasson 2019). Confrontate con bambini che hanno altre condizioni, solo la reazione eccessiva resta una differenza significativa. Per questo gran parte di ciò che segue riguarda quella.
Disturbo di elaborazione sensoriale, un nome discusso
Si trova scritto disturbo di elaborazione sensoriale, a volte con la sigla inglese SPD. Come diagnosi a sé, però, il nome non è condiviso. L'American Academy of Pediatrics, nella dichiarazione del 2012, scrive che in generale non andrebbe usato come diagnosi, e giudica limitate le prove sulle terapie costruite su quel nome (Zimmer 2012). Il manuale diagnostico americano, il DSM-5, mette invece le reazioni insolite agli stimoli sensoriali fra i segni possibili dell'autismo (Chang 2014).
Le differenze che vedi in tuo figlio esistono e pesano sulla giornata. In questa pagina si chiamano difficoltà o differenze sensoriali, e la parola «disturbo» resta alle diagnosi con criteri condivisi. Un bambino può soffrire per i rumori anche quando nessuna cartella porta quel nome, e la sua sofferenza resta la stessa.
Quanti bambini hanno difficoltà sensoriali
La risposta è larga: da uno su venti a uno su cinque, secondo i questionari compilati dai genitori. In uno studio americano del 2004, su 1.796 bambini iscritti all'asilo sono arrivati 703 questionari e la stima prudente è del 5,3% (Ahn 2004). In Finlandia, su 4.424 bambini di otto anni, la sovra-reattività sensoriale riguardava il 6,4% (Jussila 2025). Fra 925 bambini di 7-11 anni il 16% aveva almeno quattro sensazioni tattili o sonore fastidiose (Ben-Sasson 2009). In un gruppo di 338 bambini di 7-10 anni il 21,2% aveva una sovra-reattività elevata, in uno studio che non serviva a fare diagnosi (Carter 2011).
Il dato · Bambini con difficoltà sensoriali, secondo i genitori
- Asilo, Stati Uniti, 1.796 iscritti (Ahn 2004)
- 5,3%
- Otto anni, Finlandia, 4.424 bambini (Jussila 2025)
- 6,4%
- 7-11 anni, 925 bambini, almeno quattro sensazioni fastidiose (Ben-Sasson 2009)
- 16%
- 7-10 anni, 338 bambini, sovra-reattività elevata (Carter 2011)
- 21,2%
Nessuno di questi dati viene dall'Italia. Sono risposte di genitori a un questionario, e ogni riga descrive un gruppo diverso: fare la media non avrebbe senso.
Quando una differenza diventa un problema
Quasi tutti i bambini hanno qualche preferenza sensoriale: il tessuto che non piace, il suono che dà fastidio. Uno studio con il Sensory Profile 2, un questionario per i genitori, ha confrontato bambini della popolazione generale, con autismo e con ADHD. Tutti i gruppi avevano certi modelli sensoriali, e gli autori ne concludono che la sola differenza non permette di prevedere comportamenti problematici (Dean 2022).
Conta quanto la differenza interferisce con la giornata: il bagno della scuola che evita, i vestiti che rifiuta ogni mattina, i pranzi che finiscono in lacrime, le uscite in famiglia che si accorciano. Nel gruppo di 338 bambini di Carter la sovra-reattività esisteva anche senza altre condizioni e pesava sulla vita della famiglia. Il 24,3% dei bambini con sovra-reattività elevata aveva anche una diagnosi del DSM-IV, e il 25,4% di quelli con una diagnosi aveva una sovra-reattività elevata (Carter 2011).
Tre cose da guardare
Per capire se la reazione pesa, guarda se si ripete negli stessi posti e con gli stessi stimoli, se dura molto oltre il momento del rumore o del tessuto, e se gli impedisce di fare qualcosa che altrimenti farebbe volentieri: andare in bagno a scuola, sedersi a tavola, entrare in una stanza piena di gente. Una reazione che passa in un minuto e non cambia la giornata rientra nelle preferenze di tutti. Una che si porta dietro mezz'ora di pianto e un pranzo saltato merita di essere raccontata a un medico.
Con gli anni la sovra-reattività può restare. In una coorte americana di 521 bambini, quella osservata da piccoli era ancora presente fino a circa otto anni (Ben-Sasson 2010). Quanti bambini la perdono crescendo non è stato misurato in modo da dirlo.
Con l'autismo
In un grande registro americano di sorveglianza, su 25.627 bambini autistici di 4 e 8 anni, al 74% (intervallo 73,5-74,5%) erano annotate caratteristiche sensoriali nella cartella, con una quota più bassa nelle bambine e nei gruppi minoritari (Kirby 2022). Il numero conta ciò che i clinici hanno scritto: circa tre bambini autistici su quattro, secondo le loro cartelle.
Le difficoltà sensoriali da sole non bastano a pensare all'autismo. Si guarda anche come il bambino comunica e come gioca con gli altri, e i segnali li trovi nella pagina sui segnali precoci dell'autismo. Se il tuo bambino ha già una diagnosi e a scuola i rumori e le luci pesano, c'è la pagina su autismo e scuola.
Con l'ADHD, con l'ansia e da sole
Una meta-analisi del 2025, su 30 studi e 5.374 partecipanti, ha trovato atipie sensoriali più severe nei bambini con ADHD che nei controlli. Gli studi erano molto diversi fra loro e solo 9 su 30 avevano un basso rischio di bias (Jurek 2025).
Con l'ansia il legame esiste e la direzione resta aperta. Una revisione ha trovato associazioni con l'ansia e con il disturbo ossessivo-compulsivo, e ne ha indicato i limiti (Houghton 2020). In una coorte inglese di 6.621 ragazzi, l'iperacusia a undici anni era seguita da più ansia a tredici e a sedici anni (Tseliou 2025). Un solo studio non basta a dire quale delle due venga prima.
Nello studio finlandese, qualsiasi difficoltà dello sviluppo era 4,7 volte più probabile nei bambini con sovra-reattività (Jussila 2025): si incontra in condizioni diverse. Su 15.728 ragazzi di 6-17 anni, in cinque raccolte di dati, il legame stabile e ripetibile è rimasto solo con i tratti autistici e con l'ansia (Luo 2026).
Capriccio o troppo rumore
Una crisi che parte sempre nello stesso posto, il bagno rumoroso, la mensa, il momento di vestirsi, merita uno sguardo anche da qui. Come si riconosce una crisi e che cosa fare mentre accade lo trovi nella pagina su capricci e crisi.
Il corpo che si muove: propriocezione e senso vestibolare
Nei racconti dei genitori compaiono anche altri sensi. La propriocezione è il senso interno della posizione del corpo: dove sono braccia e gambe anche senza guardarle. Il senso vestibolare si cita spesso, e chi ne scrive non lo definisce sempre allo stesso modo, per questo qui non ci sono numeri su di lui.
Un bambino che inciampa, urta i mobili e fatica con i gesti nuovi può avere una difficoltà di coordinazione, di cui parla la pagina sulla disprassia. Se il problema è il cibo, per consistenza o odore, c'è la pagina sulla selettività alimentare. Se sente bene e si confonde nel rumore, guarda il disturbo di elaborazione uditiva.
Come si valuta
Lo strumento più usato è un questionario per i genitori, il Sensory Profile 2. Descrive come tuo figlio reagisce agli stimoli e produce un punteggio, senza fare diagnosi. Una revisione del 2023 ha giudicato debole la validità della sua struttura (Licciardi 2023). Il punteggio ti serve come descrizione da portare a chi segue il bambino.
Chi valuta in Italia
In Italia il percorso parte dal pediatra e dal neuropsichiatra infantile con la sua équipe: come funziona la prima visita lo trovi nella pagina sulla prima visita neuropsichiatrica, e se l'attesa è lunga c'è quella sulla lista d'attesa. Il terapista occupazionale ha il suo profilo nel Decreto del Ministro della Sanità del 17 gennaio 1997, n. 136. Il terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva ha il suo nel decreto n. 56 della stessa data, che lo colloca in collaborazione con l'équipe di neuropsichiatria infantile.
Nessuno dei due decreti nomina l'integrazione sensoriale, e non esiste un titolo regolato di «specializzato in integrazione sensoriale». Se un centro lo scrive sulla targa, chiedi quale professione sanitaria esercita chi tratta tuo figlio e quale formazione ha.
Che cosa raccontare a chi valuta
Prima della visita scrivi tre cose: in quali situazioni compare la reazione, da quando c'è, che cosa la calma. Aggiungi gli esempi che ti vengono in mente, il bagno della scuola, il fon, la maglia nuova, e i luoghi dove invece sta bene.
La terapia di integrazione sensoriale: che cosa dicono le prove
Per queste difficoltà si propone spesso la terapia di integrazione sensoriale. Le prove si leggono con due domande: che cosa è stato misurato, e in quali bambini.
Gli obiettivi scelti con la famiglia
In un trial randomizzato su bambini autistici di 4-8 anni, 17 trattati contro 15 del gruppo di confronto, gli obiettivi personali fissati con la famiglia sono migliorati di più nel gruppo trattato (p = 0,003, d = 1,2; Schaaf 2014). Una revisione del 2025 su 9 trial e 344 bambini da 0 a 12 anni vede prove forti sugli obiettivi individuali, e dichiara che i dubbi sul rischio di bias restano (Acuna 2025).
Una meta-analisi del 2026 su 23 trial dà per gli obiettivi individuali un effetto di 1,71 (intervallo 0,80-2,62), per la motricità 0,46 (0,03-0,89) e per il funzionamento quotidiano 0,62 (0,16-1,08). Per l'equilibrio e per l'elaborazione sensoriale in sé l'effetto non è significativo (Park 2026).
- Obiettivi scelti con la famiglia
- Migliorano nei bambini autistici trattati, in più studi randomizzati. I dubbi sul rischio di bias restano.
- Comportamenti difficili
- Prove moderate di nessun beneficio (Acuna 2025). Nessun miglioramento clinico dell'irritabilità in 138 bambini autistici (Randell 2022).
- Fuori dall'autismo
- Prove limitate e non conclusive (Zimmer 2012). Si propone un periodo di prova con un obiettivo misurabile.
Quanto durano i miglioramenti
Una revisione di 24 studi, 20 dei quali randomizzati, ha trovato solo 3 studi a basso rischio di bias. I miglioramenti erano modesti e duravano meno di sei mesi, con una durata nel tempo incerta (Weitlauf 2017). Nell'analisi Project AIM sugli interventi precoci per l'autismo, sensoriali compresi, nei trial in cui la misura dell'esito era al riparo dal bias di rilevazione nessun tipo di intervento mostrava effetti (Sandbank 2020).
La revisione americana del 2021 sulle pratiche con prove per l'autismo mette l'integrazione sensoriale classica di Ayres fra quelle con prove, e lascia fuori gli altri interventi detti sensoriali (Hume 2021).
I bambini senza autismo
Fuori dall'autismo le prove mancano. L'American Academy of Pediatrics le giudica limitate e non conclusive, propone un periodo di prova e suggerisce di insegnare alle famiglie a valutare se la terapia funziona (Zimmer 2012). Una revisione di 30 studi e 856 partecipanti con disabilità diverse conclude che le prove sono insufficienti (Barton 2015).
Che cosa dicono le linee guida
La linea guida italiana dell'Istituto Superiore di Sanità sull'autismo, aggiornata a ottobre 2025, non ha un quesito sul sensoriale. La linea guida inglese NICE sull'autismo nei minori di 19 anni (CG170) non contiene alcuna raccomandazione sull'integrazione sensoriale.
Giubbotti pesanti e coperte
Una revisione di 7 studi su bambini autistici e con altre disabilità giudica inefficaci i giubbotti pesanti (Stephenson 2009).
La coperta pesante è stata provata sul sonno in un trial randomizzato incrociato su 73 bambini autistici di 5-16 anni. Non ha allungato il sonno ed è stata preferita dai bambini e dai genitori (Gringras 2014). La preferenza è un risultato vero, e le ore dormite sono rimaste le stesse. Se decidi di provarla, scegli prima che cosa misurare: ore di sonno, risvegli, serenità alla sera. Per il sonno in generale c'è la pagina sui disturbi del sonno.
Che cosa cambiare intorno a lui
Cambiare l'ambiente ha almeno una prova diretta. In un trial randomizzato incrociato su 162 bambini autistici di 6-12 anni, uno studio dentistico adattato nelle sue caratteristiche sensoriali ha ridotto il disagio, con un effetto grande (d fra -0,84 e -1,19; Stein Duker 2023). Le linee guida inglesi NICE consigliano di considerare l'ambiente fisico: luce, rumore, colore delle pareti (CG170, raccomandazione 1.1.9).
Le cuffie antirumore
Una meta-analisi di 67 studi stima che la ridotta tolleranza ai suoni, l'iperacusia attuale, riguardi il 41,42% delle persone autistiche (intervallo credibile 37,23-45,84%; Williams 2021). In 13 bambini autistici di 6-13 anni degli auricolari con cancellazione del rumore hanno migliorato l'attenzione uditiva e non la percezione del parlato, in uno studio piccolo e senza assegnazione casuale (Zanin 2024).
Da guardare
Tredici bambini autistici hanno ascoltato meglio con le cuffie. In 271 bambini di seconda elementare, gli strumenti sensoriali come le cuffie hanno peggiorato un test di attenzione.
Il secondo è un trial randomizzato olandese, con cuffie, cuscino instabile e un oggetto da tenere in mano, e una sola sessione per bambino (van der Wurff 2021). I due studi riguardano bambini diversi. Per il singolo bambino che soffre i rumori la cuffia resta una prova da fare e da osservare: se la indossa volentieri, se in classe segue meglio o peggio, per quanto tempo.
Etichette, tessuti, avvisi
Tagliare l'etichetta, scegliere tessuti morbidi, avvisare prima di un rumore forte, tenere la stessa routine: nessuno studio li ha misurati. Costano poco e puoi provarli tu, uno alla volta, guardando se le crisi diminuiscono.
Anche in casa puoi guardare l'ambiente con le sue orecchie: la tv accesa mentre cucini, l'aspirapolvere mentre fa i compiti, la luce forte del bagno. Spegni una fonte per volta e osserva se la serata cambia. Concorda con lui una parola o un gesto per dire che il rumore è troppo, e un angolo della casa dove andare a calmarsi. Anche questi accorgimenti non sono stati misurati, e a te servono per capire che cosa gli pesa davvero.
Che cosa si vede nel cervello
Alcuni studi di risonanza hanno trovato differenze nella sostanza bianca. In uno, 16 maschi di 8-11 anni con difficoltà sensoriali, confrontati con 24 bambini senza, mostravano una sostanza bianca posteriore diversa (Owen 2013). Sono campioni piccoli, di un solo gruppo, e per le immagini servono campioni molto più grandi (Luo 2026).
Che cosa puoi fare tu, adesso
Osserva per due settimane e scrivi dove succede, a che ora, con quale suono o tessuto e che cosa c'era subito prima. Un foglio con dieci righe ti serve più di una descrizione a memoria. Cambia subito ciò che costa poco: l'etichetta, la cucitura, il tessuto, l'avviso prima del fon, e annota che cosa migliora.
Quando la crisi è passata, dai un nome a quello che è successo con parole semplici: «il fon era troppo forte». Ti serve per ritrovare gli stessi segnali la volta dopo.
Quando parlarne con il pediatra
Parlane con il pediatra se le reazioni toccano i pasti, il sonno, il vestirsi, la scuola o le uscite di famiglia, o se compaiono anche difficoltà nel comunicare e nel giocare con gli altri. Porta il foglio delle osservazioni e di' che cosa hai già provato. Per capire quando e a chi mostrare un sospetto c'è la pagina sulla diagnosi precoce nei bambini.
A scuola
Racconta alle insegnanti che cosa scatena la crisi e che cosa la calma, e chiedi di cambiare una cosa alla volta: un posto lontano dalla porta e dal corridoio, un avviso prima della campanella, un'alternativa quando la mensa è troppo rumorosa. Se provate una cuffia, provatela per un periodo definito e fate osservare all'insegnante come segue in classe, perché l'effetto sull'attenzione può andare nell'una o nell'altra direzione.
Se ti propongono una terapia
Chiedi quali obiettivi precisi si cercano, scelti con te e scritti, e quando li rivaluterete insieme. È il metodo che suggerisce l'American Academy of Pediatrics: un periodo di prova, con la famiglia che impara a vedere se funziona (Zimmer 2012). Chiedi anche quale professione sanitaria ha chi tratta tuo figlio. Prima di comprare un giubbotto pesante, ricorda che nelle prove non ha dato risultati.
Fonti
Quello che c'è scritto qui sopra poggia sui lavori elencati sotto. I link portano agli articoli originali; per ciascuno è indicato se il testo completo è liberamente accessibile.
Le prove vengono quasi tutte da bambini autistici e da studi americani o nordeuropei, e nessuno studio italiano misura la frequenza. Gli studi sulla terapia sono piccoli e misurano spesso obiettivi scelti con la famiglia, senza valutatori all'oscuro del gruppo.
Letteratura scientifica
- Acuna C., Gallegos-Berrios S., Barfoot J., Meredith P., Hill J. (2025). Ayres Sensory Integration® With Children Ages 0 to 12: A Systematic Review of Randomized Controlled Trials. American Journal of Occupational Therapy, 79(3), 586-597. Nove trial randomizzati e 344 bambini: prove forti sugli obiettivi individuali, prove moderate di nessun beneficio sui comportamenti difficili. Testo completo a pagamento.
- Ahn R. R., Miller L. J., Milberger S., McIntosh D. N. (2004). Prevalence of Parents' Perceptions of Sensory Processing Disorders Among Kindergarten Children. American Journal of Occupational Therapy, 58(3), 287-293. 703 questionari su 1.796 bambini all'asilo, Stati Uniti: stima prudente del 5,3%. Testo completo a pagamento.
- Barton E. E., Reichow B., Schnitz A., Smith I. C., Sherlock D. (2015). A systematic review of sensory-based treatments for children with disabilities. Research in Developmental Disabilities, 37, 64-80. Revisione di 30 studi e 856 partecipanti: prove insufficienti per la maggior parte dei trattamenti sensoriali. Testo completo a pagamento.
- Ben-Sasson A., Carter A. S., Briggs-Gowan M. J. (2009). Sensory Over-Responsivity in Elementary School: Prevalence and Social-Emotional Correlates. Journal of Abnormal Child Psychology, 37(5), 705-716. 925 bambini di 7-11 anni: il 16% con almeno quattro sensazioni fastidiose. Accesso aperto.
- Ben-Sasson A., Carter A. S., Briggs-Gowan M. J. (2010). The Development of Sensory Over-responsivity From Infancy to Elementary School. Journal of Abnormal Child Psychology, 38(8), 1193-1202. Coorte americana di 521 bambini: la sovra-reattività osservata da piccoli persiste fino a circa otto anni. Testo completo a pagamento.
- Ben-Sasson A., Gal E., Fluss R., Katz-Zetler N., Cermak S. A. (2019). Update of a Meta-analysis of Sensory Symptoms in ASD: A New Decade of Research. Journal of Autism and Developmental Disorders, 49(12), 4974-4996. 55 studi e 4.606 persone autistiche: effetto grande ed eterogeneo per sovra-reattività, sotto-reattività e ricerca di sensazioni. Testo completo a pagamento.
- Carter A. S., Ben-Sasson A., Briggs-Gowan M. J. (2011). Sensory Over-Responsivity, Psychopathology, and Family Impairment in School-Aged Children. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 50(12), 1210-1219. Coorte di nascita, 338 bambini di 7-10 anni: sovra-reattività elevata nel 21,2%, spesso senza altre diagnosi, con peso sulla famiglia. Accesso aperto.
- Chang Y. S., Owen J. P., Desai S. S., Hill S. S., Arnett A. B., Harris J., et al. (2014). Autism and Sensory Processing Disorders: Shared White Matter Disruption in Sensory Pathways but Divergent Connectivity in Social-Emotional Pathways. PLoS ONE, 9(7), e103038. Confronto della sostanza bianca; ricorda che l'iper o ipo-reattività sensoriale è inclusa nei criteri diagnostici dell'autismo del DSM-5. Accesso aperto.
- Dean E. E., Little L., Tomchek S., Wallisch A., Dunn W. (2022). Prevalence Models to Support Participation: Sensory Patterns as a Feature of All Children's Humanity. Frontiers in Psychology, 13, 875972. Sensory Profile 2 in bambini della popolazione generale, con autismo e con ADHD: tutti i gruppi hanno certi modelli sensoriali. Accesso aperto.
- Gringras P., Green D., Wright B., Rush C., Sparrowhawk M., Pratt K., et al. (2014). Weighted Blankets and Sleep in Autistic Children: A Randomized Controlled Trial. Pediatrics, 134(2), 298-306. Trial incrociato su 73 bambini autistici di 5-16 anni: la coperta pesante non allunga il sonno, ed è preferita da bambini e genitori. Testo completo a pagamento.
- Houghton D. C., Stein D. J., Cortese B. M. (2020). Review: Exteroceptive Sensory Abnormalities in Childhood and Adolescent Anxiety and Obsessive-Compulsive Disorder: A Critical Review. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 59(1), 78-87. Revisione critica: associazione fra anomalie sensoriali, ansia e disturbo ossessivo-compulsivo, con limiti. Testo completo a pagamento.
- Hume K., Steinbrenner J. R., Odom S. L., Morin K. L., Nowell S. W., Tomaszewski B., et al. (2021). Evidence-Based Practices for Children, Youth, and Young Adults with Autism: Third Generation Review. Journal of Autism and Developmental Disorders, 51(11), 4013-4032. Revisione NCAEP: l'integrazione sensoriale di Ayres è fra le pratiche con prove. Accesso aperto.
- Jurek L., Duchier A., Gauld C., Hénault L., Giroudon C., Fourneret P., et al. (2025). Sensory Processing in Individuals With Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder Compared With Control Populations: A Systematic Review and Meta-Analysis. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, 64(10), 1132-1147. 30 studi e 5.374 partecipanti: atipie sensoriali più severe nell'ADHD, eterogeneità alta, 9 studi su 30 a basso rischio di bias. Accesso aperto.
- Jussila K., Korkiakoski A., Jussila A., Kuusikko-Gauffin S., Joskitt L., Mantymaa M., et al. (2025). Sensory over responsivity (SOR) as a transdiagnostic marker of neurodevelopmental risk. An epidemiological birth cohort study. Nordic Journal of Psychiatry, 79(8), 632-641. 4.424 bambini di 8 anni in Finlandia: sovra-reattività nel 6,4%, legata a tutte le difficoltà dello sviluppo. Testo completo a pagamento.
- Kirby A. V., Bilder D. A., Wiggins L. D., Hughes M. M., Davis J., Hall-Lande J. A., et al. (2022). Sensory features in autism: Findings from a large population-based surveillance system. Autism Research, 15(4), 751-760. 25.627 bambini autistici di 4 e 8 anni: caratteristiche sensoriali annotate nel 74%. Accesso aperto.
- Licciardi L., Brown T. (2023). An overview & critical review of the Sensory Profile - second edition. Scandinavian Journal of Occupational Therapy, 30(6), 758-770. Revisione COSMIN: validità strutturale debole. Testo completo a pagamento.
- Luo H., Kim A. W., Abbacchi A. M., Constantino J. N., Gurnett C. A., Luby J. L., et al. (2026). Specific, Replicable Behavioral and Neural Correlates of Sensory Over-Responsivity in Childhood. Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, in stampa. 15.728 ragazzi di 6-17 anni in cinque raccolte di dati: legame stabile solo con tratti autistici e ansia; per le immagini servono campioni grandi. Accesso aperto.
- Owen J. P., Marco E. J., Desai S., Fourie E., Harris J., Hill S. S., et al. (2013). Abnormal white matter microstructure in children with sensory processing disorders. NeuroImage: Clinical, 2, 844-853. 16 maschi di 8-11 anni contro 24 controlli: sostanza bianca posteriore diversa. Accesso aperto.
- Park S., Kim E. Y. (2026). Effects of sensory integration therapy in children: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Research in Developmental Disabilities, 172, 105269. 23 trial: effetto sugli obiettivi individuali, sulla motricità e sul funzionamento quotidiano; nessun effetto significativo su equilibrio ed elaborazione sensoriale. Accesso aperto.
- Randell E., Wright M., Milosevic S., Gillespie D., Brookes-Howell L., Busse-Morris M., et al. (2022). Sensory integration therapy for children with autism and sensory processing difficulties: the SenITA RCT. Health Technology Assessment, 26(29), 1-140. 138 bambini autistici: nessun beneficio clinico sull'irritabilità. Accesso aperto.
- Sandbank M., Bottema-Beutel K., Crowley S., Cassidy M., Dunham K., Feldman J. I., et al. (2020). Project AIM: Autism intervention meta-analysis for studies of young children. Psychological Bulletin, 146(1), 1-29. Sette tipi di intervento precoce, sensoriali compresi: nei trial senza rischio di bias di rilevazione nessun effetto. Accesso aperto.
- Schaaf R. C., Benevides T., Mailloux Z., Faller P., Hunt J., van Hooydonk E., et al. (2014). An Intervention for Sensory Difficulties in Children with Autism: A Randomized Trial. Journal of Autism and Developmental Disorders, pubblicato online. Trial randomizzato su bambini autistici di 4-8 anni: obiettivi individuali migliorati. Accesso aperto.
- Stein Duker L. I., Como D. H., Jolette C., Vigen C., Gong C. L., Williams M. E., et al. (2023). Sensory Adaptations to Improve Physiological and Behavioral Distress During Dental Visits in Autistic Children. JAMA Network Open, 6(6), e2316346. Trial incrociato su 162 bambini autistici di 6-12 anni: meno disagio con lo studio dentistico adattato. Accesso aperto.
- Stephenson J., Carter M. (2009). The Use of Weighted Vests with Children with Autism Spectrum Disorders and Other Disabilities. Journal of Autism and Developmental Disorders, 39(1), 105-114. Revisione di 7 studi: i giubbotti pesanti risultano inefficaci. Testo completo a pagamento.
- Tseliou F., Collishaw S., Price A., Sumner P. (2025). Sensory hyperacusis as a predictor of anxiety in adolescence. Journal of Child Psychology and Psychiatry, 67(5), 641-651. Coorte di 6.621 ragazzi: l'iperacusia a undici anni precede l'ansia a tredici e sedici anni. Accesso aperto.
- van der Wurff I., Meijs C., Hurks P., Resch C., de Groot R. (2021). The influence of sensory processing tools on attention and arithmetic performance in Dutch primary school children. Journal of Experimental Child Psychology, 209, 105143. Trial su 271 bambini di seconda elementare: cuffie e altri strumenti peggiorano un test di attenzione, in una sola sessione. Accesso aperto.
- Weitlauf A. S., Sathe N., McPheeters M. L., Warren Z. E. (2017). Interventions Targeting Sensory Challenges in Autism Spectrum Disorder: A Systematic Review. Pediatrics, 139(6), e20170347. 24 studi, 3 a basso rischio di bias: miglioramenti modesti e brevi. Testo completo a pagamento.
- Williams Z. J., Suzman E., Woynaroski T. G. (2021). Prevalence of Decreased Sound Tolerance (Hyperacusis) in Individuals With Autism Spectrum Disorder: A Meta-Analysis. Ear and Hearing, 42(5), 1137-1150. 67 studi: iperacusia attuale nel 41,42% (intervallo credibile 37,23-45,84%). Accesso aperto.
- Zanin J., Tomlin D., Rance G. (2024). Effectiveness of Noise Cancelling Earbuds in Reducing Hearing and Auditory Attention Deficits in Children with Autism. Journal of Clinical Medicine, 13(16), 4786. 13 bambini autistici di 6-13 anni, senza gruppo di controllo randomizzato: migliora l'attenzione uditiva, non la percezione del parlato. Accesso aperto.
- Zimmer M., Desch L., Rosen L. D., Bailey M. L., et al. (2012). Sensory Integration Therapies for Children With Developmental and Behavioral Disorders. Pediatrics, 129(6), 1186-1189. Dichiarazione dell'American Academy of Pediatrics: la diagnosi a sé in generale non va fatta, prove limitate, periodo di prova. Testo completo a pagamento.
Norme e documenti
- Decreto del Ministro della Sanità 17 gennaio 1997, n. 136, art. 1 (terapista occupazionale). Testo liberamente accessibile.
- Decreto del Ministro della Sanità 17 gennaio 1997, n. 56, art. 1 (terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva). Testo liberamente accessibile.
- Istituto Superiore di Sanità, Linea guida per la diagnosi e il trattamento di bambini e adolescenti con disturbo dello spettro autistico, aggiornamento di ottobre 2025. Testo liberamente accessibile.
- National Institute for Health and Care Excellence, Autism spectrum disorder in under 19s: support and management (CG170), 2013, aggiornata nel 2021. Testo liberamente accessibile.
L'autore
Neuropsichiatra Infantile specializzato in ADHD, disturbi dello spettro autistico, DSA e disturbi del comportamento in bambini e adolescenti. Fondatore di BrainGas (Difficoltà in Abilità). Valutazioni diagnostiche, percorsi di trattamento personalizzati e supporto diretto alle famiglie in Campania e Lazio.
Avviso importante
Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce una consulenza medica professionale, una diagnosi clinica o una prescrizione terapeutica. Per qualsiasi preoccupazione relativa alla salute di tuo figlio, rivolgiti a un medico specialista qualificato.
Domande frequenti
Il disturbo di elaborazione sensoriale è una diagnosi?
Quanti bambini hanno difficoltà sensoriali?
Le difficoltà sensoriali vogliono dire autismo?
La terapia di integrazione sensoriale funziona?
I giubbotti e le coperte pesanti servono?
Le cuffie antirumore aiutano?
Chi valuta e chi tratta le difficoltà sensoriali in Italia?
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