Comportamento

Problemi di comportamento a scuola: cause nascoste e soluzioni

Dietro un comportamento difficile a scuola può esserci una difficoltà che nessuno ha ancora visto: linguaggio, lettura, attenzione, ansia. Che cosa dice la ricerca sulle punizioni, che cosa funziona in classe e come muoverti con la scuola.

Dott. Giovanni Vitale

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile

Aprile 2026⏱ 15 min di letturaUltima revisione: Ottobre 2026
Problemi di comportamento a scuola: cause nascoste e soluzioni. Sei porte socchiuse in fila, ognuna con una luce viola piena nello spiraglio e il suo nome sotto: linguaggio, lettura, attenzione, ansia, autismo, un periodo difficile. Sono le cose che possono esserci dietro lo stesso comportamento in classe, e gli studi le trovano. A destra, separata da una riga, una porta chiusa disegnata a tratteggio, senza luce: «sempre una causa dietro», con la scritta nessuno studio.
Fonti: Ann Dyslexia, 2024; Pediatrics, 2018 · Child Dev, 2021; Child Care Health Dev, 2015.

È la terza nota del mese. Il messaggio della coordinatrice è arrivato alle otto di sera, con la richiesta di un colloquio, e tu l'hai letto in piedi, in cucina, mentre tuo figlio fingeva di dormire. A casa è tranquillo, qualche volta stanco, qualche volta ride. A scuola parlano di un altro bambino: si alza, interrompe, risponde male, strappa il foglio. Ti chiedi se esagerano loro o se hai guardato male tu. E non sai se difenderlo o dargli torto.

I problemi di comportamento a scuola comprendono note, scatti di rabbia, rifiuto di lavorare, scontri con i compagni e con gli insegnanti. Dietro lo stesso comportamento possono esserci cose molto diverse: una difficoltà di linguaggio o di lettura, un'attenzione che si perde, un'ansia, un periodo duro. Sulla frequenza in Italia non c'è una stima su cui appoggiarsi. La ricerca ha misurato ciò che può esserci dietro, l'effetto delle punizioni e ciò che funziona in classe; poi c'è la norma.

Perché a scuola e non a casa

Il comportamento di un bambino cambia con il posto, con le richieste e con le persone che ha intorno. A scuola ci sono una classe intera, orari fissi, regole che non ha scelto e ore da passare seduto. A casa c'è un adulto, o due, e un ritmo diverso. Per questo genitori e insegnanti descrivono spesso due bambini diversi, e può darsi che entrambi dicano il vero.

Che cosa mostra una grande coorte inglese

Una grande coorte inglese ha seguito 10.476 bambini e ha raccolto le valutazioni di genitori e insegnanti a 8-10 anni sui sintomi di attenzione e iperattività. Ne sono usciti gruppi con profili diversi. Circa il 16% dei bambini mostrava disattenzione a livello clinico secondo gli insegnanti. Altri due gruppi, circa il 9% con sintomi soprattutto a scuola e circa il 18% soprattutto a casa, restavano sotto la soglia clinica. Un gruppo più piccolo aveva sintomi forti e una vita quotidiana compromessa in entrambi i posti.

Da questi dati esce una cosa sola: «solo a scuola» può essere un problema vero, perché una parte dei bambini con difficoltà di attenzione le mostra in classe. Lo studio misura i sintomi di ADHD, e per il comportamento in generale non ti dà una cifra.

«A casa è tranquillo.»

Può essere vero. Una parte dei bambini mostra a scuola, agli occhi degli insegnanti, difficoltà di attenzione a livello clinico.

Che cosa può esserci dietro

Dietro un comportamento che dà fastidio in classe «può esserci» è tutto ciò che la ricerca permette di scrivere. Nessuno studio mostra che dietro ci sia sempre una causa nascosta. Gli studi dicono quali difficoltà vanno più spesso insieme a quel comportamento, e sono associazioni fra gruppi di bambini: per tuo figlio indicano dove guardare.

Il linguaggio e la lettura

Due meta-analisi hanno messo insieme gli studi sui bambini con difficoltà di linguaggio. Una, su 47 articoli e 63.153 partecipanti, trova più problemi di comportamento in questi bambini (g = 0,43), con una differenza più marcata nei più grandi. L'altra, su 139 campioni, trova un legame piccolo ma significativo con i problemi di comportamento rivolti all'esterno (g = 0,22). Le due misure sono diverse e vanno nella stessa direzione: i bambini che parlano e capiscono con più fatica hanno più spesso anche problemi di comportamento.

Lo stesso vale per la lettura. Una meta-analisi su 33 studi e 88 misure di effetto, con bambini di 5-12 anni, ha trovato che chi legge peggio mostra più spesso comportamento dirompente o aggressivo, con un legame piccolo (r = -0,17). Gli studi non stabiliscono quale delle due difficoltà venga prima. Se il comportamento peggiora in certe ore, durante la lettura ad alta voce o una spiegazione parlata, annotale per l'insegnante. Per la certificazione di un DSA c'è una pagina a parte.

L'attenzione, l'opposizione e l'ansia

Il comportamento che la scuola segnala più spesso, alzarsi, interrompere, perdere il filo, è anche quello che si vede nell'ADHD. Nei bambini con ADHD capita anche un comportamento oppositivo e di sfida: la pagina sul disturbo oppositivo riporta quanto spesso. L'ansia può esserci accanto al comportamento oppositivo, e che ne sia la causa nascosta gli studi non lo mostrano.

L'autismo e un periodo difficile

In un campione inglese rappresentativo di 460 ragazzi autistici di 14 anni, circa uno su quattro era stato escluso da scuola, temporaneamente o per sempre, almeno una volta; il dato è riferito dai genitori. Il sistema scolastico è quello inglese, e il quadro italiano ha la sua pagina: autismo e scuola.

Una revisione di 30 studi sui bambini in età scolare che vivono trascuratezza o maltrattamento emotivo ha trovato che a scuola questa condizione può presentarsi come comportamento dirompente o come disattenzione. Lo studio riguarda situazioni gravi e parla ai professionisti: li invita a chiedersi che cosa c'è dietro un comportamento che disturba, prima di classificarlo.

Linguaggio
Più problemi di comportamento nei bambini con difficoltà di linguaggio (g da 0,22 a 0,43, secondo la meta-analisi).
Lettura
Legame piccolo con il comportamento dirompente (r = -0,17).
Attenzione
Una parte dei bambini la mostra a livello clinico solo agli occhi degli insegnanti.
Ansia
Può esserci accanto al comportamento oppositivo.
Autismo
Circa un ragazzo autistico di 14 anni su quattro, in Inghilterra, escluso da scuola almeno una volta.
Un periodo duro
Trascuratezza e maltrattamento emotivo possono vedersi in classe come agitazione o disattenzione.

Note, convocazioni, sospensioni: che cosa è stato misurato

Che cosa dicono gli studi americani

Gli studi sull'allontanamento da scuola vengono quasi tutti dagli Stati Uniti, dove la sospensione porta il ragazzo fuori da scuola, a casa. In Italia, dal 10 ottobre 2025, la sospensione alla secondaria è cambiata, come vedrai nella sezione sulla norma. Gli studi americani sono le misure disponibili, e non si trasferiscono al tuo caso senza cautela.

Una meta-analisi di 40 studi e 274 misure di effetto ha trovato che la disciplina che esclude dalla scuola va insieme a più comportamenti delinquenziali in seguito. È un'associazione, e i ragazzi sospesi possono avere già prima comportamenti più gravi. Un documento dell'Accademia americana di pediatria del 2024 scrive che ci sono poche prove che questi provvedimenti rendano le scuole più sicure o scoraggino i comportamenti futuri.

Lo studio su 11.831 adolescenti

Uno studio su 11.831 adolescenti americani, seguiti nel tempo, ha trovato che i provvedimenti segnalati nelle rilevazioni successive si associavano a più sintomi di comportamento, riferiti sia dai ragazzi sia dai genitori. All'inizio dello studio le associazioni erano limitate e incoerenti. La certezza di queste conclusioni è bassa, e la direzione resta aperta.

Che cosa nessuno ha misurato

Su tre pratiche che conosci bene, la nota, la convocazione dei genitori e la minaccia di bocciatura, non c'è uno studio da citare. Se funzionino, o a quali condizioni, non si sa. Lo stesso vale per la nuova sospensione italiana, con le sue attività a scuola: troppo recente per essere stata misurata.

Che cosa dice la norma sulle sanzioni

Lo Statuto delle studentesse e degli studenti (DPR 249/1998) è quello della scuola secondaria. Dice che nessuno può essere sottoposto a una sanzione senza essere stato prima invitato a esporre le proprie ragioni: tuo figlio ha il diritto di essere ascoltato prima. Le sanzioni devono tenere conto della situazione personale dello studente, della gravità del comportamento e delle conseguenze che ne derivano.

L'allontanamento dalla scuola può essere disposto soltanto per infrazioni gravi o ripetute, e per non più di quindici giorni. Dal 10 ottobre 2025, con il DPR 134/2025, fino a due giorni sono previste attività di approfondimento svolte a scuola; da tre a quindici giorni, attività di cittadinanza attiva e solidale. La riforma attua la legge 150/2024.

Le sanzioni e i voti delle materie

Una nota o una sospensione non possono incidere sui voti delle singole materie: lo Statuto scrive che nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione degli apprendimenti delle singole discipline. L'infrazione influisce sul voto di comportamento, e lì si ferma.

Se tuo figlio ha un ADHD o un DSA, le norme citate qui non escludono la sanzione. Il comma sulla situazione personale è il punto a cui puoi riferirti. Che una sospensione precisa sia illegittima è una valutazione che spetta, caso per caso, al dirigente scolastico e all'organo di garanzia. Lo Statuto riguarda la secondaria: per la primaria vale il regolamento d'istituto, e lo chiedi in segreteria insieme al Patto educativo di corresponsabilità che hai firmato all'iscrizione.

Da guardare

Se arriva una sanzione alla secondaria, hai quindici giorni dalla comunicazione per il ricorso all'organo di garanzia della scuola.

Il voto di comportamento

Il voto di comportamento segue regole sue. Alla primaria è un giudizio sintetico, alla secondaria di primo grado un voto in decimi. Sotto il sei il consiglio di classe delibera la non ammissione. Le note e le sospensioni pesano su questo voto, e a te serve sapere come la tua scuola le conta: chiedilo prima che il voto arrivi. Il caso di un bambino con ADHD o con un DSA è nella pagina sulla bocciatura.

Che cosa funziona in classe

I programmi che lavorano sul comportamento di tutta la classe sono stati studiati bene, e il risultato è modesto e utile. Una meta-analisi di 19 studi randomizzati su 18.094 bambini delle elementari ha trovato effetti piccoli: il comportamento dirompente valutato dagli insegnanti scende (d = -0,20, il segno meno vuol dire meno comportamento dirompente) e il tempo passato sul compito, osservato direttamente in classe, sale (d = 0,39). L'effetto è più piccolo nei programmi più lunghi.

Interventi mirati e fatti con costanza

Una rassegna di 249 studi sui programmi scolastici per il comportamento aggressivo e dirompente ha trovato effetti positivi, più grandi per i programmi realizzati bene e per gli studenti a rischio più alto; i programmi con molte componenti insieme non hanno mostrato effetti significativi. Una meta-analisi su 43 studi controllati e 49.941 bambini delle elementari dà g = 0,39. Con la gestione delle contingenze, cioè conseguenze stabilite e collegate al comportamento, sale a 0,57; con la prevenzione rivolta a tutta la classe scende a 0,29. Quando la scuola ti propone un intervento, chiedi su quale comportamento preciso lavora e come verrà portato avanti nel tempo.

Bambini con sintomi di ADHD

Per i bambini con sintomi di ADHD, una revisione che raccoglie 24 studi con confronto entro lo stesso bambino e 76 su singoli casi ha trovato che gli interventi in classe riducono il comportamento fuori compito, e che quelli basati sulle conseguenze e sull'autoregolazione rendono di più. Gli studi sono piccoli e senza gruppo di controllo, quindi la grandezza dell'effetto è probabilmente sovrastimata. Come si fanno, passo per passo, lo trovi in ADHD a scuola: strategie.

I programmi di tutta la scuola

Altre ricerche guardano la scuola intera. Una revisione di 67 valutazioni dei programmi per ridurre le esclusioni scolastiche ha trovato una riduzione piccola ma significativa (SMD = 0,104; intervallo di confidenza da 0,04 a 0,17); sugli altri esiti di comportamento gli effetti restano limitati. Una revisione sui programmi di sostegno positivo al comportamento in tutta la scuola, negli Stati Uniti, ha trovato risultati misti.

Un esperimento in 18 scuole assegnate a caso ha provato le pratiche riparative in tutta la scuola. In un anno, gli alunni con almeno un provvedimento disciplinare registrato sono stati l'11,1% nelle scuole che le applicavano e il 18,2% in quelle di confronto.

Il dato · Provvedimenti disciplinari in un anno

Scuole con pratiche riparative
11,1%
Scuole di confronto
18,2%

Premi, punti e giochi di classe

Nei bambini con ADHD il rinforzo conta molto. In laboratorio, una ricompensa può riportare il controllo degli impulsi al livello dei bambini senza ADHD. Un esperimento su 92 bambini di 4-12 anni, con i loro genitori, ha provato le tecniche del parent training una alla volta: quelle sugli antecedenti, cioè su ciò che succede prima del comportamento, hanno ridotto i problemi (d = 0,56 e d = 0,65 alle due rilevazioni); quelle sulle conseguenze solo alla seconda (d = 0,53). I risultati sono riferiti dai genitori e riguardano la casa.

La classe non è stata misurata così. Se ne può ricavare un ordine da proporre alla scuola: prima prevenire, con avvisi, routine e un posto in classe pensato, e poi premiare subito ciò che riesce. È un'ipotesi ragionevole, e le prove vengono da laboratorio e casa.

Il sistema a punti e il Good Behavior Game

Il sistema a punti, o token economy, è la forma più diffusa: il bambino guadagna gettoni per i comportamenti concordati e li cambia con un premio. Due revisioni sono in disaccordo. Una, su 24 studi nelle classi dalla scuola dell'infanzia alla quinta elementare, trova effetti grandi; l'altra, del 2011, conclude che le prove non bastano per considerarlo una pratica consolidata. Fra le due, quella più cauta è la seconda, e il sistema a punti si può prendere per quello che è: uno strumento che la scuola può provare, con prove deboli e discordi.

Il Good Behavior Game, un gioco di classe a squadre, ha dato nei sette esperimenti randomizzati (4.700 bambini) effetti modesti, g da 0,09 a 0,32, più bassi di quelli dei primi studi su singoli casi. Una revisione del 2025 trova prove moderate che prevenga l'aggravarsi dei comportamenti aggressivi nei bambini che lo sono in modo persistente, e osserva che pochi di questi risultati sono stati verificati da ricercatori indipendenti.

Quanto dura un beneficio

Un programma per insegnanti sulla gestione della classe è stato provato in 80 scuole inglesi con 2.075 bambini. Il beneficio sulle difficoltà dei bambini era piccolo e non è rimasto a 18 e a 30 mesi. Il programma rendeva di più per i bambini con più difficoltà di salute mentale. Il risultato si accorda con quello dei programmi sulla classe intera, il cui effetto è minore quanto più durano.

Per te questo cambia le domande. Chiedi alla scuola come l'intervento verrà tenuto nel tempo e chi lo ricontrolla a distanza di mesi. Un cambiamento piccolo che resta vale più di uno grande che sbiadisce, e per saperlo bisogna guardare dopo.

Con chi parlare e che cosa chiedere

Parla con più di un insegnante: il comportamento cambia con la materia, con l'ora e con l'adulto, e un solo colloquio dà un solo pezzo del quadro. Per sapere come impostarlo c'è come parlare con gli insegnanti, che spiega anche la scheda giornaliera casa-scuola e che cosa dicono gli studi.

Il PDP, il piano didattico personalizzato, per i bisogni educativi speciali diversi dal DSA non richiede una certificazione; trovi come funziona in PDP: come funziona. Il PEI, il piano educativo individualizzato, richiede la certificazione di disabilità della legge 104 (sostegno scolastico) e fissa obiettivi nelle dimensioni della relazione, della socializzazione, della comunicazione e dell'interazione.

Il rapporto con l'insegnante

Una revisione di 26 meta-analisi, con circa 2,64 milioni di studenti, ha trovato che il rapporto fra insegnante e alunno è legato a otto gruppi di esiti, fra cui i problemi di comportamento. Sono dati correlazionali: se sia il rapporto a cambiare il comportamento o il comportamento a cambiare il rapporto, gli studi non lo stabiliscono. Per te vale come invito a entrare nel colloquio da alleato dell'insegnante, senza cercare un colpevole fra voi due.

Un esperto che affianca l'insegnante

Una meta-analisi di 17 studi sulla consulenza e sul coaching agli insegnanti ha trovato che aiutano a usare le pratiche efficaci anche fuori dalle situazioni addestrate e migliorano gli esiti sugli alunni; la lode specifica, quella che dice che cosa il bambino ha fatto bene, si estende più facilmente delle altre pratiche. La certezza è bassa, perché gli studi sono pochi. Se la tua scuola ha uno sportello di ascolto o uno psicologo, chiedi se può osservare la classe e affiancare l'insegnante.

I compagni e la reputazione

Una meta-analisi di 61 studi ha trovato che il rifiuto da parte dei compagni e l'aggressività vanno insieme (r = 0,42; intervallo di confidenza da 0,38 a 0,47). Il bambino respinto può diventare più aggressivo, quello aggressivo può essere respinto, e le due cose possono alimentarsi. Gli studi non dicono quale delle due venga prima.

Nei bambini con ADHD, una meta-analisi di 109 studi su 104.813 bambini trova la compromissione più grande proprio nel funzionamento con i coetanei (r = 0,33). Il bambino che disturba in classe può essere anche quello che resta fuori dal gruppo. Se tuo figlio ha pochi amici trovi le difficoltà sociali; se ti racconta di essere preso in giro, il bullismo.

Che cosa puoi fare tu, adesso

Prima del colloquio

Comincia dalle domande, perché sono quelle che la scuola sa usare. Chiedi all'insegnante quando e dove succede: in quale ora, in quale materia, dopo quale richiesta, vicino a quale compagno. Scrivilo in un quaderno per due settimane e portalo al colloquio.

Se il comportamento dura e pesa, chiedi una valutazione di linguaggio, lettura e attenzione al pediatra o al servizio di neuropsichiatria infantile. Dietro può esserci una di queste cose, e saperlo cambia ciò che puoi chiedere alla scuola.

Se arriva una sanzione

Chiedi in segreteria il regolamento d'istituto e il Patto di corresponsabilità. Se arriva una sanzione, chiedi di essere ascoltato prima e ricorda i quindici giorni per il ricorso. Se è una sospensione e tuo figlio ha un PDP o un PEI, parlane con il dirigente scolastico.

Proponi la scheda giornaliera fra scuola e casa. Se la scuola ha già sanzionato, a casa puoi scegliere di ascoltare prima di punire una seconda volta: è una scelta educativa, e nessuno degli studi sulle sospensioni la misura.

Se c'è un pericolo immediato per lui o per altri, chiama il 118 o vai subito al pronto soccorso più vicino.

Per approfondire, le pagine vicine: ADHD a scuola e i compiti a casa se c'è un'attenzione che si perde; il disturbo oppositivo, le crisi di rabbia e l'aggressività se prevale la rabbia; la fobia scolastica se evita la scuola; il parent training e il disturbo della condotta per i comportamenti che durano.

Fonti

Quello che c'è scritto qui sopra poggia sui lavori elencati sotto. I link portano agli articoli originali; per ciascuno è indicato se il testo completo è liberamente accessibile.

Letteratura scientifica

Norme e documenti

Dott. Giovanni Vitale — Neuropsichiatra Infantile

L'autore

Dott. Giovanni Vitale

Neuropsichiatra Infantile specializzato in ADHD, disturbi dello spettro autistico, DSA e disturbi del comportamento in bambini e adolescenti. Fondatore di BrainGas (Difficoltà in Abilità). Valutazioni diagnostiche, percorsi di trattamento personalizzati e supporto diretto alle famiglie in Campania e Lazio.

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Avviso importante

Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce una consulenza medica professionale, una diagnosi clinica o una prescrizione terapeutica. Per qualsiasi preoccupazione relativa alla salute di tuo figlio, rivolgiti a un medico specialista qualificato.

Domande frequenti

Perché mio figlio si comporta male solo a scuola?
Il comportamento cambia con il posto, con le richieste e con le persone, e genitori e insegnanti descrivono spesso due bambini diversi. In una grande coorte inglese una parte dei bambini mostrava, secondo gli insegnanti, difficoltà di attenzione a livello clinico. Dietro può esserci una difficoltà di attenzione, di linguaggio o di lettura, un'ansia o un periodo duro: gli studi indicano dove guardare. Annota quando, dove e con chi succede, e portalo al colloquio.
La scuola può sospendere un bambino con ADHD o con un DSA?
Le norme citate nella pagina non escludono la sanzione. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti, che vale per la secondaria, chiede che lo studente sia ascoltato prima, che la sanzione tenga conto della sua situazione personale e che l'allontanamento sia disposto solo per infrazioni gravi o ripetute, per non più di quindici giorni. Contro la sanzione puoi ricorrere entro quindici giorni all'organo di garanzia della scuola. Se c'è un PDP o un PEI, chiedi che se ne tenga conto e parlane con il dirigente scolastico. Che una sospensione precisa sia illegittima lo valutano, caso per caso, il dirigente e l'organo di garanzia.
Una nota o una sospensione possono abbassare i voti nelle materie?
No. Lo Statuto scrive che nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione degli apprendimenti delle singole discipline. L'infrazione influisce sul voto di comportamento, e sotto il sei il consiglio di classe delibera la non ammissione.
Serve una diagnosi perché la scuola faccia qualcosa?
Per i bisogni educativi speciali diversi dal DSA il PDP non richiede la certificazione; per il PEI serve la certificazione di disabilità della legge 104. Puoi comunque chiedere alla scuola di cominciare dal comportamento che osserva, con le stesse domande: quando, dove, con chi, dopo quale richiesta.
Il sistema a punti funziona?
Può aiutare, con prove deboli e discordi: una revisione su 24 studi trova effetti grandi, un'altra conclude che le prove non bastano per considerarlo una pratica consolidata. I programmi sul comportamento per tutta la classe hanno effetti piccoli (d = -0,20 sul comportamento dirompente), più bassi nei programmi più lunghi. Chiedi alla scuola come intende mantenerlo nel tempo.
Come posso collaborare con la scuola?
Arriva al colloquio con le domande: quando e dove succede, con chi, dopo quale richiesta. Chiedi il regolamento d'istituto, proponi la scheda giornaliera fra scuola e casa e, se la scuola ha uno sportello di ascolto o uno psicologo, chiedi se può osservare la classe. Il rapporto con l'insegnante è legato al comportamento degli alunni: entra nel colloquio da alleato.

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