Dott. Giovanni Vitale
Neuropsichiatra infantile
Ordine dei Medici di Napoli n. NA036420
ADHD: Disturbo da deficit di attenzione e iperattività
L'ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività) è un disturbo del neurosviluppo. Disattenzione, iperattività e impulsività sono più intense che nei coetanei, durano nel tempo e creano difficoltà in più ambienti di vita, come la casa e la scuola.
Lo chiami per la terza volta e non risponde. Lo zaino è ancora aperto in corridoio, una scarpa è in bagno e la maestra ti ha scritto sul diario per la quarta volta questa settimana. A tavola si alza ogni due minuti. Dai nonni tocca tutto. Quando finalmente si ferma, ti guarda con la faccia stanca di chi ha corso tutto il giorno.
E tu ti chiedi se è carattere, se è una fase, se è colpa tua. Qualcuno ti ha detto «è solo vivace», qualcun altro «portalo da uno specialista». E tu non sai più cosa fare.
L'ADHD, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, è un disturbo del neurosviluppo. Le difficoltà si raccolgono in due gruppi, l'attenzione da una parte e il movimento con l'impulsività dall'altra, e il modo in cui si combinano può cambiare crescendo. Per parlarne servono difficoltà che durano da mesi e si vedono in almeno due ambienti, per esempio a casa e a scuola.
Nel mondo l'ADHD riguarda circa 5 bambini e ragazzi su cento. Le stime vanno da 2 a 8 su cento, a seconda di come si conta. In Italia non c'è un conteggio nazionale: gli studi fatti in alcune regioni stimano poco più di 1 bambino su 100 con una diagnosi confermata, e chi prende un farmaco per l'ADHD è molto meno di 1 su 100. Fra tutti i bambini i maschi con ADHD sono circa il doppio delle femmine. Fra chi ha già una diagnosi la distanza è molto più grande, perché nelle bambine l'ADHD viene riconosciuto meno e più tardi.
L'ADHD passa molto nelle famiglie: gli studi sui gemelli attribuiscono ai geni circa tre quarti delle differenze fra le persone. È una stima su grandi gruppi e dice poco su un bambino in particolare. Crescendo l'agitazione di solito cala, la disattenzione dura di più. Circa la metà dei ragazzi ha ancora sintomi che pesano da adulto, molti meno hanno ancora tutti i sintomi della diagnosi. Spesso si aggiunge altro: circa un ragazzo su tre ha anche un disturbo oppositivo, quasi uno su cinque un disturbo d'ansia.
Questa pagina dice che cos'è e da dove partire. Sotto, la mappa porta all'articolo che tratta ogni pezzo.
I due gruppi dell'ADHD
Attenzione
Disattenzione
Fa fatica a restare su un compito che non lo cattura, anche quando vorrebbe.
ADHD nei bambini: come riconoscerlo e cosa fare
Movimento e impulsività
Iperattività
Si muove e parla più dei coetanei, soprattutto quando la situazione chiede calma.
Bambino iperattivo: quando è ADHD e quando è solo vivacitàImpulsività
Agisce o risponde prima di aver pensato, e aspettare il turno gli costa molto.
Come si arriva alla diagnosi
- 1
Annota che cosa vedi, con esempi e date, a casa e a scuola, e chiedi agli insegnanti che cosa osservano loro.
Tu e la scuola
- 2
Chiedi la valutazione al servizio di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza della tua ASL (UONPIA) o a un centro privato.
UONPIA o centro privato
- 3
Se servisse un farmaco, la prescrizione parte da un centro di riferimento della Regione, con un piano terapeutico.
Centro regionale di riferimento
- 4
A 18 anni il percorso passa ai servizi per adulti.
Servizi per adulti
Quando chiedere una valutazione
- Chiedi una valutazione quando le difficoltà di attenzione o di agitazione durano da mesi, si vedono sia a casa sia a scuola e gli tolgono qualcosa: amici, apprendimento, serenità.
- I primi segnali di agitazione si possono vedere dai 3 anni. Sotto i 5 anni la valutazione è più cauta, e il primo aiuto è un programma per i genitori.
- Un bambino nato negli ultimi mesi dell'anno è fra i più piccoli della classe: prima di parlare di ADHD si confronta il suo comportamento con quello dei coetanei della sua età vera.
Tutto quello che c'è su ADHD, in una mappa
Riconoscerlo
Mio figlio è vivace o c'è dell'altro?
Le età della diagnosi
Che cosa cambia se la diagnosi arriva tardi, in adolescenza o da adulti?
A casa e a scuola
Che cosa posso fare ogni giorno e come lo spiego a lui?
Le cure
Quali farmaci esistono in Italia e che cosa dicono gli studi?
Quello che va insieme
Ansia e sonno c'entrano con l'ADHD?
Vita di ogni giorno
Alimentazione e sport servono?
Che cosa puoi fare tu, adesso
- Scrivi quello che vedi, con esempi e date, e portalo alla visita.
- Chiedi alla scuola come lo vede in classe: la difficoltà che si osserva in un solo ambiente va capita prima di tutto lì.
- Sotto i 5 anni cerca un programma per i genitori. Rende più serena la vita in casa e migliora il rapporto con il bambino; sui sintomi misurati da chi non conosce il trattamento l'effetto è più incerto.
- A scuola chiedi regole chiare, rinforzi immediati e un insegnante che conosce il problema. Gli studi trovano un beneficio sul comportamento in classe.
- In Italia il farmaco per l'ADHD rimborsato dal Servizio sanitario è il metilfenidato. Riduce i sintomi già nelle prime settimane, mentre su che cosa succede dopo anni di cura gli studi sono pochi. La scelta e la dose restano allo specialista.
- Scegli nella mappa l'articolo che risponde alla tua domanda di oggi.
Domande frequenti
L'ADHD è una malattia?
È un disturbo del neurosviluppo. Attenzione, movimento e impulsività sono più intensi che nei coetanei, durano nel tempo e creano difficoltà in più ambienti di vita, come la casa e la scuola.
Quanti bambini ce l'hanno?
Nel mondo circa 5 su cento, con stime che vanno da 2 a 8 su cento a seconda di come si conta. In Italia manca un conteggio nazionale: gli studi regionali stimano poco più di 1 bambino su 100 con una diagnosi confermata.
L'ADHD è ereditario?
Passa molto nelle famiglie: gli studi sui gemelli attribuiscono ai geni circa tre quarti delle differenze fra le persone. È una stima su grandi gruppi e non dice che cosa succederà a un bambino in particolare.
Si può riconoscere prima dei 5 anni?
I primi segnali di agitazione si vedono già dai 3 anni, ma sotto i 5 anni la valutazione è più cauta. Il primo aiuto è un programma per i genitori.
Fonti
- Gomez e altri, 2023, World Journal of Psychiatry — Due gruppi di sintomi nel DSM-5-TR e nell'ICD-11.
- NICE, linea guida NG87 sull'ADHD — Almeno due ambienti; programma per i genitori sotto i 5 anni.
- Kofler e altri, 2016, Clinical Psychology Review — Meta-analisi di 63 studi: l'iperattività non è presente in ogni contesto.
- Ayano e altri, 2023, Journal of Affective Disorders — Prevalenza nel mondo e rapporto maschi e femmine.
- Popit e altri, 2024, European Psychiatry — Prevalenza per metodo di misura: circa 5 su cento con colloquio clinico.
- Sayal e altri, 2018, Lancet Psychiatry — Rassegna: dal 2 al 7 per cento, in media circa 5.
- Reale e altri, 2018, Italian Journal of Pediatrics — Revisione di 15 studi italiani in 9 regioni su 20.
- Halperin e altri, 2019, Journal of Child Psychology and Psychiatry — Iperattività e impulsività fino a 3 anni.
- SIMBA, 2023, Lancet Psychiatry — I più piccoli della classe ricevono più diagnosi.
- Sibley e altri, 2016, Lancet Psychiatry — Persistenza da adulti, usata come stima: circa la metà.
- Faraone e Larsson, 2019, Molecular Psychiatry — Ereditabilità circa tre quarti, stima di popolazione.
- Njardvik e altri, 2025, Clinical Psychology Review — Meta-analisi di 121 studi sulle condizioni associate.
- Rimestad e altri, 2019, Journal of Attention Disorders — Programma per i genitori sotto i 6 anni.
- Daley e altri, 2014, JAACAP — Con valutazione in cieco non restano i sintomi di ADHD.
- Gaastra e altri, 2016, PLoS One — Interventi in classe.
- Cortese e altri, 2018, Lancet Psychiatry — Metilfenidato nei bambini, effetto a breve termine.
- AIFA, elenchi di fascia A e H per principio attivo (31/05/2026) — Il metilfenidato è in fascia A.
- DPCM 12 gennaio 2017, Livelli essenziali di assistenza — Valutazione e presa in carico nei servizi del Servizio sanitario.
